IL CRUCIPUZZLE
ROBERTO DESIDERATI
Scoprendo Don Bosco
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco completato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo. La soluzione nel prossimo numero.

Parole di 3 lettere: Edi, Ior, Zot.
Parole di 4 lettere: Alec, Amen, Inca.
Parole di 5 lettere:Carpe, Etere, Fauve, Naram, Nomen, Nuoro.
Parole di 6 lettere: Animal, Ingrid, Leggio, Poncho, Riarmo, Taiwan.
Parole di 7 lettere: Peppone.
Parole di 8 lettere: Gioconda, Normanne.
Parole di 10 lettere: Doppiaggio, Elegantone, Gondoliere, Ossicodone, Superbonus.
Parole di 13 lettere: Integralmente.
Parole di 14 lettere: Rinvigorimento.
Parole di 15 lettere: Disinfestazione.
La soluzione nel prossimo numero.
RESTAURARE “DON BOSCO”
Nel 1935, il regista Goffredo Alessandrini, poco più che trentenne, girò un film sulla vita di don Bosco tra Torino, Chieri, il Monferrato e gli studi della Fert-Microtecnica. Costò 2 milioni di lire dell’epoca e vennero girati 40 mila metri di pellicola di cui 2500 montati e usati per il lungometraggio. Il film in questione, prodotto dalla nascente Lux Film, si chiama “Don Bosco” e racconta la vita del santo piemontese, dall’infanzia nelle campagne del Monferrato, alla giovinezza in seminario, dall’attività educativa compiuta a Torino con i ragazzi più umili, fino alla fondazione dei Salesiani e alla canonizzazione. L’opera presenta qualità apprezzabili come i testi scritti con un linguaggio ricercato e le riprese dalle inquadrature originali. Inoltre, le panoramiche in esterno della campagna e del lavoro dei campi che fanno da sfondo alle giornate del giovane Giovannino rappresentano oggi una preziosa fonte etnografica del territorio. Vi fu una prima versione del film, presentata lo stesso anno di quella ufficiale, in cui Alessandrini aveva inserito un episodio inventato della vita del santo che causò malumori e proteste al punto da dover rieditare l’opera in una seconda versione più realistica e coerente. Parlando del film, racconterà tempo dopo il regista: “Nel film c’è un solo attore professionista, gli altri erano presi dalla strada, come si dice. Ma i preti erano Salesiani autentici, che si prestarono tutti quanti. Mi ero interessato così tanto anche ai luoghi dove si girava. Mi ricordo certi conventi come quello di Chieri. E ho in mente che quell’inverno Torino era una città bianca di neve, ma con il sole e il cielo azzurro”. L’XXX di Alessandrini è stata restaurata digitalmente, ricostruita e ripulita con la supervisione di Ilaria Magni e presentata nel 2021 nell’ambito del 39° Torino Film Festival.
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, scrivendole da sinistra a destra e/o dall’alto in basso, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco ultimato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo.
La soluzione nel prossimo numero.
(La soluzione del numero precedente)



















