CREATIVITÀ SALESIANA
Silvia Casson
Un CUORE che sogna
In un musical di grande successo la passione e le favolose abilità dei giovani dell’oratorio di Chioggia.

Se c’è una caratteristica dell’oratorio salesiano di Chioggia che vale la pena sottolineare, questa è sicuramente la passione per la musica e il teatro. Non una passione che rimane nei cuori di chi la vive, ma che viene tramandata di generazione in generazione e che riesce a regalare sempre nuovi spunti. Ed è in questo clima che nel 1998 nasce il gruppo teatrale don Michelangelo Aldegheri. Al suo interno numerosi giovani e adulti della realtà di Chioggia appassionati non solo di danza, di musica ma anche di audio, di luci, di stoffe.
L’esperienza teatrale non è un semplice gruppo all’interno della comunità salesiana, ma è molto di più. È un momento di incontro, un’occasione di preghiera, uno spunto di riflessione, un momento in cui il tuo essere è pronto a lasciarsi plasmare e provocare. La bellezza di questo gruppo è data da quella che a noi piace chiamare “trasversalità”. Al suo interno, ci sono storie, cammini, età diverse e ognuno è accolto per quello che è e per quello che ha, anche se pensa di avere poco o nulla.
Per tutti c’è spazio, per tutti “quei cinque pani e due pesci” si trova un posto. Ed è proprio la varietà dei partecipanti a dare un valore aggiunto all’esperienza perché è dalla diversità che si può imparare, lasciarsi provocare. Vedere come un palco, delle canzoni riescano ad unire vite, sentieri e strade è qualcosa che lascia un segno nel cuore, che ti rende pieno di vita e pieno di curiosità per l’altro. La trasversalità allena il rispetto, la pazienza, la mansuetudine e l’accoglienza, ad avere uno sguardo buono per l’altro, a interessarti a chi, con te, non condivide molto – ma solo in apparenza.
Provenendo da gruppi e realtà diverse dell’oratorio, si nota una differenza di carismi che però puntano tutti verso un unico obiettivo: crescere nell’amore vicendevole e per don Bosco!
Un segno nel cuore
Sono queste caratteristiche che, quest’anno, ci hanno permesso di mettere in scena un musical sul sogno dei nove anni di don Bosco, in occasione del bicentenario da quell’avvenimento. Quello che si è voluto rappresentare è stata l’influenza e l’importanza che il sogno ha avuto nella vita di don Bosco. Il musical, infatti, non parte dal sogno fatto da Giovannino ma dalla Messa al Sacro Cuore del 1887, momento in cui don Bosco comprende il significato del sogno che ha guidato la sua intera vita.
La preparazione è stata lunga ma sicuramente feconda nei nostri cuori. Tutti hanno avuto l’occasione di soffermarsi sul sogno e, nonostante i fatti fossero noti, abbiamo trovato nuovi spunti e provocazioni. Tutti i partecipanti si sono messi in gioco e hanno vissuto, sulla loro pelle, quel momento così importante. Dall’essere lupi, siamo poi diventati i ragazzi di don Bosco, quelli del suo oratorio e quelli salvati dalla strada e dal carcere. Per noi è stato un enorme privilegio poter rappresentare quei trascorsi che hanno ancora molto a che fare con noi e che continuano a parlare al nostro presente.
L’occasione per cui è stato composto lo spettacolo è stata la festa dell’Ispettoria Triveneto del 25 aprile. Alla presenza della Famiglia Salesiana al completo, il musical è stato messo in scena nel teatro del Collegio salesiano Astori di Mogliano Veneto. L’emozione era molta, il cuore scoppiava di gioia dopo la risposta più che positiva del pubblico esperto. La semplicità, i sorrisi, i testi delle canzoni, l’entusiasmo e la collaborazione tra tutti gli aiutanti hanno lasciato un segno nel cuore degli spettatori che hanno chiesto che la pièce venisse replicata anche nelle loro case salesiane.
Non solo Mogliano ci ha accolti con un’ottima risposta, ma anche i nostri cari concittadini. Si sa che Chioggia ha sempre avuto un legame unico con i salesiani e con l’oratorio, casa per tutti i ragazzi della città da generazioni, ma la partecipazione del pubblico è stata più che sorprendente! Sembrava, quasi, che tutti fossero sul palco con noi, partecipi e catturati da quello che stavano vedendo. Dentro il nostro teatro si era creata un’atmosfera di famiglia, di oratorio come poche altre volte si era creata. Sembrava che il pubblico fosse pronto a fare un regalo a don Bosco. Ed è stato proprio così.
Prima di ogni spettacolo e di ogni prova siamo soliti iniziare con una preghiera. Io penso sia proprio questo legame diretto con il Cielo che ci permette di entrare in scena con il cuore in mano e donarlo al nostro pubblico. Credo che il tocco di Dio si riconosca negli occhi luminosi di chi partecipa all’esperienza e nei sorrisi che brillano. L’amore di Dio, invece, è quello che ci viene regalato dal pubblico ed è quello di cui si riempie il nostro cuore durante questa esperienza così importante.
CON MARIA IN BARCA
La casa salesiana di Chioggia nasce nel 1899 e quest’anno festeggia i 125 anni.
Il quartiere dove sorge è il più popolare e povero della cittadina lagunare. Da subito la casa diventa punto di riferimento cittadino per i ceti più popolari e soprattutto per i “fiolassi de cale” (ragazzi di strada). Dal 1966 alla casa viene associata la Parrocchia intitolata a Maria Ausiliatrice. Caratteristico della casa di Chioggia è l’oratorio di base che quotidianamente accoglie nel cortile centinaia di ragazzi. Molte le realtà associative che animano la casa: “Amici di Domenico Savio” (ads), “Polisportiva Giovanile Salesiana” (pgs), Scoutismo, animazione teatrale e musicale, Salesiani Cooperatori, ex allievi, gruppo “Mamma Margherita”.
Momento forte della casa è la festa popolare di maggio in occasione della ricorrenza di Maria Ausiliatrice: nell’ambito della festa ha luogo la caratteristica processione acquea con la statua della Madonna che solca le acque della laguna seguita da decine di barche.


















