BS Gennaio
2024

IL MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

Un anno di SOGNI dall’ALTO

In questo 2024 ricordiamo il bicentenario del Sogno dei 9 anni di don Bosco. Questo sogno è stato molto più di un grazioso episodio occorso ad un bambino di 9 anni; è un sogno-visione e una premonizione di ciò che Giovanni Bosco avrebbe dovuto fare nel corso della sua vita.

62 anni dopo, celebrando la sua prima e ultima messa nella Basilica del Sacro Cuore di Roma, consacrata due giorni prima, don Bosco scoppiò in lacrime più di 15 volte perché, come in un film in rapida successione, vide scorrere tutte le scene della sua vita, comprendendo di essere stato sempre guidato dalla Divina Provvidenza e in particolare condotto dalla mano dell’Ausiliatrice.

Questa commemorazione mi porta a pensare a un Capodanno significativo nella vita di don Bosco. Si tratta del primo gennaio 1862.

Le Memorie Biografiche raccontano che don Bosco, ammalato fino al giorno primo, annunciò di avere una importante notizia da dare a tutti gli abitanti dell’Oratorio, grandi e piccoli. «Finalmente dopo le orazioni i giovani in silenzio profondo attesero don Bosco, che disse: “La strenna che vi dò non è mia. Che direste se la Madonna stessa in persona venisse da uno per uno di voi a dirvi una parola? Se Ella avesse preparato per ciascuno un suo biglietto per indicargli ciò di cui egli più abbisogna, o quello che Essa vuole da lui? Ebbene, la cosa è appunto così. La Madonna dà a ciascuno una strenna! Vedo che alcuno vorrà sapere e domanderà: – Come è avvenuto questo? La Madonna ha scritto essa i biglietti? La Madonna in persona ha parlato a don Bosco? Don Bosco è il segretario della Madonna? – Io rispondo: non vi dico niente di più di ciò che vi ho detto. I biglietti li ho scritti io, ma come ciò sia avvenuto non lo posso dire. Ciascuno si contenti di sapere che il biglietto viene dalla Madonna. Ognuno di voi perciò consideri quell’avviso come se procedesse dalla bocca stessa di Maria Vergine. Venite dunque in mia camera e darò a ciascuno il proprio biglietto». Don Bosco poteva dire questo perché lui stesso aveva ricevuto dalla Madonna, all’età di 9 anni, il messaggio che avrebbe segnato l’intero corso della sua vita.

Quella sera stessa, i Salesiani cominciarono a passare nella camera di don Bosco per ritirare il loro biglietto. Molti lo rivelarono. Quello intestato a don Bonetti, che scriveva la cronaca quotidiana, diceva: «Accresci il numero de’ miei figli». Quello di don Rua diceva: «Ricorri a me con fiducia nei bisogni dell’anima tua».

Dal mattino dopo, i giovani si affollarono sulla porta della camera di don Bosco, per ricevere il proprio biglietto. Posso facilmente immaginare come don Bosco sapesse arrivare al cuore di ogni salesiano e di ogni ragazzo dell’Oratorio, con la convinzione profonda di ciò che la Madonna voleva per ciascuno di loro, e allo stesso tempo riuscisse a farlo in quel modo in cui don Bosco fu sempre un vero maestro e un vero genio: l’arte dell’incontro personale, del dialogo, dello sguardo che arriva al profondo del cuore.

E mentre leggevo questo, mi sono chiesto se non fosse possibile che capitasse a noi. Abbiamo mandato biglietti di auguri a molte persone. Se Maria Santissima avesse mandato un biglietto di auguri alla Congregazione salesiana e a ciascuno di noi, alla bella e grande Famiglia Salesiana, famiglia di don Bosco, che cosa avrebbe scritto?

Camminare come don Bosco

È bello immaginarlo. Vi assicuro che nella mia immaginazione ci sono tante cose belle che la Madonna potrebbe chiedere a noi sia personalmente sia come famiglia di don Bosco, nata per accompagnare i ragazzi e le ragazze del mondo – soprattutto i più poveri e bisognosi – nel loro processo di crescita, maturazione, trasformazione…

Forse basterebbe fare nostre le parole che Maria dice a Giovanni Bosco nel suo sogno: «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto». Forse ci si aspettava un consiglio più “spirituale”, ma solo chi è umile può essere gentile perché riesce a godere della presenza degli altri. L’umiltà è la porta dell’amore verso i più piccoli, gli indifesi, i feriti dalla vita.

Solo chi è solido e forte, può camminare dietro a Gesù oggi nonostante tutto. Perché noi vogliamo vedere i prigionieri liberi, e gli oppressi che non sono più oppressi; e in quale messaggio possano credere ancora i poveri.

È ascoltare la voce del roveto ardente che non si consumerà mai: «Io romperò le vostre catene e vi farò camminare a testa alta». Maria vuole che i Salesiani, e tutta la sua Famiglia, la bella famiglia di don Bosco di tutti i tempi camminino come don Bosco. E perciò la migliore garanzia sarà sempre avere Lei come vera Maestra che è anzitutto Madre. Una vera grazia per la nostra famiglia.

Così lo hanno espresso i Rettori Maggiori in tutta la nostra storia. Come fece il mio predecessore don Ziggiotti: «Io ti darò la Maestra, sotto la cui disciplina puoi diventare sapiente e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza» è la parola fatidica del primo sogno, pronunciata dal personaggio misterioso, «il Figlio di Colei che tua madre ti ammaestrò di salutare tre volte al giorno». È dunque Gesù che dona a don Bosco la Madre sua come Maestra e guida infallibile nel duro cammino dell’intera sua vita. Come ringraziare abbastanza di questo dono straordinario che fu fatto dal Cielo alla nostra Famiglia?».

Buon Anno 2024 con i miei migliori desideri per ciascuno e le vostre famiglie. Che sia un anno bello per tutti noi e un anno di Pace per questa umanità ancora tanto sofferente.

trenooooooooo
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