COME DON BOSCO
PINO PELLEGRINO
SALVATAGGIO DELL’UMANO 7
Salviamo la LETTURA!

Della lettura non si può che dire bene.
✦ Leggere è fare provvista.
✦ Leggere è uscire da sé ed incontrare qualcuno.
La lettura:
✦ è l’antiruggine del cervello;
✦ è l’officina dello spinto;
✦ libera dalle manette mentali;
✦ sfama l’anima;
✦ salva la fantasia.
Basta questo per comprendere la dichiarazione che un giorno ha fatto Edmondo De Amicis: «La differenza tra me e un selvaggio è che io ho avuto nella casa paterna una biblioteca».
La lettura deve essere salvata perché la vita non perda sale!
La valenza umanizzante della lettura, infatti, non ha confronti con nessun’altra attività, in particolare non è paragonabile con il guardare la televisione (l’insidia, oggi, più subdola alla lettura!).
Guardare la televisione non richiede impegno, non richiede sforzo per ricevere il messaggio. La lettura, invece, esige sempre un minimo di impegno e un certo sforzo per decodificare le parole.
Per farla breve: la lettura allena la volontà.
Opera preziosa da benedire nella nostra società dell’ovatta, della bambagia, dei «sofficini».
Ecco: sarebbe sufficiente anche solo questa funzione per giustificare un monumento alla lettura.
Altra differenza tra il leggere e il guardare la televisione: nella lettura il ritmo è individuale.
Ognuno può fermarsi quando vuole, può tornare indietro per approfondire; la televisione, invece, impone il suo ritmo dall’esterno senza che nessuno possa variarlo.
La televisione dà per scontato che i fruitori siano tutti uguali, che abbiano tutti lo stesso quoziente attentivo ed intellettivo. Insomma, la televisione non ha rispetto per l’individualità di ciascuno.
Per la televisione gli uomini sono come le melanzane che maturano tutte la stessa settimana.
La lettura dà messaggi a goccia, la televisione quasi sempre li dà a valanga in modo da non lasciare il tempo per assimilarli. E così, l’eccessiva stimolazione si trasforma in confusione.
La lettura stimola la fantasia, la televisione la sotterra.
Un esempio, se leggiamo: «Era una notte buia e tempestosa», ognuno immaginerà il temporale a modo suo; se lo vediamo in televisione (o al cinema) il pensiero viene come bloccato su quella determinata presentazione della perturbazione atmosferica: il temporale è così e basta!
Addio immaginazione, addio fantasia!
Conclusione: per non morire idioti, non ci resta che leggere più che guardare la televisione!
Anche lo scrittore Mario Rigoni Stern non aveva dubbi: «Ai giovani dico: spegnete la televisione e aprite un libro!».
Davvero, tra i vari “salvataggi” che qui proponiamo, il salvataggio della lettura dovrebbe occupare i primi posti! Già sentiamo nelle orecchie l’obiezione: «Non ho tempo!». Ebbene, la risposta più intelligente a tale ostacolo alla lettura ci viene da Ernesto Ferrero, ex Direttore del Salone del Libro di Torino.
Risposta tutta da sottolineare: «Quando sento dire “non ho tempo”, gli rispondo che Napoleone Bonaparte, uno degli uomini più indaffarati della Storia, tanto da dormire solo quattro ore, era un grande lettore.
Leggeva sempre, anche durante le campagne militari più impegnative.
Addirittura riusciva a leggere romanzi per signore.
Si occupava persino delle letture dei suoi dipendenti, e quando sentiva che i suoi valletti leggevano male, prendeva i loro libri e li gettava dalla finestra.
Per cui, se leggeva Napoleone, tutti possono trovare il tempo per leggere.
In realtà per molte persone e anche per molti professionisti e rappresentanti dell’industria, il libro è un “di più”, una specie di evento marginale di cui si può fare a meno.
Non capiscono che il libro è il propellente di tutto e anche l’occasione per essere uomini migliori e professionisti migliori».
D’accordo al 100% con il Direttore del Salone del Libro di Torino. Così d’accordo che ci sentiamo giustificati a sostenere che gli uomini si possono dividere in tante categorie: ricchi e poveri, forti e deboli, solari e tenebrosi, coraggiosi e friabili.
Tante categorie, ma la più decisiva resta quella tra uomini che non leggono e uomini che leggono.
I primi si dilatano, i secondi si innalzano. I primi camminano, i secondi volano.
I primi lasciano che le cose accadano, i secondi le fanno accadere.
Il messaggio è chiarissimo: saranno i lettori a pulire questo mondo di plastica.
Non salvare la lettura è ferirci a morte.
L’INIZIO DELL’EPOCA MODERNA
Oggi alcuni studiosi propongono di datare l’inizio dell’Epoca Moderna non già dalla scoperta dell’America (1492) da parte di Cristoforo Colombo, ma dall’invenzione dei caratteri mobili di stampa del tipografo tedesco Johannes Gutenberg e precisamente dalla prima importante opera da lui stampata: la Bibbia in foglio (1455).
Data storica perché da essa i libri hanno potuto moltiplicarsi, diffondersi e cambiare dal di “dentro” miliardi di uomini. Sì, perché dalla lettura nessuno esce indenne!
CURARSI CON IL LIBRO
«Da alcuni anni la cosiddetta “biblioterapia” occupa un legittimo posto nel trattamento delle neurosi: ai pazienti, infatti, di volta in volta, viene consigliata la lettura di libri particolarmente indicati. Il libro giusto al momento giusto ha evitato il suicidio di molte persone e noi psichiatri lo sappiamo molto bene. Il libro, infatti, offre un autentico aiuto per vivere e per morire» (Viktor Frankl, psichiatra).
















