BS Marzo
2026

INIZIATIVE

Savio Silveira

Scuole VERDI

Come Salesiani, non siamo rimasti indifferenti alla crisi ambientale che si è aggravata negli anni più recenti. Negli ultimi dieci anni la nostra Pastorale Giovanile Salesiana ha prestato grande attenzione alle questioni ambientali. Affrontare le problematiche ambientali è evidentemente una priorità per noi Salesiani, poiché oggi i giovani sono molto sensibili al tema.
Per questo è nata la campagna #DBSchoolsGoGreen.

L’anno che si è appena concluso, il 2025, è stato un “anno di speranza” e speravamo ardentemente che nel corso di quell’anno speciale la situazione ambientale migliorasse a livello globale. Purtroppo i problemi ambientali si sono aggravati su più fronti. Il cambiamento climatico continua a essere l’emergenza globale dominante, provocando eventi meteorologici estremi, tra cui gravi incendi in diverse regioni del mondo, favoriti da temperature eccezionalmente alte e da periodi prolungati di siccità. Questi eventi hanno significativamente peggiorato la qualità dell’aria e minacciano la salute degli esseri umani e gli ecosistemi. Nel 2025 è stato anche riscontrato il livello massimo del fenomeno dello sbiancamento dei coralli mai registrato a livello globale, che ha colpito circa l’84% delle barriere coralline del mondo a causa dell’aumento delle temperature degli oceani. L’inquinamento da plastica ha continuato a rappresentare una grave minaccia, poiché le microplastiche contaminano gli ecosistemi e le catene alimentari in misura sempre più preoccupante. La perdita di biodiversità è aumentata a causa della distruzione degli habitat, del cambiamento nell’uso del suolo e dell’inquinamento, minando la sicurezza alimentare e i servizi ecosistemici essenziali. L’inquinamento atmosferico e l’ulteriore aggravamento del problema della scarsità e della contaminazione delle acque sono inoltre diventati problemi critici per la salute pubblica e per l’ambiente in tutto il mondo, rendendo il 2025 un anno molto preoccupante per tutti, in particolare per le comunità più povere.

L’energica risposta salesiana

Come Salesiani, non siamo rimasti indifferenti alla crisi ambientale che si è aggravata negli anni più recenti. Negli ultimi dieci anni la nostra Pastorale Giovanile Salesiana ha prestato grande attenzione alle questioni ambientali. Affrontare le problematiche ambientali è evidentemente una priorità per noi Salesiani, poiché oggi i giovani sono molto sensibili al tema. Come ha sottolineato con chiarezza papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’, di fronte alla crisi ambientale globale, «I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi».

Passando poi a una proposta molto concreta, il Rettor Maggiore ha affermato: «Ogni Ispettoria del mondo risponderà, tramite il Delegato Ispettoriale alla Pastorale Giovanile, alla richiesta di fare in modo che le nostre scuole, i nostri centri educativi, campus universitari, oratori, le nostre parrocchie diventino altrettanti modelli educativi di cura dell’ambiente e della natura. Nella nostra opzione educativa salesiana, dobbiamo inserire l’azione a favore del creato: la cura nei confronti della natura, del clima e dello sviluppo sostenibile» (agc 433).

Per portare avanti gli orientamenti e le proposte del CG29, il nostro Rettor Maggiore, don Fabio Attard, ha presentato alla Congregazione il “Progetto per il Sessennio 2025-2031”. Evidenziando il tema dell’ecologia integrale nel Progetto per il Sessennio, il Rettor Maggiore ha affermato: «L’impegno della Chiesa per l’ecologia integrale è stato assunto dalla Congregazione e deve essere rafforzato con una visione ispirata dal nostro carisma. L’impegno dei giovani per il bene comune e per la nostra casa comune deve radicarsi sempre di più a livello locale, con i giovani come protagonisti, condividendo le scelte e partecipandovi attivamente e concretamente» (agc 446).

Dato che la crisi ambientale è sempre più profonda e tenuto conto della grande determinazione della Congregazione ad affrontare questo problema globale, all’inizio del nuovo anno 2026 il Settore della Pastorale Giovanile ha lanciato una nuova campagna chiamata #DBSchoolsGoGreen. Presentando questa campagna, don Rafael Bejarano, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, ha dichiarato: «Il nostro Capitolo Generale 29 ha chiesto a ogni Ispettoria di promuovere la formazione all’ecologia integrale e l’educazione ecologica dei giovani. Un buon punto di partenza per attuare questa raccomandazione riguarda tutte le nostre scuole salesiane. Per questo motivo, per quest’anno 2026 il Settore della Pastorale Giovanile è lieto di annunciare la campagna #DBSchoolsGoGreen».

Lo standard unesco

Per permettere alle scuole salesiane di intraprendere il percorso che le renda Scuole Verdi, don Bejarano ha proposto di utilizzare lo Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco. Questo strumento offre una tabella di marcia completa e pratica per aiutare le scuole a diventare verdi. Delinea quattro punti fondamentali per l’attuazione dei principi di sostenibilità e dell’azione ecologica: l’amministrazione della scuola; i servizi; l’insegnamento e l’apprendimento di qualità e, infine, il coinvolgimento della collettività. Per ciascuno di questi quattro punti fondamentali, lo Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco suggerisce diverse azioni concrete che la comunità scolastica può intraprendere.

Il primo punto fondamentale, l’amministrazione della scuola, è la base dello Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco e richiede che la sostenibilità non sia un’aggiunta, ma un principio guida della direzione e del processo decisionale.

L’efficienza energetica e idrica

Il secondo punto fondamentale dello Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco propone linee guida per trasformare le infrastrutture, gli impianti e le attività quotidiane della scuola in un modello credibile di tutela ambientale. Migliorando l’efficienza energetica e idrica, riducendo gli sprechi e adottando procedure di approvvigionamento ecosostenibili, le scuole possono ridurre significativamente il loro impatto ambientale. 

L’insegnamento di qualità

L’insegnamento e l’apprendimento di qualità, il terzo punto fondamentale, sono al centro della prassi proposta dall’unesco per la Scuola Verde.

I docenti sono invitati a sviluppare piani didattici che comprendano concetti e attività relativi allo sviluppo sostenibile e l’educazione al cambiamento climatico e ad adottare metodi didattici e di valutazione orientati alla trasformazione, che promuovano l’apprendimento basato sulla ricerca, il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e l’apprendimento collaborativo. Le aule si estendono oltre le quattro mura, poiché gli studenti sono coinvolti in progetti, in attività di apprendimento all’aperto e nella risoluzione di problemi concreti. 

Il coinvolgimento della comunità

Il quarto e ultimo punto fondamentale dello Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco è il coinvolgimento della comunità. Questo obiettivo è in piena armonia con il nostro metodo salesiano di “comunità educativo-pastorale”. Le scuole sono incoraggiate a lavorare a stretto contatto con le famiglie, le autorità locali e le organizzazioni della comunità per promuovere obiettivi ambientali condivisi. Attraverso progetti congiunti, campagne di sensibilizzazione e attività di sensibilizzazione animate dagli studenti, l’apprendimento si estende alla comunità più ampia. Le scuole fungono da centri di collaborazione e dialogo, promuovendo l’apprendimento intergenerazionale e l’azione collettiva. Questa relazione reciproca rafforza i risultati educativi amplificando al contempo l’impatto positivo della scuola, che diventa così un catalizzatore di pratiche ecocompatibili e di una cultura della sostenibilità nella comunità circostante.

La campagna #DBSchoolsGoGreen è guidata dalla Don Bosco Green Alliance, l’organismo di coordinamento per l’ecologia integrale del Settore della Pastorale Giovanile. Attraverso la metodologia proposta dallo Standard di Qualità della Scuola Verde dell’unesco, la campagna #DBSchoolsGoGreen spera di trasformare in modo efficace le nostre scuole in “modelli educativi di cura per l’ambiente e per la natura” e di “promuovere la formazione all’ecologia integrale e l’educazione ecologica dei giovani”.

10 AZIONI PER SALVARE IL PIANETA

Per aiutare a salvare il Pianeta, ciascuno può mettere in atto piccole azioni virtuose e gesti quotidiani. Ecco qui qualche esempio.

  1. Riduci il consumo di carneo, se possibile, azzeralo del tutto. Gli allevamenti intensivi sono tra i principali produttori di metano, uno dei gas serra che contribuiscono al riscaldamento climatico. E, se proprio non riesci a eliminare la carne dalla tua dieta, assicurati almeno della sua provenienza e cerca di scegliere prodotti a km zero, o quasi, che nella fase di trasporto hanno generato meno inquinamento.
  2. Usa meno plastica. Comprare una borraccia è un investimento utile per il Pianeta, per diminuire la produzione di bottiglie di plastica, che ci fa anche risparmiare. Nelle città, inoltre, sono sempre più diffusi i negozi dove i prodotti sono venduti sfusi all’etto o al chilo in confezioni plastic-free, per evitare inutili imballaggi. Lo stesso si può fare, in realtà, al supermercato, avendo cura di scegliere prodotti freschi non preconfezionati e procurandoci sacchetti riutilizzabili.
  3. Spostati in modo sostenibile. Il traffico urbano e il riscaldamento degli edifici sono le più grandi fonti di inquinamento delle città. Usare i mezzi pubblici o la bicicletta, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, contribuisce a ridurre le emissioni e a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno.
  4. Ricicla. Un monito, questo, che è applicabile a tantissime situazioni, prima di tutto alla raccolta differenziata. In questo gli italiani possono vantare un primato: l’Italia è infatti il Paese che ricicla più di tutti in Europa. Basti pensare che nel 2020 l’Italia ha riciclato il 72% dei suoi rifiuti, molto più del 53% della media europea.
  5. Riutilizza. Regala o vendi gli abiti che non indossi più, i libri che non leggi e rimangono a prendere polvere sulle mensole della libreria, i mobili che devi eliminare. E, a tua volta, cerca di comprare usato: su molte piattaforme, anche social, è possibile trovare in vendita (o in regalo) oggetti di ogni tipo, ancora in ottimo stato ma che le persone semplicemente non usano più.
  6. Non sprecare il cibo. L’attenzione allo spreco alimentare parte fin dalla spesa: pianifica i tuoi acquisti al supermercato e non farti sedurre dalle offerte speciali se ti fanno comprare cose che non potrai comunque consumare.
  7. Acquista locale. Individua aziende agricole, mercati biologici, fattorie e orti urbani nei pressi di casa o vicino al posto di lavoro. Preferisci sempre i prodotti del territorio, che non hanno bisogno di lunghi e inquinanti spostamenti.
  8. Usa riscaldamento e condizionatori il meno possibile. Spegnili quando sei fuori casa e usali con parsimonia: sono tra le più importanti fonti di inquinamento nelle città.
  9. Chiudi i rubinetti. La Terra ha sempre più sete e le poche nevicate di questo inverno fanno presagire periodi di siccità, che già abbiamo imparato a conoscere. Per non sprecare acqua, però, bastano piccole attenzioni.
  10. Vesti sostenibile. Comprare abiti usati non è mai stato così semplice, con tutti i negozi e le applicazioni che sono nate nell’ultimo periodo. Ce n’è per tutti i gusti: dal vintage al capo nuovo, comprato ma ancora con attaccata l’etichetta. Se, invece, il second hand non fa per te, sono sempre di più i brand sostenibili, attenti ai materiali utilizzati, alle modalità di imballaggio e spedizione, e tanto altro. Presta però sempre molta attenzione al greenwashing!

 

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