COME DON BOSCO
PINO PELLEGRINO
SALVATAGGIO DELL’UMANO 8
Salviamo l’OTTIMISMO
Il tempo in cui viviamo è stato definito in molti modi: «La società del disincanto». «La società liquida». «La società del pensiero debole». «L’era dell’evaporazione del padre».
Tante definizioni, meno una che riteniamo fotografi al meglio questo nostro “oggi”: «L’epoca del piagnisteo facile».

«Stiamo toccando il fondo del barile». «Ma che gioventù abbiamo!». «Dove andremo a finire?». «Com’era bella la vita quando i mulini erano bianchi, la televisione non c’era e neppure il buco dell’ozono».
Non è tempo di chiudere il rubinetto delle lagne? Il tempo di dire basta ai pensieri vestiti di nero? Il tempo di smetterla di usare la testa come portaspilli?
Il pessimismo non porta da nessuna parte!
La storia parla forte: mai si è dato il caso di un pessimista che abbia fatto progredire l’umanità, sia pure di qualche breve passo.
Ne era pienamente convinto lo scrittore francese Leon Bloy. È impressionante leggere la sua invettiva: «Non c’è niente al mondo che mi dia il voltastomaco come il pessimismo. Se avessi l’onore di comandare in tempo di guerra, farei fucilare i pessimisti, come si fa con le spie e i disertori!». Siamo nell’esagerazione, è vero, ma non più di tanto.
Il pessimismo è il virus più subdolo e pericoloso.
✦ Il pessimismo tarpa le ali.
✦ Il pessimista vive con la retromarcia: «Ai miei tempi! Ai miei tempi!».
✦ Il pessimista usa il cannocchiale capovolto (il cannocchiale capovolto rimpicciolisce le cose).
✦ Il pessimista è ammalato di “necrofilia” (“amore della morte”).
L’umorismo
Una ricetta efficacissima contro la tristezza è l’umorismo. Avere il senso dell’umorismo significa saper vedere il lato buffo delle cose, anche nelle situazioni spiacevoli e pericolose.
L’umorismo sdrammatizza tutto: fa capire che non c’è fatto talmente grave e dannoso da non avere un punto da cui partire per scalfirlo e smontarlo. L’umorismo non ha niente a che fare con la leggerezza, meno ancora ha a che fare con la burla ed il sarcasmo. Il sarcasmo sta all’umorismo come la sabbia sta alla farina, come l’aceto sta al vino. L’umorismo è il sale della quotidianità. Senza umorismo, la vita sarebbe monotona e piatta come la pastasciutta in bianco che ha lo stesso sapore dappertutto.
A noi qui interessa sapere che l’umorismo libera dal catastrofismo.
Ecco perché “l’umorismo ha proprietà ansiolitiche”, ci assicura lo psicologo Mario Farnè.
Un padre ed una madre che abbiano il senso dell’umorismo sono una vera benedizione per i figli: sono simpaticissimi, sono liberi, sono maturi! Dunque, non dovrebbe essere vietato il matrimonio a chi non dà prova di possedere, oltre i cinque sensi, anche il senso dell’umorismo? No, la proposta non è troppo drastica: non possedere il senso dell’umorismo, infatti, è non possedere la chiave dell’allegria; è prepararsi al fallimento della coppia e della famiglia! Dove non vi è umorismo, infatti, vi potrà essere una ‘casa’, non, certo, una ‘famiglia’.
La ricetta di don Bosco
Per don Bosco, l’allegria era il fulcro del suo metodo educativo e un vero e proprio cammino di santità. Celebre è la sua frase: “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri”. Considerava il gioco e la gioia strumenti fondamentali per guidare i giovani, come riassunto nel suo programma di vita: allegria, studio e pietà.
Aveva persino fondato una “Società dell’Allegria” nel 1832 tra i suoi coetanei. Era un gruppo in cui ci si impegnava a vivere serenamente, rispettando i doveri scolastici e religiosi, respingendo la tristezza.
Tra le espressioni più celebri di don Bosco, una sintetizza con particolare efficacia il suo sogno educativo: formare “buoni cristiani e onesti cittadini”. Numerosi studiosi – tra cui don Pietro Braido, sdb, che parla di una vera e propria formula dell’umanesimo educativo salesiano – hanno mostrato come questa sintesi esprima un progetto di educazione integrale, capace di tenere insieme fede vissuta, maturità umana e responsabilità sociale. In questo orizzonte, l’allegria non è un elemento accessorio, ma uno dei segni più evidenti della riuscita educativa: là dove i giovani appaiono spenti e tristi, lo stile salesiano non ha ancora sprigionato tutta la sua forza.
















