BS Settembre
2024

LE CASE DI DON BOSCO

Burguera Pérez José Luis, sdb

TIBIDABO

Il “Tibidabo” è il colle di Barcellona, 518 metri per una splendida fotografia alla capitale della Catalogna e a parte del suo territorio. Collina del divertimento e dello spirito: oltre al grande parco per il tempo libero, infatti, il suo culmine è occupato dal poderoso tempio del Sacro Cuore, voluto da don Bosco, meta di pellegrinaggi e luogo di preghiera. Tibidabo (dal latino tibi dabo – ti darò) è chiaro riferimento a Cristo tentato su un imprecisato monte dal quale poteva vedere le ricchezze della terra.

L’idea di costruire un tempio in cima al monte Tibidabo nacque alla fine del xix secolo a causa di voci sulla costruzione di un tempio protestante e di un albergo-casinò, in risposta alle quali un “Consiglio dei Cavalieri Cattolici” acquisì la proprietà del terreno, che cedette nel 1886 al sacerdote italiano Juan Bosco (canonizzato nel 1934). Bosco era allora in visita a Barcellona su invito di Dorotea de Chopitea, grande mecenate e promotrice del progetto. Nacque allora l’idea di realizzare un tempio dedicato al Sacro Cuore di Gesù, devozione allora di moda grazie all’impulso di papa Leone XIII, seguendo la linea del tempio costruito a Roma dallo stesso Bosco (Sacro Cuore di Gesù), così come il famoso Sacro Cuore di Parigi e altre chiese francesi con lo stesso nome, come quelle di Lione e Marsiglia.

Infine, il 28 dicembre 1902, fu posta la prima pietra in un evento presieduto dal vescovo di Barcellona, Salvador Casañas i Pagès, che nel suo discorso chiese l’elemosina per la “nuova Montmartre di Barcellona” – in riferimento alla famosa collina parigina dove si trova il Sacré-Cœur. I lavori durarono fino al 1961 e furono completati da Josep Maria Sagnier, figlio dell’architetto del progetto, Enric Sagnier.

Enric Sagnier fu un autore prolifico, forse l’architetto con il maggior numero di costruzioni a Barcellona, ​​quasi 300 edifici documentati. Dallo stile eclettico, con una certa tendenza classicista, si avvicinava al modernismo che era di moda all’epoca nella capitale catalana, interpretandolo però in modo sobrio e funzionale. La sua principale fonte di ispirazione era l’architettura medievale, in particolare romanica e gotica.

Al XXII Congresso Eucaristico Internazionale tenutosi a Madrid nel 1911, il Sacro Cuore del Tibidabo fu nominato Tempio Espiatorio Nazionale della Spagna. Il 29 ottobre 1961 il tempio ricevette il titolo di basilica minore, concesso da papa Giovanni XXIII.

La profezia di don Bosco

Le Memorie Biografiche di don Bosco raccontano: «Mentre dunque don Bosco stava là in preghiera, si avanzarono verso di lui i detti signori, fecero dare lettura di un atto col quale gli cedevano la proprietà della montagna e rassegnarono nelle sue mani le carte relative. Il documento di cessione era scritto e ornato da valente calligrafo. Glielo presentò a nome della Commissione il Presidente della Società di g. Vincenzo de’ Paoli con queste parole: “A perpetuare il ricordo della sua venuta in questa città, i signori qui presenti si sono consigliati e di comune accordo hanno deliberato di cederle la loro proprietà del monte Tibidabo, affinché la sua cima, che minacciava di cambiarsi in un semenzaio d’irreligione, sia consacrata con un santuario al Sacro Cuore di Gesù, per mantenere ferma e incrollabile quella religione che con tanto zelo ed esempio Ella ci ha predicata e che è nobile retaggio dei padri nostri”. Allora don Bosco, profondamente commosso, rispose: “Sono confuso dell’inaspettata e novella prova che mi date della vostra religione e pietà. Ve ne ringrazio; ma sappiate che in questo istante voi siete strumenti della divina Provvidenza. Quand’io lasciava Torino per venire nella Spagna, pensavo tra me: Ora che la chiesa del Sacro Cuore a Roma è quasi terminata, bisogna studiare qualche altro mezzo per onorare il Sacro Cuore e propagarne la divozione.

Ed una voce intera mi rendeva tranquillo, assicurandomi che avrei potuto qui soddisfare al mio voto. Quella voce mi ripeteva: Tibi dabo, tibi dabo! Sì, o signori voi siete strumenti della divina Provvidenza. Col suo aiuto sorgerà presto su quel monte un santuario dedicato al Sacro Cuore di Gesù; là avranno tutti comodità di accostarsi ai saliti Sacramenti e si ricorderà in eterno la vostra carità e la fede di cui mi avete date tante e sì belle prove».

Il primo segnale della sua volontà di rispettare i patti venne subito, e fu la costruzione di una cappella di forme gotiche, proprio sul cucuzzolo della collina. A pianta quadrata di poco più di due metri per lato, alta otto metri dalla base alla cuspide, e all’interno un’immagine del S. Cuore… poco più di un’edicola insomma, ma sufficiente a testimoniare la destinazione futura dell’area. La finanziò la nobildonna Dorotea de Chopitea, di cui è in corso la causa di beatificazione, sincera ammiratrice e benefattrice di don Bosco, che aveva già finanziato la costruzione del collegio di Sarriá. Iniziò subito un movimento popolare spontaneo di visite e pellegrinaggi che andò via via ingigantendosi. La prima pietra del tempio venne posta in loco dal cardinale Casañas il 28 dicembre 1902.

Il Tibidabo è diventato la Montmartre spagnola. Il tempio fa da piedistallo alla grande statua in bronzo del Sacro Cuore di José Miret – 7,50 m di altezza e 4800 kg di peso – le cui braccia si aprono ad accogliere Barcellona e il mondo. I salesiani da cent’anni curano la salute spirituale dei pellegrini con iniziative di ogni genere.

Per diversi decenni del xx secolo, la casa salesiana di Tibidabo, oltre alla sua dedizione prioritaria all’adorazione e al culto del Sacro Cuore di Gesù, è stata un’aspirantato salesiano, una scuola per l’istruzione primaria e anche la sede di un notevole coro di voci bianche: l’“Escolania”. Nel vicino edificio “Mater Salvatoris” – oggi non più di nostra proprietà – si tenevano molti ritiri, esercizi spirituali e anche capitoli dell’ex ispettoria salesiana di Barcellona; dal 1969 la chiesa è anche parrocchia.

La casa salesiana del Tibidabo ebbe un ruolo importante nel XXXV Congresso Eucaristico Internazionale di Barcellona del 1952, quando la chiesa superiore fu coperta e la statua del Sacro Cuore fu posta sul punto più alto. Nel 1961, in concomitanza con l’illuminazione della statua, si tenne il 1° Congresso Internazionale del Sacro Cuore, organizzato dallo stesso Tibidabo, anno in cui un breve pontificio insignì la chiesa del titolo e della dignità di Basilica Minore.

Missione della Comunità

Oggi la comunità salesiana è composta da sette confratelli.

La missione dell’opera salesiana del Tempio del Sacro Cuore di Gesù del Tibidabo è l’Evangelizzazione con un proprio stile, che comprende:

✦ annunciare la misericordia di Dio attraverso l’incontro con la Parola di Dio, promuovendo la devozione al Sacro Cuore di Gesù;

✦ facilitare la partecipazione trasformativa e comunitaria ai sacramenti;

✦ proporre una spiritualità e una forma di preghiera che dia priorità all’incontro personale con Gesù Cristo e alla trasformazione della propria vita seguendo gli itinerari della Rete Mondiale di Preghiera del Papa;

✦ promuovere la pratica dell’adorazione eucaristica, garantendone la qualità secondo l’ideologia salesiana del Tempio;

✦ accogliere visitatori, pellegrini e gruppi, soprattutto giovani della Chiesa e delle classi popolari, nello stile del carisma salesiano.

Attività

Attività realizzate e promosse dal Tempio Tibidabo:

✦ porte aperte del Tempio per tutta la giornata con possibilità di visitarlo, pregare, conversare con un membro della comunità salesiana, ecc.;

✦ partecipazione ai Sacramenti;

✦ preghiera personale e preghiera comunitaria delle Lodi e dei Vespri;

✦ esposizione eucaristica per l’adorazione personale e di gruppo;

✦ proposte di evangelizzazione e formazione attraverso il Tibidabo Magazine, visite guidate, audioguide, la ricca simbologia del Tempio e social network;

✦ alloggio per ritiri, convivenza, formazione, celebrazioni;

✦ ascensore per vista panoramica.        

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