IL CRUCIPUZZLE
ROBERTO DESIDERATI
Scoprendo Don Bosco
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco completato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo. La soluzione nel prossimo numero.

Parole di 3 lettere: Lai.
Parole di 4 lettere: Coen, Otre, Rais, Tumb.
Parole di 5 lettere: Isaia, Night.
Parole di 6 lettere: Egregi, Gerona, Ittero, Niello, Rancio, Remora, Sinodo.
Parole di 7 lettere: Gilbert.
Parole di 8 lettere: Aspirina, Scartina.
Parole di 9 lettere: Orogenesi.
Parole di 10 lettere: Abbastanza, Brefotrofi, Locandiera, Panegirici, Retirement, Superbonus.
Parole di 12 lettere: Odontoiatria, Sillabazione.
Parole di 13 lettere: Picchettaggio.
L’UOMO CHE INVENTÒ GLI EXALLIEVI

Nato a Torino nel 1833, Carlo XXX non entrò nella storia per aver fondato un ordine religioso o scritto opere celebri. Il suo nome è legato a un’intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria: quella di non lasciare che il rapporto con Giovanni Bosco si interrompesse con la fine degli anni trascorsi all’oratorio. Rimasto orfano in giovane età, trovò a Valdocco molto più di un tetto: ricevette un’educazione, imparò un mestiere e acquistò la fiducia necessaria per costruire il proprio futuro. Non scelse il sacerdozio. Lavorò come tipografo e visse da laico, portando nella società quanto aveva appreso accanto a don Bosco. Pur conducendo un’esistenza apparentemente comune, non smise mai di considerare l’oratorio come la propria casa e il suo fondatore come il maestro a cui doveva gran parte della propria crescita umana. La sua intuizione maturò quando lui e i suoi compagni erano ormai adulti. Nel 1870 contribuì a organizzare un incontro tra gli antichi ragazzi dell’oratorio e il loro educatore. Non fu una semplice rimpatriata. Da quella iniziativa nacque infatti l’Associazione degli ExAllievi di Don Bosco, destinata a diffondersi ben oltre i confini italiani. Egli aveva compreso con largo anticipo che il valore di un’opera educativa non si misurava soltanto durante gli anni della formazione, ma soprattutto nel tempo, quando i ragazzi diventavano uomini. Molto prima che si parlasse di reti di ex studenti o di comunità di alunni, aveva intuito l’importanza di mantenere vivo quel legame e di trasformarlo in un impegno concreto a favore delle nuove generazioni. Forse fu questo il suo lascito più originale. Ebbe la capacità di trasformare la gratitudine in una comunità stabile, dimostrando che il successo di un maestro si riconosceva quando i suoi allievi sceglievano liberamente di tornare, anni dopo, semplicemente per dire: «Grazie».
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, scrivendole da sinistra a destra e/o dall’alto in basso, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco ultimato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo.

(La soluzione del numero precedente)

















