IL CRUCIPUZZLE
ROBERTO DESIDERATI
Scoprendo Don Bosco
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco completato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo. La soluzione nel prossimo numero.

Parole di 3 lettere: Ban, Cat, Cra, Iva, Nez, Oca, Rca, Sas.
Parole di 5 lettere: Bidet, Canon, Under.
Parole di 6 lettere: Asinai, Astici, Cardin, Caveau, Skylab, Tratta, Zecche.
Parole di 7 lettere: Apemaia, Reclame.
Parole di 8 lettere: Abbaiare, Cosacchi, Esofageo, Straccio.
Parole di 10 lettere: Dodecaneso, Elicoidale, Neoassunta, Precludere, Trebisonda, Troposfera, Uzbekistan.
Parole di 13 lettere: Interstellari.
UN ABILE MEDIATORE

Torino, metà dell’Ottocento. Mentre il governo sabaudo promuoveva una dura legislazione anticlericale, tra le mura dell’oratorio di Valdocco si consumò un paradosso politico rimasto a lungo in ombra. Don Giovanni Bosco, pur dichiarandosi pubblicamente estraneo alle fazioni partitiche, tessé una fitta e pragmatica rete di relazioni sotterranee con i massimi vertici del Risorgimento italiano. Il legame più emblematico e apparentemente contraddittorio fu quello con XXX, all’epoca ministro dell’Interno e promotore delle severe leggi per la soppressione degli ordini religiosi. Nonostante l’aperta contrapposizione ideologica che infiammava i dibattiti pubblici, il politico piemontese intuì l’immenso valore sociale dell’opera salesiana, unica realtà capace di arginare efficacemente la piaga della delinquenza minorile nella Torino della prima industrializzazione. Tra il politico laico e il sacerdote si sviluppò un canale di comunicazione diretto e riservatissimo, scandito da udienze private e fitti scambi epistolari. Fu proprio il ministro a suggerire a don Bosco la geniale strategia giuridica per salvare le sue strutture dal sequestro statale: fondare la Società Salesiana non come ordine religioso tradizionale, ma come associazione civile di liberi cittadini, tutelata dai diritti dello Statuto Albertino. Questa straordinaria flessibilità diplomatica trasformò il prete di Valdocco in un insospettabile uomo cerniera tra istituzioni nemiche. Nel 1858 Camillo Benso conte di Cavour lo incaricò persino di mediare in via del tutto confidenziale con la Santa Sede per risolvere la delicata crisi dell’esilio dell’arcivescovo Fransoni. L’aneddoto svelò la complessa caratura di un educatore capace di muoversi con lucidità giornalistica tra le trame dello Stato liberale, convertendo le necessità della politica piemontese in risorse finanziarie e logistiche concrete per i suoi giovani.
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, scrivendole da sinistra a destra e/o dall’alto in basso, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco ultimato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo.
(La soluzione del numero precedente)


















