IL CRUCIPUZZLE
ROBERTO DESIDERATI
Scoprendo Don Bosco
Inserite nello schema le parole elencate a fianco, compatibilmente con le lunghezze e gli incroci. A gioco completato risulteranno nelle caselle gialle le parole contrassegnate dalle tre X nel testo. La soluzione nel prossimo numero.

Parole di 3 lettere: Kmq, Tue, Vie.
Parole di 4 lettere: Afro, Dong, Sano, Tell.
Parole di 5 lettere: Alain, Cover, Fatui, Ficus, Fitti, Steno, Trote.
Parole di 6 lettere: Aspide, Editor, Enigmi, Inizio, Irriso, Tafano, Uzbeki.
Parole di 7 lettere: Katanga.
Parole di 8 lettere: Golfista.
Parole di 9 lettere: Essiccato.
Parole di 10 lettere: Amarognolo, Gazzettino, Orripilare, Prestanome, Ristorarsi.
Parole di 12 lettere: Perifrastica.
Parole di 14 lettere: Epistemologico.
La soluzione nel prossimo numero.
STORIA DI VENERATE SPOGLIE
È comprensibile pensare che, se la vita di don Bosco sia stata una vita straordinaria e ricca di esperienze, altrettanto fuori dal comune sia stata la storia delle sue spoglie, almeno nei primi anni fin quando trovarono la giusta collocazione. È risaputo che attualmente queste riposino nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice. E, si direbbe, che riposino in ottima compagnia: la compagnia di XXX di personaggi molto importanti per i salesiani come don Michele Rua, successore di don Bosco, san Domenico Savio, il quindicenne allievo di don Bosco o di Maria Mazzarello, fondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Ma non fu così dal principio: alla morte di don Bosco, avvenuta il 31 gennaio del 1888, don Rua accolse il suggerimento del primo ministro del regno, Francesco Crispi, di tumularlo nel collegio salesiano di Valsalice, situato in una zona extraurbana, per non contravvenire alle norme della polizia cimiteriale cittadina. Quindi venne approntata una custodia sul pianerottolo della scala che scendeva dal giardino superiore al porticato, e lì la salma di don Bosco fu collocata. In breve tempo si costruì, su disegno dell’architetto Vigna, un’edicola in stile neogotico. L’ambiente fu decorato con affreschi e la tomba ricoperta da una lastra con un bassorilievo raffigurante il santo disteso con i paramenti sacerdotali. Nel 1929 fu proclamato beato e traslato, con grande festa, da Valsalice alla Basilica di Maria Ausiliatrice. La cappella rimase a ricordare ciò per cui era stata costruita e ugualmente venerata. In quella occasione, venne realizzata una teca, naturalmente trasparente, per il trasporto e per la sosta in attesa che venisse costruito l’altare a lui consacrato nel braccio destro del transetto. Nel 1934 fu canonizzato e le spoglie collocate in una cassa con i lati lunghi di vetro in modo tale che fosse visibile dalla chiesa e dal ricettacolo posteriore.
(La soluzione del numero precedente)




















