FMA
Emilia Di Massimo
SIRIA
Un amore splendido e coraggioso
Siria significa “splendente”. E l’opera delle Suore salesiane ad Aleppo è più viva che mai.
Un asilo privato per i bambini dai 3 a 5 anni, per offrire un’educazione basata sulla spiritualità salesiana. Un Centro qualificato per giovani donne, per favorire la loro promozione con tante iniziative come corsi di cucina, di informatica, di cucito e ricamo, con i loro prodotti esposti e venduti. Un’attività sportiva all’avanguardia: la squadra di pallacanestro ha partecipato a svariato campionati di basket ed ha vinto tante volte. Più di 450 bambini, ragazze e ragazzi, hanno frequentato il Centro catechistico educativo delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
La presenza delle Salesiane è iniziata con suor Wedad Abyad, deceduta a causa del Covid, e di sorelle che hanno donato la loro vita per il bene dei giovani, ci dice suor Jannette El Hajj Moussa, responsabile dell’attività apostolica.
Le lacrime di suor Amira
Siamo ad Aleppo, in Siria; la casa, fondata nel 1988, è frutto della collaborazione fra le Figlie di Maria Ausiliatrice e i Cavalieri di Malta, i quali sono rappresentati particolarmente dal signor George Antachi e dal signor Paul Mgarbane.
La missione educativa è iniziata all’insegna della fraternità vissuta in special modo con i giovani, in un clima di amorevolezza e di gioia, secondo i valori della spiritualità salesiana. Malgrado la guerra, nonostante le suore siano state costrette ad andare via, il Centro giovanile è rimasto aperto, come testimonia un giovane, portavoce di altri.
“Mi chiamo Jack Basmaji, sono chirurgo plastico. In un giorno del 2013, con Jan Khaiat, abbiamo sorpreso suor Amira a piangere: le suore sarebbero partite, quindi la casa si sarebbe chiusa. Con Paolo abbiamo deciso di continuare a tenerla aperta: la sentivamo anche la nostra. Dopo pochi mesi abbiamo cominciato ad aprire il Centro per i ragazzi e per i giovani: erano 300-350. Le porte erano aperte tutti i pomeriggi, i giovani venivano per giocare e per pregare. Abbiamo svolto incontri e dialoghi su vari temi, sia religiosi sia sociali; volevamo che loro uscissero dall’atmosfera difficile della realtà e dallo stato psicologico, negativo e pessimista, nel quale vivevano. In seguito le necessità hanno chiesto di trasformare il cortile della casa in un Centro di assistenza con una cucina per fornire i pasti alla gente, ma occupare il cortile significava non avere più la possibilità di accogliere i nostri giovani, così abbiamo lavorato con alcune associazioni e con altri ragazzi per dare gli aiuti alimentari: sono arrivati a tonnellate! Questo ha dato la possibilità di continuare a tenere aperto il Centro con maggiore gioia e passione educativa, guardando sempre più a don Bosco e a Maria Mazzarello. A Natale abbiamo fatto il presepe illuminandolo con le candele a causa della mancanza dell’elettricità, abbiamo pregato insieme con semplicità e fiducia. Prima che le suore tornassero di nuovo a casa, abbiamo organizzato una celebrazione per onorare Maria Ausiliatrice: i ragazzi hanno decorato il cortile ed organizzato la festa; è stata una celebrazione meravigliosa!
Gratitudine tradotta in foto
Ciò che oggi mi rende felice è vedere i giovani con cui abbiamo condiviso il periodo della guerra, quando erano bambini, fermarsi per ringraziarci e dire: “Abbiamo vissuto con tanta gioia e con spirito salesiano una tappa difficile della nostra vita! Suor Amira (la direttrice della casa prima della guerra) nel momento drammatico che abbiamo vissuto, è stata in costante contatto con noi, così come tante persone che si sono prodigate per portare avanti la missione educativa. Quanto ho nel cuore, in modo particolare la gratitudine, è di più nelle foto che nelle parole che ho scritte. Sono loro la più straordinaria traduzione, soprattutto i volti!”.
Ricominciamo!
Suor Jannette ci racconta che, al termine della guerra, le suore sono tornate. “Dopo i lavori di restauro sono ripresi gli incontri e le attività dell’associazione Maria Ausiliatrice, del gruppo Laura Vicuña; sono stati predisposti gli ambienti per la scuola dell’infanzia. Un’iniziativa risultata vincente è stata l’accoglienza dei ragazzi nella nostra biblioteca: ha ravvivato la passione per lo studio e, soprattutto, la fraternità; inoltre si sono organizzati campionati di basket femminile. Gradatamente la vita ha ripreso a fiorire nella nostra casa ma il 6 febbraio 2023 Aleppo si è svegliata a causa delle forti scosse del terremoto. Un centinaio di persone, di ogni religione e razza, si è rifugiata nel nostro cortile trascorrendo tutta la notte al freddo e sotto la pioggia, sono rimasti più di un mese. Abbiamo aiutato a mantenere la calma, ad affrontare la paura, ad avere fede; i giovani si sono messi a servizio della gente distribuendo cibo, vestiti, medicine, coperte, materiale prezioso arrivato dalle nostre suore di Damasco e del Libano”.
Il nome “Siria” deriva dal greco Seiros: “splendente”. Splendente è ogni persona che continua a credere nella pace dentro ed oltre la realtà, come le sorelle e i giovani di Aleppo. Una terra, come una stella brillante e luminosa.


















