BS Ottobre
2022

LE CASE DI DON BOSCO

DONATO BOSCO

Una vera “potenza” educativa

Nella città di Potenza tra i tanti servizi, i quartieri popolari e il cemento, i Salesiani fanno fiorire una magnifica casa con il cuore aperto per i giovani e per le famiglie, dove si può crescere dal punto di vista cristiano e umano.

Potenza è il capoluogo di regione della Basilicata nonché il più alto d’Italia, posto geograficamente nel cuore del Meridione. La storia di questo luogo delle aree interne non è secondaria a quella di tanti altri, neppure per quanto riguarda l’esperienza cristiana. La storia di Potenza infatti non può prescindere da quella del suo protettore, san Gerardo La Porta, e dal solerte impegno profuso da questo vescovo per la crescita spirituale della città. San Gerardo ha aperto a Potenza, tra la fine dell’xi e l’inizio del xii sec., una scuola gratuita per tutti, con l’intento di educare i giovani ai buoni costumi. La devozione nei confronti del santo in città è ancora oggi vivissima, eredità dei primi fedeli che hanno riconosciuto in lui valori importanti, come quello dell’educazione. Si può trovare allora proprio nei meandri del Medioevo, simbolicamente, l’inizio di una sensibilità che ha condotto secoli dopo all’arrivo nel capoluogo lucano di una congregazione che ha tra le sue missioni principali quella dell’educazione dei giovani: i Salesiani.

L’arrivo dei Salesiani

Nella Potenza del primo dopoguerra si innesta invece la storia di un altro vescovo, il venerabile Augusto Bertazzoni, che dal 1930 al 1966 ha retto la diocesi di Potenza e Marsico Nuovo. L’operato di questo pastore originario del mantovano, coraggioso e faticoso per gli anni difficili attraversati, ha forse origine in un episodio singolare quanto emozionante. Il giovane Bertazzoni, a Torino tra il 1885 e il 1887, è stato allievo di don Bosco e del suo oratorio. Si racconta sia stato proprio il nostro fondatore a profetizzare la sua elezione a Vescovo quando, carezzandogli il capo, in cortile gli disse: “che bella testolina da mitria”. La breve ma intensa esperienza torinese ha lasciato un segno nella vita di Bertazzoni, tanto da portarlo a dedicare nel 1939 un altare della cattedrale al santo dei giovani e non solo: lo ha stimolato infatti ad impegnarsi per l’arrivo della congregazione di San Francesco di Sales nella sua diocesi. Bisogna aspettare però il 1964 per l’annuncio ufficiale: i Salesiani tornano a Potenza per dar vita ad una parrocchia e all’oratorio, dopo aver retto in passato per un biennio, agli inizi del ’900, il Seminario diocesano.

Lo sviluppo e la struttura attuale dell’Opera Salesiana

Da questo momento la storia della presenza salesiana nel capoluogo lucano è una storia di sviluppo e crescita costante. Nel 1966 viene inaugurato l’oratorio e posta la prima pietra della nuova Chiesa, consacrata nel 1973. Tra fine anni ’70 e anni ’80 la casa cresce con la costruzione del complesso O.S., dell’oratorio, della cappella S. Domenico Savio, del Cineteatro, dell’ambulatorio e di altri ambienti funzionali. Gli anni ’90 vedono la crescita del gregge della parrocchia con l’ingresso di molte contrade nel nucleo originario del Rione Risorgimento. Sono inoltre anni di un’intensa attività educativa, infatti viene formato il gruppo dei ministranti e vengono seminate esperienze fondamentali per il contatto con la realtà cittadina, come quella della Savio Estate e Festinsieme. È proprio in quegli anni che iniziano a fiorire molte vocazioni alla vita consacrata e non, offrendo un contributo importante all’Ispettoria Meridionale, in una scia che si prolunga fino ai giorni nostri. Attualmente l’Opera Salesiana di Potenza è composta dalla Parrocchia, dall’Oratorio Centro Giovanile e dal convitto universitario. Le attività annuali, discusse e predisposte dal consiglio della cep, vengono realizzate da una comunità attiva dove coesistono e collaborano giovani, adulti, famiglie oltre ai padri Salesiani.

L’Oratorio Centro Giovanile Salesiano di Potenza ha ospitato negli anni migliaia di ragazzi e ragazze, aiutandoli a crescere nella fede e nella vita. Un importante luogo di incontro, dunque, posizionato in una zona nevralgica e centrale della città dal punto di vista urbanistico. Se non è possibile avere una stima precisa di presenze in oratorio, si può verificare da varie fonti che il materiale umano su cui lavorare non è mai mancato e che molte generazioni hanno beneficiato della presenza salesiana. Solo la pandemia ha portato ad una lieve flessione nel numero di iscritti all’Oratorio, che si attestano comunque sulle 800 unità. Da giugno a luglio va invece in scena la Savio Estate, che porta nel cortile dell’oratorio 400 bambini e preadolescenti oltre ai 100 animatori mentre la catechesi, invece, riguarda più di 500 ragazzi e ragazze. Si tratta di giovani di tutte le estrazioni sociali, provenienti in maniera abbastanza eterogenea da tutte le zone della città. Nell’orbita della Parrocchia e dell’Oratorio viaggiano le tante associazioni formatesi nel corso degli anni, tra cui i Salesiani Coope­ratori, la Caritas parrocchiale, le Famiglie don Bosco, l’Associazione Devoti di Maria Ausiliatrice, i Testimoni del Risorto 2000, gli Exallievi, il laboratorio Mamma Margherita. Tra le altre associazioni più dinamiche troviamo la pgs e il cgs; infatti alla prima spetta la cura delle attività sportive mentre all’altra la cura di quelle più strettamente culturali.

Le attività

I cammini di formazione dei Salesiani a Potenza sono volti a costruire una comunità che sia inclusiva, scegliendo di accogliere e accompagnare ogni persona con delle proposte che abbracciano tutto il corso della vita.

Si parte infatti dal percorso 0-6 anni, che incontra le esigenze delle famiglie, coinvolgendole insieme ai piccolissimi, prima di arrivare ai cammini di catechesi (dalla seconda elementare alla seconda media). In seguito i ragazzi possono vivere una prima esperienza di gruppo negli ads (Amici Domenico Savio) che ha un percorso che si conclude con la promessa di impegno e servizio nella comunità. Successivamente acquistano un impegno di animazione e passano ai successivi gruppi oratoriani, che vedono culminare le proprie attività annuali con i campi estivi. Alla fine delle scuole superiori si aprono le porte del gruppo giovani, negli ultimi anni oggetto di molto lavoro da parte della cep. La città di Potenza ha bisogno di connessione con e tra i giovani, per creare insieme e fornire loro opportunità di restare e dare valore al territorio. Agli adulti sono dedicate varie proposte pastorali, tra cui quella familiare.

Un’altra esperienza interessante, ormai diventata tradizionale, è quella del “Vangelo in Famiglia”. Durante l’Avvento e la Quaresima, una sera a settimana, un sacerdote, un animatore e una coppia di laici vengono ospitati da alcune famiglie della parrocchia. In queste occasioni si presenta il Vangelo della domenica, si condividono momenti di preghiera e si conclude con attimi di convivialità. L’attenzione è a tutto l’arco della vita umana ma con un occhio particolare alla vita dei giovani. Per questo motivo è nato da poco, in uno dei locali dell’Opera Salesiana, un nuovo punto d’aggregazione per i giovani: il centro 40° 15’. Esso riprende proprio le coordinate geografiche della città di Potenza e si propone come luogo di incontro e di crescita aperto a tutti.

La possibilità di programmare al principio di ogni anno pastorale le azioni da mettere in campo, consente alla comunità di Potenza di diversificare in maniera ampia le proprie attività e di poter scegliere serenamente il modo in cui ispirarle. Da un lato la fede cristiana, dall’altro il carisma salesiano tout court, dall’altro ancora la testimonianza di persone che hanno dato tanto per l’opera di Potenza ma che hanno lasciato prematuramente questa vita. Negli ultimi anni infatti ci sono state alcune perdite importanti ma la fede sincera di questi giovani e il loro attaccamento all’oratorio, li hanno resi dei modelli importanti per orientare il lavoro socioeducativo di tutta la comunità. È il caso di figure come quelle di Domenico Lorusso, Maurizio Ciriello, Linda Catalano, diventati animatori dal cielo di gruppi che hanno trovato dopo il dolore la voglia di continuare a fare il bene. A Domenico Lorusso è stata intitolata la pgs Don Bosco mentre è ormai giunta alla decima edizione un’altra iniziativa importante che inaugura l’estate salesiana a Potenza: la “StradonBosco con Domenico”. Quest’estate, grazie al contributo dell’aps “Con gli Occhi di Maurizio” sono stati donati all’Oratorio dei campetti polifunzionali nuovi di zecca, e per far vivere il suo ricordo gli sono stati dedicati gli “Happy Days”, giornate in cui vengono presentate alla città le attività oratoriane svolte durante l’anno. “Semi di girasole” è invece l’aps che vedrà la vita nei prossimi mesi, uno strumento importante per la crescita della comunità che verrà dedicato a Linda Catalano, educatrice e animatrice scomparsa da pochi mesi. Le vite di questi giovani entrano a far parte dei pilastri della casa di Potenza, per rendere il sogno di don Bosco ancor più tangibile, emozionante, da continuare.

L’influenza della presenza salesiana a Potenza

Abbiamo sentito il direttore parroco, don Emidio Laterza, per domandargli quanto la presenza salesiana sia “impattante” in città. “Dal punto di vista ecclesiale siamo un punto di riferimento soprattutto per la Pastorale giovanile della città e della Diocesi. Siamo l’unico Oratorio che svolge il suo servizio educativo quotidiano con il coinvolgimento di animatori, adulti, famiglie e salesiani. Anche la società civile vede la presenza salesiana come un centro di riferimento pastorale, educativo, culturale e ludico. Infatti, la Parrocchia, l’Oratorio, il Centro giovanile, il Convitto universitario, il Cineteatro, i cortili attrezzati fanno della nostra Opera un polo educativo e pastorale di qualità. Il riscontro più efficace è la presenza numerosa di famiglie, di adulti, ma soprattutto di un numero notevole di ragazzi e giovani.    

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