STORIA DI DON BOSCO PER I PIÙ PICCOLI
Disegni di Nino Musio
Un RAGAZZO
e il suo SOGNO

Sui colli astigiani, un ragazzino di 9 anni, ogni pomeriggio, guida due mucche ver-so la valle. Per merenda ha una bella pagnotta di pane bianco.
Lo aspetta un pastorello come lui. Solo che è più povero. Per la merenda ha solo una fetta di pane nero. Ogni giorno il primo ragazzo dice: «Vuoi che ci scambiamo il pane?».
Quel ragazzo si chiama Giovanni Bosco. La mamma si chiama Margherita. Il papà è morto quando Giovanni aveva due anni.
Giovanni ha due fratelli, Antonio e Giuseppe. Hanno una voglia matta di giocare e di far chiasso.
Giovanni impara a zappare, a falciare l’erba, a maneggiare la roncola, a mungere le mucche. Un vero contadino. I viaggi si fanno a piedi. Alla sera si va a dormire sul pagliericcio gonfio di foglie di granturco.
Mamma Margherita accoglie sempre i poveri che bussano, spiega: «Dio è dappertutto, ma specialmente nei poveri».
A 9 anni, Giovanni ha un sogno che segnerà la sua vita. Vede una moltitudine di animali feroci. Una donna misteriosa gli dice: «Ciò che succede a questi animali, tu lo dovrai fare per i miei figli».
Giovanni vede gli animali feroci cambiarsi in agnelli mansueti e poi in una folla felice di ragazzi che saltano, corrono, fanno festa. La donna gli dice: «Un giorno tutto comprenderai».
Alle feste, Giovanni è in prima fila. Studia con attenzione i trucchi dei prestigiatori, i segreti degli equilibristi.
Poi li ripete per i suoi piccoli amici. Dopo gli applausi, come da un piccolo pulpito, Giovanni ripete la predica sentita alla messa del mattino.
Ma i contrasti con il fratellastro Antonio continuano. Mamma Margherita gli dice tristemente: «È meglio che tu vada via di casa per un po’». Una gelida mattina, Giovanni parte da casa e va a cercarsi un posto da garzone.
Vuole studiare, ma per tre anni lavora come ragazzo di stalla alla cascina Moglia. Si dimostra volenteroso e ubbidiente. Tutti gli vogliono bene.
Gli animali brucano l’erba intorno, riapre ostinato i suoi libri. Il padrone scuote la testa: «Perché leggi tanto?» «Voglio diventare prete!»
Va a frequentare le prime scuole a Castelnuovo e poi a Chieri. Fa tanta strada a piedi.
Durante le lunghe vacanze scolastiche, Giovanni è sempre circondato da ragazzi. «Tra giochi e racconti, insegnavo il catechismo e le preghiere cristiane» racconta.
A 20 anni, Giovanni Bosco prende la risoluzione più importante della sua vita: entra nel Seminario.
Il 5 giugno 1841, l’arcivescovo di Torino pone le mani sul capo di Giovanni Bosco e lo consacra sacerdote. Ha 26 anni, ed è diventato «Don Bosco». La prima parte del suo «grande sogno» è realizzata.
Continua…

















