BS Marzo
2024

FMA

EMILIA DI MASSIMO

UN ROBOT in aula

“È da molti anni che insieme ai docenti di area scientifica proponiamo progetti pomeridiani che ci hanno permesso di vedere il grande potenziale della robotica educativa”.

Giocare d’anticipo

“È la disciplina che si occupa della progettazione e realizzazione dei robot e delle loro possibili applicazioni. In questa scienza, sia le fasi della ricerca sia quelle dell’applicazione tecnologica, integrano competenze di meccanica, informatica ed elettronica”.

Così il dizionario Treccani definisce la robotica; sappiamo che l’ambito di applicazione dei robot si sta continuamente ampliando e gradatamente sta sostituendo soprattutto i lavori umani pesanti. Sappiamo tuttavia che a riguardo i pareri sono favorevoli e contrari ma, ci spiega suor Daniela Faggin, direttrice della scuola dell’Istituto Don Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Padova, “è un ulteriore ed importante tassello della strategia salesiana che mira ad armonizzare il carisma, fondato sull’educazione integrale della persona, con l’esplorazione consapevole delle potenzialità delle nuove tecnologie”. Il 6 maggio 2023, è stata inaugurata l’aula di Robotica finanziata, nell’ambito del Progetto Scuola Innovazione, dalla Fondazione Cariparo. Tra i presenti all’evento, a nome dell’Ente erogatore, il dottor Francesco Bicciato, il quale ha sottolineato “la capacità delle Salesiane di integrare l’attività didattica tradizionale con attività esperienziali, progetti multidisciplinari e innovazione tecnologica”.

“L’azione educativa – afferma Bicciato – può essere incisiva solo rimanendo al passo con i tempi, se non anticipandoli, con una grande attenzione ai contesti sociali e culturali; don Bosco ha voluto per i suoi ragazzi il meglio: laboratori e strumenti all’avanguardia perché potessero competere nel mondo del lavoro. Ereditando e coltivando questo spirito, l’Istituto Don Bosco di Padova ha deciso di sperimentarsi anche nel campo della Robotica”. La realizzazione dell’aula è la capacità di giocare d’anticipo per la formazione dei giovani, degli insegnanti e degli educatori i quali, in seguito, saranno supportati dal Mind4Children, spin-off dell’Università degli studi di Padova, “al Servizio del Potenziale Umano”.

Un ruolo cruciale

“L’aula è stata pensata per favorire un tipo di apprendimento più coinvolgente e stimolante: quello che passa attraverso l’esperienza pratica, che richiede di lavorare su progetti da realizzare. Questo nuovo spazio facilita lo scambio di informazioni e di sapere tra ragazzi chiamati ad affrontare insieme problemi di natura diversa, a pensare e a condividere per arrivare a soluzioni, costruendo insieme conoscenza”. A sostenerlo è il prof. Luca Zacchigna, insegnante di matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado. “È da molti anni che insieme ai docenti di area scientifica proponiamo progetti pomeridiani che ci hanno permesso di vedere il grande potenziale della robotica educativa. Fino ad oggi erano progetti condotti con pochi studenti negli spazi del laboratorio di scienze che ben si prestava alle dinamiche di lavoro a piccoli gruppi; oggi, con il nuovo laboratorio di robotica, possiamo utilizzare questa modalità didattica non frontale con tutta la classe”. L’aula ha permesso di ampliare gli spazi di apprendimento dell’informatica e non solo. “Il laboratorio di informatica tradizionale negli ultimi anni è divenuto uno spazio molto ricercato e utilizzato sia dai ragazzi del Liceo delle Scienze applicate sia dagli studenti delle medie”. La robotica educativa non si può certo definire come uno strumento educativo nuovo. Il termine robotica educativa fu coniato negli anni Sessanta da Seymour Papert; i docenti di Matematica, Fisica, Scienze e Tecnologia dell’Istituto si sono confrontati, hanno frequentato un corso di formazione che li ha aiutati a conoscere i nuovi strumenti tecnologici a servizio della loro didattica. Non ci si deve illudere che basti solo un artefatto tecnologico per facilitare i processi di apprendimento, non crea automaticamente apprendimento nei nostri allievi. È cruciale il ruolo del docente che conosce a fondo i vantaggi e i limiti di ciascun strumento didattico utilizzato in classe. Al di là delle mode e dei facili entusiasmi che possono riguardare la robotica, dobbiamo tenere ben presente che è nella misura in cui il docente domina lo strumento tecnologico, senza venirne dominato, che può fruttuosamente impiegarlo con gli allievi per costruire conoscenza, per creare occasioni di apprendimento.

“Credo che la chiave per guardare al futuro sia ricordarci che “l’educazione è cosa di cuore”, prosegue il prof. Zacchigna, “essere attenti a dare la giusta importanza alle attività che riguardano l’uso delle nuove tecnologie e della robotica in classe, senza perdere di vista la relazione tra il docente, l’allievo ed il sapere. Non è il singolo strumento a fare la differenza ma il dialogo educativo, anche se ora, al Don Bosco di Padova, i robot diventano oggetti con cui imparare a ragionare sul mondo che ci circonda”.

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