La Buonanotte
B.F. Disegno di Fabrizio Zubani
Tra i bidoni della SPAZZATURA
C’era un pover’uomo, che non soltanto era rimasto senza lavoro, ma neppure aveva qualcosa da mangiare. Si sentiva profondamente umiliato dal dover prendere la seguente decisione, ma non gli restava proprio nessun’altra alternativa.
Quando era ancora molto presto, uscì dalla sua baracca di assi, nella periferia della città, per dirigersi verso il centro. Non andava a cercare lavoro. Andava a rovistare nei bidoni della spazzatura. Perché, a quanto pare, quello che a lui mancava, per gli altri era d’avanzo, tanto che lo gettavano nella pattumiera.
Con il suo obiettivo in mente, s’incamminò per la strada che era appena spuntata l’alba. Non voleva che nessuno lo vedesse e, inoltre, doveva anticipare i camion che raccoglievano i rifiuti. Aprì alcuni bidoni e provò non poca ripugnanza nel dovervi scavare dentro per cercare un pezzo di pane o un mezzo frutto con cui potersi sfamare quel giorno. Quasi con ribrezzo selezionò il poco che gli potesse essere utile. Perché, pur trovandosi in quella situazione difficile, non poteva proprio fare a meno di essere un po’ schizzinoso.
In una borsa che portava con sé cominciò a riporre il poco che gli sembrava più o meno decente: mezzo biscotto dal quale mozzò la parte già morsa; una mela, da cui eliminò la parte marcia; un cuore di cavolo, dal quale tolse le foglie esterne andate a male. A poco a poco, bidone dopo bidone, riempì la sua borsa, lasciando dietro di sé e a ogni sua sosta una scia di rifiuti che non voleva nemmeno riprendere in mano per riporli nuovamente nei contenitori dell’immondizia. Non se la sentiva di perdere tempo, perché non voleva che nessuno fosse testimone della sua umiliante situazione.
Ma a un certo punto, voltandosi indietro, si accorse di avere un testimone inaspettato.
Qualcuno che lo seguiva. Un altro poveraccio, vestito peggio di lui, che rovistava negli stessi bidoni da cui lui era passato e raccoglieva in una busta di plastica molte delle cose che lui aveva gettato via. Quello che lui aveva ritenuto inservibile, sarebbe servito a un suo fratello per sfamarsi.
Provò una tale commozione nel constatare quello che stava succedendo che, senza pensarci su due volte, tornò indietro e, aprendo la sua borsa, consegnò all’altro mendicante la metà di quello che aveva raccolto. E, condividendo quel poco che aveva, si sentì enormemente ricco.
Più tardi, facendo ritorno felice alla sua casupola, continuò a guardare con compassione tutte le persone soddisfatte che gli passavano accanto, mentre ripeteva tra sé ciò che aveva appena scoperto: “Poveri! Poveri sono coloro che non sanno condividere”.












