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EMILIA DI MASSIMO

Suor Lavoro in bici

Il suo talento è quello di incontrare amministratori delegati e coinvolgerli nella collaborazione dei progetti. Ha al suo attivo, oltre 300 contatti con le imprese del Veneto. «Un’azienda – afferma – ha assunto, nel corso di qualche anno, ben venti ragazzi, alcuni arrivati a ruoli dirigenziali».

Ha il piglio del capo d’azienda. Nota soprattutto tra gli imprenditori come la «suora della bicicletta», tra un’azienda e l’altra di chilometri ne ha fatti davvero tanti. Almeno tanti quanti gli allievi che ha seguito e ai quali ha trovato lavoro, e proprio per il lavoro suor Raffaella Soga per anni è andata in giro come “suor Lavoro in bici”. Così la chiamano gli imprenditori con cui collabora. Le aziende le va a visitare in sella alla sua Graziella. «L’ho distrutta proprio come hanno fatto con le loro scarpe gli emigrati veneti che andavano a cercar lavoro all’estero. «Adesso però prendo anche bus e treni perché non mi fermo alla zona della mia provincia».
Con i dirigenti delle aziende, ormai coinvolti nel progetto del centro, ogni anno rivede i programmi dei corsi di formazione e la pianificazione dello stage. Sostiene che la formazione orientata al lavoro richiede sempre maggiore precisione sulle competenze da consegnare ai giovani. È il suo aggancio imprenditoriale nel campo formativo! Ha costruito in tutto il Veneto un sistema di mismatch formativo-lavorativo

Il corso più gettonato
Suor Raffaella, nata a Valdagno, si è diplomata in Scienze religiose all’Università Pontificia Salesiana, dove ha lavorato per vent’anni. Da trenta svolge il ruolo di dirigente nella scuola professionale delle salesiane di Vittorio Veneto, il ciofs-fp (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale).
Lei è un’educatrice nata alla scuola di don Bosco. Il suo ideale di impegno: «non bisogna mai smettere di educare, è l’unica prevenzione. Se investi in un giovane lo salvi!», afferma citando don Bosco, poi commenta con orgoglio il corso di 800 ore, Esperti nelle relazioni commerciali con l’estero. La metà delle ore svolte come stage in azienda sotto la guida del tutor aziendale e la supervisione del tutor del centro. È il corso più gettonato dalle ragazze.
Il centro offre anche corsi diurni e serali, fra i quali quello serale di Logistica è il più frequentato dai ragazzi. Significativo il dato che i docenti provengano per lo più dalle imprese che contribuiscono alla verifica delle competenze e alle indicazioni per l’aggiornamento delle attrezzature.
Gli studenti provengono oltre che dall’Italia, dai diversi continenti. Questa peculiarità plurinazionale offre loro una possibilità di confronto e collaborazione richiesti sul lavoro. Incoraggiante il dato occupazionale: a tre mesi dalla fine del corso, il 90% degli allievi è occupato. Per molti ragazzi è importante avvalorare i titoli di base con un attestato Regionale che rende la formazione pregressa spendibile in Italia.
Ma non si ferma, suor Raffaella allarga gli orizzonti della missione e dei giovani, attivando stage all’estero. Quest’anno le prime due borse di studio in Portogallo e in Virginia, d’altronde «Don Bosco oggi non trascurerebbe questo aspetto nella formazione dei suoi giovani».

Match point
Il suo talento è quello di incontrare amministratori delegati e coinvolgerli nella collaborazione dei progetti. Ha al suo attivo, oltre 300 contatti con le imprese del Veneto. «Un’azienda – afferma – ha assunto, nel corso di qualche anno, ben venti ragazzi, alcuni arrivati a ruoli dirigenziali».
L’obiettivo proposto è di giocarsi quel match point che va oltre lo stipendio e il posto fisso, e si fonda sulle competenze professionali e sulle qualità personali.
La Proposta Formativa del centro sottolinea come missione – oltre a quanto sopra indicato – la collaborazione costante anche con Enti Pubblici, Università, Associazioni culturali, economiche, sociali e imprenditoriali, presenti sul territorio. Altro aspetto importante è lo studio di nuove figure professionali richieste dal sistema produttivo in stretto rapporto con la Regione.
Per don Bosco prevenire, quando si tratta di giovani, voleva dire arrivare prima, dare una base, un “pezzo di carta” che, oltre ad essere un’attestazione di competenze, è ancor più un riconoscimento della persona. «Credo che la vita vada donata e non c’è niente di più bello che offrire agli altri la possibilità di crescere come persone, vivere valorizzando ciò che si è. La dignità si raggiunge attraverso il lavoro».
La bicicletta oggi non c’è più ma, in ogni caso, non le basterebbe! I rapporti con gli imprenditori sono istituzionalizzati e il livello di interlocuzione è costante. «Sì, afferma, quando mi trovo seduta accanto a presidenti d’azienda e amministratori delegati a discutere di come fare rete – qualcuno arriva dalla Serbia, un altro è atterrato un’ora prima dal Canada – e tutti mi ascoltano con l’obiettivo di fare progetti utili per i giovani, mi sento ripagata dalle tante fatiche».
E loro, gli imprenditori, che cosa dicono di una suora così tenace e dotata di così tanta progettualità? «Mi assumerebbero tutti», conclude suor Raffaella.

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