BS Ottobre
2022

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Un pieno di bellezza

Stai andando forte, apri tutte le porte, / gioca tutte le carte, fai entrare il sole!

Ogni epoca ha le sue contraddizioni, le sue luci e le sue ombre, ma ci sono tornanti della storia che appaiono senz’altro più cupi e dolorosi di altri. In periodi come questi, la tentazione di abbandonarsi allo sconforto e di cedere all’inerzia è sempre in agguato. Di fronte all’incertezza del futuro e alla difficoltà di scorgere il sole oltre la fitta coltre di nubi che offusca l’orizzonte e appesantisce il nostro cuore, ci lasciamo sopraffare dalla disperazione – intesa, nel senso etimologico del termine, come “assenza di speranza” – e ci convinciamo dell’inutilità di ogni tentativo di incidere positivamente sulla realtà che ci circonda. Smettiamo di reagire, di credere nella possibilità di cambiare le cose e, come in una profezia che si autoavvera, più ci adagiamo in un atteggiamento di rassegnato fatalismo, più diventiamo davvero incapaci di disegnare scenari alternativi rispetto a un esistente per molti aspetti avaro di gratificazioni e prospettive.

Da questa sorta di “paralisi della volontà” non sono certo immuni i giovani adulti che, anzi, sperimentano con particolare inquietudine tutte le insicurezze di una quotidianità precaria e priva di certezze, spesso costretti a veder frustrati i propri progetti di vita e le proprie aspirazioni per il domani, fino al punto da “tirare i remi in barca” e adattarsi a lasciarsi trascinare inerti dalla corrente, nell’intento di poter quantomeno risparmiare le poche energie rimaste, anziché affannarsi vanamente a inseguire sia pur nobili obiettivi, che però appaiono sempre più distanti e irrealizzabili.

È invece proprio quando “il gioco si fa duro” che non bisogna avere paura di mettere sul tappeto tutte le proprie risorse esistenziali, attingendo ai giacimenti di luce nascosti nella propria interiorità. Ciascuno di noi custodisce, infatti, dentro di sé un “giardino segreto” in cui trovano posto i ricordi felici, le piccole gioie quotidiane, le impronte indelebili impresse nel nostro cuore dalle persone amate con i loro gesti di affetto, i loro sorrisi disinteressati, le loro parole di conforto. Ed è a questa miniera di “bene” che dobbiamo imparare a fare appello nei momenti di buio, per esorcizzare il rischio della stasi e ricaricare le batterie in vista di una necessaria e desiderata ripartenza.

Affinché questo giacimento interiore non si esaurisca, è però fondamentale non dimenticarsi di alimentarlo. Ciò significa sviluppare la disponibilità a cercare e riconoscere il buono che si cela in ogni situazione, in ogni avvenimento, in ogni persona intorno a noi, talvolta non immediatamente visibile ad una prima occhiata superficiale, ma ben mimetizzato tra le tante tempeste che scombussolano la nostra vita. Dobbiamo, allora, allenare lo sguardo a scrutare in profondità e soffermarsi sui dettagli, in modo da riuscire a cogliere anche le più timide e minute manifestazioni di “grazia” che illuminano le nostre giornate.

E, una volta individuati questi sia pur flebili raggi di sole che squarciano le tenebre della Storia, spalancare le porte del nostro cuore per “fare il pieno di bellezza” e rinverdire la linfa della speranza, attrezzandoci per affrontare con rinnovato vigore i momenti di difficoltà e di stanchezza che inevitabilmente ci troveremo a fronteggiare.

A forza di credere che il male passerà

sto passando io,

e lui resta;

mi devo trascinare presto fuori di qua,

dai miei pensieri pigri nella testa,

fare qualcosa,

oppormi all’inerzia e alla sua forza

che rammollisce il corpo mio da dentro,

mantenendo rigida la scorza.

E ogni giorno mi sveglio e provo

a dire: “Questo è un giorno nuovo!”,

e se funziona o no, non lo so, forse sì…

L’abitudine è una brutta bestia,

un parassita che lentamente infesta

tutto quanto fino a prendere il potere,

e non riesci più a reagire.

E ogni giorno mi sveglio e provo

a dire: “Questo è un giorno nuovo!

Lo esplorerò,

partendo da ora e da qui:

vai così, vai così, vai così, vai così…”

Stai andando forte,

apri tutte le porte,

gioca tutte le carte,

fai entrare il sole!

Stai andando forte,

apri tutte le porte,

brucia tutte le scorte,

fai entrare il sole!

E quando il sole non c’è,

lo cerco dentro di me;

se tu mi guardi una volta,

mi basta per ore…

E quando il sole va via,

se tu mi fai una magia,

sento tornare l’amore,

l’amore, l’amore…

Stai andando forte,

apri tutte le porte,

gioca tutte le carte,

fai entrare il sole!

Stai andando forte,

apri tutte le porte,

brucia tutte le scorte,

fai entrare il sole…

(Gianni Morandi, Apri tutte le porte, 2022)

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