IL CRUCIPUZZLE
ROBERTO DESIDERATI
Scoprendo Don Bosco
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco completato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo. La soluzione nel prossimo numero.

Parole di 3 lettere: Bob, Ill., Ivo, Ric, Tic.
Parole di 4 lettere: Niso, Olmo, Rune.
Parole di 5 lettere: Alter, Cover, Modem, Ovuli, Staff.
Parole di 6 lettere: Afagie, Aspide, Fonico, Impala, Istria, Italia, Ittico, Oblati.
Parole di 8 lettere: Andamane, Diverbio, Maccabei.
Parole di 9 lettere: Umanitari.
Parole di 10 lettere: Coordinate, Trasvolata.
Parole di 11 lettere: Astrattismo, Astrologica.
Parole di 12 lettere: Peripatetico, Transuranico.
La soluzione nel prossimo numero.
NON PRODIGI CLAMOROSI

Nel lungo percorso che condusse don Giovanni Bosco alla beatificazione, la fama di educatore dei giovani e fondatore dei Salesiani non bastò. Come previsto dal diritto canonico, la Chiesa richiese la XXX attribuiti alla sua intercessione, avvenuti dopo la morte e sottoposti a un esame rigoroso. Per il decreto firmato da Pio XI il 2 giugno 1929, a conclusione di un processo durato oltre trent’anni, furono riconosciuti due casi, entrambi legati a guarigioni giudicate scientificamente inspiegabili. Il primo riguardò Teresa Callegari, giovane donna di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Colpita nel 1918 da una grave forma di polmonite influenzale, la malattia degenerò negli anni successivi in una poliartrite infettiva progressiva, che la rese quasi completamente immobile e incapace di nutrirsi. Le cure mediche non produssero risultati. Nel luglio del 1921 Teresa iniziò una novena a don Bosco. La notte del 17 luglio riferì di aver visto il sacerdote torinese che le intimava di alzarsi. Al risveglio, il dolore era scomparso e i movimenti ripristinati. I medici constatarono una guarigione rapida, completa e senza ricadute, mantenuta negli anni successivi. Il secondo miracolo riconosciuto fu quello di suor Provina Negro, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, congregazione fondata dallo stesso don Bosco. Affetta da una ulcera gastrica gravissima, con prognosi considerata irreversibile, peggiorò fino a essere data per spacciata. Dopo l’invocazione del sacerdote piemontese, la guarigione avvenne in modo improvviso e definitivo, senza spiegazioni cliniche. Questi due casi, vagliati da commissioni mediche e teologiche della Congregazione dei Riti, costituirono il fondamento del riconoscimento ufficiale. Non prodigi clamorosi, ma segni coerenti con la figura di don Bosco: discreti, concreti, legati alla sofferenza reale delle persone.
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, scrivendole da sinistra a destra e/o dall’alto in basso, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco ultimato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo.

(La soluzione del numero precedente)


















