BS Settembre
2023

DIARIO MISSIONARIO

DON FILIPPO PERIN

Vita quotidiana a Lare, Etiopia

Con il diario di don Filippo Perin possiamo passare un po’ di tempo in un angolo di missione salesiana.
Settembre

Abbiamo avuto la visita di alcuni ospiti, il signor Natalino che ormai da tre anni ci sostiene e viene a trovarci, aiutando la scuola materna del villaggio di Ilea, 100 bambini con i loro maestri e lavoratori al seguito per la scuola, con attività varie e il pranzo giornaliero. Un grande aiuto, lo ringraziamo di cuore insieme alla sua famiglia per tutto questo e per la condivisione di alcuni giorni della nostra vita missionaria. Poi ci incontreremo ad Addis Abeba con la signora Elisabetta, cara amica e benefattrice da tanti anni per i pozzi d’acqua ricordando suo figlio Andrea, che negli ultimi due anni ha inaugurato da noi ben 6 pozzi.

Il nostro Vicariato di Gambella ha preso il via per questo nuovo anno con un bell’incontro di tutti i preti e le suore, anche gli ultimi ordinati a luglio hanno ricevuto la loro destinazione: ci sono 12 preti locali, 1 prete italiano, 5 suore di Madre Teresa, 6 salesiani e 4 seminaristi. Quest’anno 7 giovani sono entrati nel seminario minore di Gambella, per un’esperienza di almeno due anni per pensare e capire se entrare poi nel seminario maggiore ad Addis Abeba; abbiamo buone speranze. Invece siamo ancora senza il nuovo vescovo, ormai da 5 anni abba Angelo è in Italia per malattia, ma non hanno ancora nominato il suo successore, speriamo che l’arrivo del nuovo Nunzio in Etiopia porti qualche novità.

Anche la vita della missione a Lare si sta rianimando: ogni domenica tante persone vengono alla Messa, anche un certo numero durante la settimana, abbiamo l’Eucaristia tre volte alla mattina. Stiamo partendo con il gruppo del coro, dei chierichetti e della catechesi. Verso novembre inizierà anche la possibilità dello studio serale per gli studenti che vogliono e qualche corso di inglese. Invece per le nuove attività come l’asilo e l’oratorio le inizieremo in seguito, prima vogliamo condividerle con i catechisti e la gente.

Capodanno

Qui in Etiopia oggi 12 settembre abbiamo festeggiato il 1° giorno dell’anno 2012. Siamo più giovani di 7 anni. Così siamo in festa, vacanze e festa tra l’inizio del nuovo anno e la festa della Croce il 28 settembre, poi tutto riparte: scuola e lavoro.

Dopo alcuni mesi passati in Italia per la scomparsa di mia mamma Alma e per riprendermi e ricaricarmi bene, sono tornato in Etiopia, sempre nella zona di Gambella, ma in una nuova parrocchia, quella di Lare.

Siamo a 80 km da Gambella sul confine con il Sud Sudan, vicini al fiume Baro: la popolazione è tutta di etnia Nuer e sostituirò don Matteo, un sacerdote italiano di Mantova che ritorna in Italia dopo tanti anni di missione. L’accoglienza da parte di don Matteo e della gente è stata ottima, questo mi sta aiutando a riadattarmi al clima, sempre molto caldo, alla loro cultura, alla vita semplice del villaggio, al fatto di essere l’unico bianco insieme a don Matteo, alla lingua, sto riprendendo il nuer che già avevo un po’ imparato…

Nella strada che porta da Gambella a Lare ci sono la maggioranza dei profughi arrivati dal Sud Sudan, distribuiti in 4 grandi campi, più di 50 mila persone per campo. Passando per la strada l’entrata ai campi è posizionata nel tratto dove sono sorti moltissimi negozi di ogni genere per servire proprio i profughi; anche i salesiani di Gambella con il vis hanno due progetti all’interno dei campi.

Credo che alla domenica, almeno per la Messa, andrò anch’io all’interno di un campo, visto che sono tutti di etnia nuer.

È dal 2014 che è scoppiata la guerra civile in Sud Sudan e subito dopo sono sorti questi campi per accogliere i profughi che fuggivano dalla guerra e, dato il loro numero elevatissimo, c’è sempre tensione tra loro e la popolazione locale, che in quella zona è di etnia anuak. Proprio la scorsa settimana hanno fermato una macchina di una ong che lavorava dentro il campo e, poiché trasportava un nuer, hanno ucciso sia il nuer sia l’autista. Dopo due giorni la vendetta non si è fatta attendere e alcune persone hanno ucciso una persona anuak. Speriamo che la tensione si calmi.
Nella parrocchia sono giorni tranquilli di preparazione delle attività che inizieranno verso metà ottobre. C’è una bella comunità e con don Matteo stiamo visitando alcuni villaggi attorno per partire anche là con qualche attività.

Nella missione di Pugnido, dove ho passato gli ultimi 6 anni, il sacerdote locale diocesano che mi ha sostituito in questi mesi, abba Henock, continuerà a portare avanti la missione; sta lavorando molto bene e il vescovo abba Angelo ha preferito lasciare lui là e mandare me a sostituire don Matteo a Lare. Sicuramente andrò a trovarlo una volta per salutare lui e la popolazione.

Maggio e sangue

Martedì 24 maggio abbiamo festeggiato Maria Ausiliatrice, grande festa per i Salesiani. Fin dall’inizio della sua vita, don Bosco è stato accompagnato dalla presenza di Maria, che lo ha sostenuto e aiutato. Don Bosco avrà sempre una grande riconoscenza per Maria e dopo di lui anche tutti i Salesiani hanno sempre avuto una devozione particolare per Maria. Anche noi a Lare abbiamo la nostra Madonna (foto), e ci richiamiamo spesso a lei, guida nel nostro cammino di fede e Ausiliatrice.
Stiamo pregando molto in questi giorni per la pace perché di nuovo a Gambella e nella città di Itang sono scoppiati violenti scontri armati tra le due etnie più forti: gli anuak e i nuer.
Tutto è partito da una piccola scintilla e ha fatto riaf­fiorare vecchie tensioni e vendette ancora da risolvere. Lunedì ero a Gambella e proprio dietro alla casa salesiana è scoppiato uno scontro a fuoco che è andato avanti per circa due ore, finché non è intervenuto l’esercito a dividere le due parti. Siamo rimasti chiusi in cappella a pregare con il suono rimbombante delle armi che sparavano. Sempre domenica sono tornati i Murle, una tribù guerriera del Sud Sudan, in cerca di mucche e bambini. Hanno attaccato un piccolo villaggio vicino a Matar, ucciso molte persone e rapito parecchi bambini. La polizia e la gente di Matar hanno ingaggiato uno scontro a fuoco, ma ormai erano già scappati nella savana, veramente una brutta notizia questa. Quest’anno le piogge tardano ad arrivare, dopo una prima avvisaglia a fine aprile, abbiamo avuto un mese di maggio sempre sui 40 gradi esenza piogge. Speriamo che arrivino presto così da calmare gli animi della nostra gente e far tornare la pace.

Le attività della nostra parrocchia continuano: la domenica dopo Pasqua abbiamo avuto degli incontri con i Testimoni di Gesù risorto, alcuni passati, come san Giovanni Bosco e santa Madre Teresa di Calcutta, altri recenti, come don Jakob, sacerdote nuer appena rientrato nella nostra diocesi, originario proprio di Lare, i Fratelli della Carità di Abobo, Victor, Alex e Memu, che portano avanti il piccolo ospedale nel villaggio di Abobo, due nostri catechisti Sara e Giovanni, tutti hanno raccontato la loro storia, come sono arrivati alla fede e che cosa vuol dire oggi per loro credere in Gesù Risorto. Infine ci stiamo preparando al giorno di Pentecoste, che per noi qui sarà l’11 giugno, quando avremo la presenza del nostro vescovo monsignor Roberto per alcune cresime e molti battesimi e prime comunioni.

Un pozzo e buone notizie

Anche il lavoro nelle nostre cappelle va avanti: a Pilual, abbiamo inaugurato un bel pozzo a mano, grazie a Dio abbiamo trovato l’acqua, la gente e i nostri bambini che ogni giorno vengono all’asilo sono proprio contenti.

Nella capella di Thia Jak, dopo un bell’anno di formazione, il 6 maggio abbiamo avuto 15 battesimi e 10 comunioni. Questa comunità vive gran parte dell’anno vicino al fiume Baro e dopo due anni di accompagnamento, abbiamo costruito una piccola chiesa e continuato a seguirli. Nella cappella di Kubri, abbiamo il nostro catechista ammalato da un paio di mesi, ora sta meglio e per Pentecoste stiamo preparando alcuni per il battesimo e per la prima comunione.

La cappella di Gok nella stagione secca si trasferisce vicino al fiume Baro, per la coltivazione del granoturco e per dare da bere alle mucche e alle capre che hanno. Anche noi cerchiamo di seguirli facendo delle visite e delle preghiere sotto dei grandi alberi in vari luoghi vicino al fiume.
Sia a Gok sia a Thia Jak sia a Kubri, i nostri asili per i bambini funzionano molto bene. Continuano gli incontri sotto l’albero per la nuova cappella di Quanual: insegniamo le preghiere, i canti, il catechismo.

Due belle notizie: all’inizio di maggio abbiamo avuto l’ordinazione di un nuovo sacerdote per la nostra diocesi, don Antonio Aballa, il primo sacerdote anuak. È stata una bella celebrazione nella chiesa di Gambella e poi è seguita una bella festa per il nuovo sacerdote.

A metà maggio abbiamo avuto ad Addis Abeba un bell’incontro con tutti i direttori salesiani dell’Etiopia e hanno potuto partecipare anche quelli del nord, del Tigray. Adesso la situazione è molto cambiata, c’è possibilità di movimento, di entrare e uscire dalla regione, le scuole, la comunicazione, l’energia elettrica e tutto il resto è quasi tornato alla normalità. Abbiamo celebrato questo incontro perché era da due anni e mezzo che non li vedevamo per via della guerra civile che c’era nel Tigray, anche se un po’ di tristezza è apparsa quando ci hanno raccontato la vita loro e della gente in questi due anni di guerra: alcune situazioni sono veramente terribili. Ma ora si cerca di guardare avanti e di ricostruire e far ripartire la vita di ogni giorno.

Concludo con una preghiera di santa Bakhita, originaria del Sudan: “O Signore, potessi io volare laggiù, presso la mia gente e predicare a tutti a gran voce la Tua bontà, oh, quante anime potrei conquistarti! Fra i primi, la mia mamma, il mio papà, i miei fratelli, mia sorella ancora schiava… tutti i poveri dell’Africa, fa’ o Gesù, che anche loro ti conoscano e ti amino e si vogliano bene!”.           

         

DB LADRO
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