BS Marzo
2026

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Un’invincibile PRIMAVERA

È proprio nel freddo dell’inverno che i semi si preparano a germogliare al primo sole. È nel momento della prova che testiamo la nostra capacità di resistere ai contraccolpi della vita. È solo attraversando la sofferenza e il dolore che possiamo trovare la forza per rinascere!

«Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre… ma non può contenere la primavera». Quanta verità in queste parole di Mahatma Gandhi! Perché la primavera non è solo una stagione del cuore, un tempo benedetto di rinascita e rinnovamento in cui la natura torna a schiudersi alla vita e l’orizzonte si illumina di nuove promesse. Essa è, innanzitutto, un habitus interiore, l’atteggiamento proprio di chi coltiva la speranza anche nei momenti più bui dell’inverno, di chi di fronte a un terreno brullo non vede la desolazione dell’assenza, ma presagisce la fecondità silente dei semi che riposano sotto la superficie.

Ci vuole, infatti, un’incrollabile fede nel futuro per continuare a coltivare con amore e ad innaffiare quotidianamente il proprio giardino anche quando nulla sembra ripagare la nostra fatica! Ed è proprio questo che spesso manca ai giovani adulti, abituati a ricercare un appagamento immediato per i propri sforzi e sacrifici e poco avvezzi alla spiacevole sensazione del sentirsi come il «servo inutile» del racconto evangelico. A maggior ragione quando avvertono tutta la stanchezza del dover affrontare il mondo con le armi spuntate di una generazione non sempre attrezzata per fare i conti con una realtà quanto mai incerta e precaria. O quando, a seguito di reiterate delusioni e della frustrazione delle proprie aspirazioni più autentiche, si ritrovano con «un’ala spezzata» che rende il loro volo tanto più faticoso e inconcludente. Una condizione esistenziale, questa, che in tanti sperimentano dolorosamente nel cammino verso l’adultità e che, non di rado, spinge i più fragili – o semplicemente i più sensibili – a rinunciare troppo presto a credere nei propri sogni e a rassegnarsi ad una vita priva di rischi, in cui non c’è più spazio per le «strofe di frontiera» e neppure per il canto.

Eppure, è proprio nel freddo dell’inverno che i semi si preparano a germogliare al primo sole. È nel momento della prova che testiamo la nostra capacità di resistere ai contraccolpi della vita. È solo attraversando la sofferenza ed il dolore che possiamo trovare la forza per rinascere!

Le bufere che sconvolgono la nostra esistenza, per quanto impetuose e dirompenti, potranno anche sradicare alcuni dei fiori che con tanto impegno abbiamo coltivato o divellere gli steccati che previdentemente abbiamo eretto a difesa del nostro giardino, ma non possono di certo sconfiggere la primavera che, invincibile, alberga dentro di noi. Esse ci insegnano, anzi, la pazienza del ricostruire, la perseveranza del ricominciare, la tenacia del rialzarsi in piedi. E ci ricordano che, anche quando sembra che tutto sia perduto, anche quando ci sentiamo feriti o scoraggiati, c’è sempre un nuovo inizio che ci aspetta, un nuovo viaggio da intraprendere, un nuovo sentiero da percorrere, un nuovo sogno da inseguire!

L’importante è aver cura di custodire, nelle pieghe segrete della nostra anima, il seme delicato ma tenace della speranza, affinché – una volta passata la tempesta – possiamo tornare di nuovo a sbocciare, accettando la sfida di riaprirci alla vita e di rimetterci in cammino con lo sguardo puntato verso il futuro.

Si parlava di te l’altra sera,
si diceva che non canti più
quelle strofe di frontiera,
belle come la tua gioventù.
Ma se il cuore ha un’ala spezzata,
devi solo curarla perché
non è ancora la fermata:
altri viaggi aspettano te!
Dall’istinto che hai
di non cedere mai:
è da questo, lo sai,
che riparte il cammino.
Ognuno di noi
ha la sua strada da fare,
prendi un respiro, ma poi
tu non smettere di camminare.
Anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore,
c’è che ognuno di noi può resistere, sai,
aggrappato ad un raggio di sole…
E se la vita ci frega,
quando prima ci esamina e poi
solo dopo ce la spiega
la lezione più dura per noi;
ma ci insegna che ogni bufera
può strappare un bel fiore, però
non l’intera primavera,
non può raderla al suolo, non può!
Dall’istinto che hai
di non cedere mai:
è da questo, lo sai,
che riparte il cammino.
Ognuno di noi
ha la sua strada da fare,
prendi un respiro, ma poi
tu non smettere di camminare.
Si comincia a morire nell’attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione.
Ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare:
segui il passo di un sogno che hai,
chi lo sa dove può arrivare?
E chi lo sa…

(Eros Ramazzotti, Il cammino, 2009)

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