FMA
EMILIA DI MASSIMO
“Voglio essere FELICE COME LORO!”
21 ragazze, 6 nazioni diverse. Tra noi c’era chi voleva fare l’astronauta, il giocoliere, la parrucchiera, la direttrice di poste o di un albergo a quattro stelle e persino entrare a far parte della polizia scientifica. Oggi viviamo la fraternità e condividiamo la missione con le suore salesiane. Come mai?
Non è l’affermazione di un gruppo di giovani universitari o di lavoratori ma di novizie, ovvero di chi chiede di entrare a far parte di un ordine religioso. Ecco i loro nomi e le loro nazionalità: Carmen, Desiré, Marjam, Sofia, Alice, Beatrice, Chiara, Serena, Teresa, Sabrina, Valentina, Elisabetta, sono italiane; Martina, Marianna, Terézia, sono slovacche, Clara Ines è spagnola, Katalin è ungherese, Oliwia e Natalia sono polacche, Mariia Shatailo è russa.
Oltre la diversa provenienza, la condivisione seguente è corale.
Il segreto nel cuore
Abbiamo deciso liberamente di intraprendere l’iter formativo per diventare Figlie di Maria Ausiliatrice, quindi se siamo qui un motivo ci sarà. Avete presente quella sensazione che si prova quando incontri qualcuno che tira fuori il meglio di te e che dà pienezza alla tua gioia?
Ecco, ora proviamo a spiegarvelo.
Siamo molto diverse fra noi e diverse sono le nostre storie, il modo con cui abbiamo conosciuto la fede, il mondo salesiano. C’è chi è cresciuto in oratorio, chi ha conosciuto una suora quasi per caso, chi ha iniziato accompagnando i giovani, chi prima ha lavorato, chi ha fatto l’università… eppure, prima o poi, tutte abbiamo visto una o più persone e abbiamo iniziato a pensare: “anche io voglio essere felice come loro!”. La gioia, la profondità, la gratuità dell’amore e la pienezza di una persona ci ha attirate.
In modi diversi e fantasiosi, tutte ci siamo confrontate con la dimensione del servizio scoprendo in noi il desiderio di donarci, di ridonare quanto noi avevamo ricevuto, e si sa che quando ci si dona agli altri e si vuol bene si arriva per forza a Gesù!
I nostri cammini di fede sono differenti ma tutte ci siamo affidate a qualcuno che vedeva oltre, ci siamo lasciate accompagnare, alcune fiduciose, altre poco convinte, un po’ controvoglia, ma ciascuna ha riconosciuto che non poteva comprendere da sola quanto stava accadendo nel proprio cuore.
Chiamate ma senza capire bene…
Scegliere la vita consacrata è una questione di amore e di libertà: in un mondo che spesso ci fa vedere solo il negativo c’è bisogno di qualcuno che risponda alla sete di bellezza dei giovani, che sappia dar loro fiducia, scommettere sui loro sogni, che si fermi ad ascoltare, che sappia avere la pazienza di attendere e accompagnare le loro maturazioni: qualcuno che costruisca relazioni di amore gratuito. Non occorre per questo essere suore ma la nostra passione per i giovani nasce da un Amore più grande! La consacrazione non riguarda il nostro fare ma tocca il fondo della nostra identità. Tutte noi ci siamo sentite chiamate, senza capire bene, ed oggi stiamo rileggendo la nostra storia ritrovando le impronte di un Dio che ha vissuto sempre con noi.
Abbiamo provato a condividere le motivazioni che ci hanno portate qui: far conoscere ai giovani che sono guardati dal Signore, portare l’esperienza di sentirmi amata e prediletta, cercare risposte alle domande grandi, vivere sapendo che la vita è una cosa seria e mi interpella. Desideriamo “essere un cannocchiale fra i ragazzi e Dio”, un ponte perché altri possano provare un po’ della nostra gioia.
Consacrarci vuol dire custodirci, essere per il Signore. Il centro della nostra vita è la relazione con Lui dalla quale scaturisce lo spazio accogliente tutti gli altri.
La nostra vita vogliamo che sia unificata in un centro stabile perché sentiamo che oggi tutto crolla, e nulla dà sicurezza.
A Chi ci chiama proviamo a dare ogni giorno una risposta concreta con la nostra vita donata per essere con i giovani, non sempre è facile, ci spaventiamo in fretta, a volte ci stanchiamo e la nostra fede si fa incerta, ma sappiamo dove stiamo andando, insieme.
Con le parole di don Bosco, sentiamo di dire ai giovani: “lo dico e lo ripeto, voi mi avete preso tutto, mi avete rubato il cuore!”.
Auguriamo anche a voi di trovare quel Qualcuno a cui rispondere per trovare la gioia piena nella vostra vita.
Papa Francesco sottolinea l’importanza di “guardare al passato con gratitudine, di vivere con passione il presente e di abbracciare il futuro con speranza”, ed è soprattutto di uomini e donne di speranza che oggi c’è bisogno, proprio come le novizie desiderano essere.


















