BS Dicembre
2024

LE CASE DI DON BOSCO

Massimo Zagato

VERONA Don Bosco

Un’opera straordinaria, vitale e ricca di iniziative. Una punta di diamante dell’educazione salesiana oggi.
La nostra storia

I Salesiani sono arrivati a Verona nel 1891, invitati dal cardinale Canossa, per dedicarsi al “Patronato dei ragazzi”. Due anni dopo viene aperto l’Istituto Don Bosco comprendente il convitto e la scuola elementare superiore, successivamente si darà vita al ginnasio e le scuole-laboratorio per la formazione degli artigiani.

Nel 1939 gli indirizzi dell’Istituto Don Bosco (avviamento, media, ginnasio) vengono legalmente riconosciuti e la scuola inizia a crescere con una presenza prevalentemente di ragazzi provenienti dalla provincia, per lo più interni e di livello socioculturale modesto. Ad oggi hanno frequentato la nostra scuola circa 21 000 alunni.

Gli anni dell’avviamento sono stati fondamentali per la formazione degli artigiani, molti di loro hanno dato vita alle aziende tra le più rinomate del territorio, ancor oggi in attività.

Negli anni ’60 viene chiusa la scuola di avviamento e prende forma la scuola media, contemporaneamente si avvia l’itc. A metà anni ’70 chiuso l’internato si assiste ad un radicale cambiamento della funzione e dell’utenza della scuola media.

Sono questi gli anni in cui, grazie al Capitolo Speciale della Congregazione si rivaluta l’importanza della scuola, ribadendone la funzione educativa ed evangelizzatrice ed indicando le linee di rinnovamento pedagogico, didattico e religioso.

Con il trascorrere degli anni, aumenta il personale laico e vengono progettate iniziative formative in modo da offrire loro una qualificata competenza professionale e pedagogica. Ai Salesiani spetta prevalentemente il ruolo di animatori, oltre che di docenti. Le sfide del tempo portano alla riorganizzazione degli spazi e dei tempi: lo studio pomeridiano, le ricreazioni animate, le attività complementari, l’orientamento ed un maggior spazio ai genitori in vista della compartecipazione educativa.

Negli anni ’80 si sviluppa il centro pedagogico, sotto la guida di don Borello. Specializzati nella formazione dei docenti e l’aggiornamento pedagogico, il centro diventa un patrimonio a cui attingono molte scuole della città e della provincia.

A partire dal Duemila, nella logica della riforma scolastica si apre una sezione della Primaria, mentre per la scuola secondaria di secondo grado si confermano gli indirizzi del Liceo Classico e del Liceo Scientifico, nello stesso tempo si amplia l’offerta formativa con l’apertura del Liceo Scientifico delle Scienze applicate e rinnovato l’Istituto Tecnico economico-amministrazione con una nuova specializzazione in finanza e marketing. L’evoluzione del don Bosco continua: vengono inaugurate le nuove palestre, i laboratori scientifici ed hanno inizio nuovi percorsi scolastici per le superiori, l’Istituto Tecnico Informatico e il Liceo Linguistico.

A partire dal 2019 tutta l’Opera, nella sua struttura, viene completamente restaurata, vengono rivisti e rinnovati tutti gli spazi interni ed esterni.

In questo anno un gruppo di studenti ha vinto numerose competizioni della “Lego League” fino ad aggiudicarsi il titolo mondiale a Houston negli usa. Dopo questa vittoria, nel 2021, nasce il desiderio di dare avvio al Lab-Oratorio d’Impresa 5.0, un centro di formazione e di innovazione rivolto ai giovani e alle imprese del territorio.

L’anno seguente viene completamente rinnovato il Collegio Universitario, ospitante fino ad 80 studenti, sempre nello stesso anno viene restaurata un’altra zona della casa per dare vita ad uno spazio per i giovani animatori chiamato “Casa don Bosco”.

Finalmente, nel 2023, sono portati a termine tutti i lavori di ristrutturazione interna ed esterna dell’Opera.

Ad oggi sono presenti la Comunità Salesiana composta da 20 confratelli, un vasto gruppo di docenti, educatori e personale, 90 in tutto. Ogni giorno accogliamo quasi 1000 studenti ai quali si aggiungono i convittori e altri 800 studenti universitari frequentanti i corsi del nostro Campus iusve.

Punti di forza e innovazioni

I punti di forza della nostra opera sono la cura educativa e il rapporto docente allievo, la collaborazione e il dialogo con le famiglie, la ricchezza di proposte culturali ed educative, il percorso spirituale dei ragazzi ricco di iniziative e cammini: i vari potenziamenti e le attività culturali, i percorsi di formazione e cittadinanza, il buongiorno quotidiano, i ritiri e le feste, l’animazione, il servizio ai più piccoli e verso i poveri, il Grest e i campi estivi.

La nostra scuola viaggia sui binari del futuro. Le innovazioni presenti sono tante: i laboratori di scienze, chimica, fisica e biologia con attrezzature all’avanguardia; la scelta della lingua cinese al linguistico e gli scambi linguistici con scuole tedesche e spagnole; i corsi di madre lingua al linguistico e di madrelingua inglese allo scientifico; l’informatica presente in tutte le classi del biennio ed in particolare al triennio delle scienze applicate; l’indirizzo tecnico informatico (tra i primi in città); i numerosi corsi di robotica e la partecipazione ai concorsi. Infine sono numerose le collaborazioni con le aziende del territorio e l’università di Verona per i percorsi di orientamento.

Soddisfazioni e successi

Le prime soddisfazioni sono la riconoscenza e l’affetto per don Bosco e la nostra Opera. In città siamo molto conosciuti e stimati. Molti exallievi che sono già nonni o genitori continuano a proporre il Don Bosco come scuola da frequentare. Circa il cammino di maturazione dei ragazzi, molti fanno tutto il percorso dalla primaria fino alla maturità; altri si aggiungono nei diversi ordini della scuola. Tutti sono molto soddisfatti perché si sentono accolti ed accompagnati e trovano un clima culturale vivace e di qualità.

I nostri docenti si riconoscono nel carisma salesiano e pertanto si spendono con generosità per il buon esito del cammino di ogni allievo. Tra i professori più di qualcuno è exallievo di questa scuola e vive la sua professione educativa come una missione e possibilità di “restituzione” del bene ricevuto. Sono tanti gli exallievi che spesso passano per salutare e

ringraziare del cammino fatto. In questi anni molte famiglie che si incontrano esprimono sentimenti di riconoscenza per la qualità della cura educativa e della proposta culturale e formativa.

Infine sono molti i ragazzi delle superiori che frequentano le diverse iniziative educative proposte e partecipano ai cammini del gruppo Amici Domenico Savio mettendosi a disposizione dei più piccoli per l’animazione delle ricreazioni, l’assistenza in studio e i momenti formativi di gruppo.

Nel cuore della città

La scuola è situata nel cuore del centro storico di Verona, confinante con Castelvecchio e a pochi passi dall’Arena. La centralità della nostra casa e il fatto di essere vicina alla stazione ferroviaria fa sì che gli studenti provengano sia dalla città sia dalle diverse zone della provincia.

Il territorio veronese è caratterizzato da una forte plurisettorialità: un comparto agricolo e viti-vinicolo molto sviluppato, numerose aziende e fabbriche in diversi ambiti, forte è anche la vocazione turistica del territorio. L’intraprendenza dei veronesi ha permesso di far fronte con determinazione ai diversi periodi di crisi che si sono manifestati negli ultimi anni. Il territorio si caratterizza per avere un tasso di disoccupazione relativamente basso e comunque al di sotto della media nazionale, ciò favorisce la possibilità di sviluppare diversificati percorsi formativi per un buon orientamento verso la carriera universitaria e il futuro lavoro.

Nel corso degli anni al Don Bosco si sono formati molti medici, ingegneri, avvocati, docenti, imprenditori, economisti. Grazie alla varietà dei percorsi e alle collaborazioni con le Università della città e le aziende del territorio anche oggi i giovani hanno buone possibilità di inserimento lavorativo e formativo.

I nostri giovani sono di “pasta buona”. Sono giovani educati e curiosi, come tutti gli altri sono carichi di

sogni e desideri ma allo stesso tempo si ritrovano ad essere fragili e non sempre costanti.

Una peculiarità che si nota in loro è la docilità, con semplicità e disponibilità si lasciano incontrare ed accompagnare. Sono desiderosi di trovare adulti credibili che li sappiano accogliere, ascoltare e incoraggiare. Sono anche giovani generosi e creativi che, se spronati, sanno dare il meglio di sé per loro e per gli altri.

TRE DOMANDE AL DIRETTORE

Qual è la sua più bella soddisfazione?

Questa è una casa dove si sente vivo lo spirito di don Bosco, è una comunità educativa impregnata di sistema preventivo. Appena arrivato (estate 2023) mi sono sentito subito a casa, accolto e ben voluto. È estremamente bello vedere la comunione e la concordia tra i salesiani e i laici, dove ciascuno secondo “il proprio” si impegna ad essere segno di don Bosco per i giovani.

La corresponsabilità e la sinodalità non sono uno slogan ma sono di casa, sono il modo abituale che tutti desiderano assumere per portare avanti l’opera educativa. Personalmente la possibilità di stare in classe in mezzo ai giovani e poi incontrarli in cortile o nei colloqui mi fa sentire un salesiano felice. Trovo molto positivo il dialogo e il coinvolgimento dei genitori, sempre molto attenti e disponibili alle proposte della scuola.

Sempre di più stiamo cercando di aprire la nostra scuola per farla diventare una casa, per i ragazzi e le loro famiglie per i giovani e tutti coloro che lavorano con noi.

Le sfide?

L’educazione a partire dalle fragilità: anche tra i nostri ragazzi, come in tutto il nostro territorio, emergono alcune situazioni di fatica in campo educativo come attacchi di panico, ansia o altri tipi disturbi. Imparare a conoscerne le cause e promuovere percorsi efficaci è nostro compito. 

L’accompagnamento: una parola preziosa per il nostro carisma. I ragazzi non vanno solo istruiti ma introdotti alla vita, pertanto è imprescindibile essere attrezzati all’accompagnamento in tutte le sue forme e in tutte le dimensioni della persona. Ci piace pensare che siamo chiamati ad educare gli uomini della società del futuro, cittadini impegnati per il bene di tutti, uomini di spessore con un cuore cristiano.

La trasmissione del carisma: fare in modo che lo spirito di don Bosco e il Sistema Preventivo animi ogni educatore ed ogni attività proposta sia un’occasione di crescita secondo gli ingredienti della Spiritualità Salesiana.

I sogni?

Sogno una casa e un’opera viva, aperta, coraggiosa nel proporre, paziente del seguire, stimolante nell’invitare ad una misura alta della vita. Mi auguro che ciascuno dei ragazzi e dei giovani, negli anni in cui sta al Don Bosco, possa essere accompagnato a crescere come uomo e come cristiano.

Desidero che molti si appassionino a don Bosco e che qualcuno possa dire: “Desidero essere come lui” nella propria vita personale e professionale, per fare in modo che le intuizioni del sistema preventivo si diffondano nella vita familiare, sociale e lavorativa del nostro territorio.

Auspico che tutti coloro che condividono con noi il percorso educativo possano dire: “Il Don Bosco, la mia scuola, la nostra casa!”, così come è riportato nel messaggio di benvenuto posto nel giardino al centro del nostro cortile.

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