LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Ripartire dai desideri

È il tuo biglietto per le stelle / quello lì davanti a te; / ne vedrai di belle, / ma resta speciale, / non ti buttare via!

Achi non è mai capitato di vivere un periodo di apatia e scoraggiamento? Una fase della vita in cui i rimpianti e la delusione sembrano prendere il sopravvento e, per quanto ci sforziamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, finiamo inesorabilmente con il ricadere nello sconforto più nero e con il farci sopraffare da un senso di insoddisfazione al quale non riusciamo neppure a dare un nome e una ragione?

Che sia la conseguenza di un fallimento sentimentale, di una difficoltà nel lavoro, di un cambiamento al quale non eravamo preparati o, più semplicemente, di un momento di crisi personale che ci spinge a rimettere in discussione tutti i nostri punti fermi e a rivedere l’ordine delle nostre priorità, ci troviamo a fare i conti con la mancanza di stimoli e motivazioni, con una sensazione non ben definita di abulia, un misto di impotenza e frustrazione che ci inchioda alla nostra condizione e stronca sul nascere ogni proposito di risalita.

Una condizione, questa, che, sebbene di per sé non abbia età, in questo particolare momento storico segnato da una precarietà strutturale e dallo sgretolarsi dei valori e dello stesso orizzonte di senso fatti propri dalle generazioni precedenti, sembra riguardare soprattutto tanti giovani adulti, alle prese con la difficoltà di individuare nuovi obiettivi e strategie su cui far leva per restituire slancio alla propria esistenza.

Cosa fare, allora, per tirarsi fuori dal circolo vizioso dell’avvilimento e dell’autocommiserazione, senza cedere alla tentazione di sentirsi sconfitti in partenza e lasciarsi andare ad atteggiamenti rinunciatari?

Di sicuro, non si tratta di un’impresa semplice, così come sarebbe illusorio credere di poter ricorrere a soluzioni preconfezionate e a buon mercato in grado di offrire garanzie certe di successo. Tocca ad ognuno chiamare a raccolta le proprie energie e risorse interiori per «prendere in mano la propria vita e farne un capolavoro», come amava ripetere Giovanni Paolo II rivolgendosi in modo privilegiato proprio ai giovani. Spetta a ciascuno il difficile compito di cimentarsi nel comporre musica e parole originali per scrivere la propria canzone!

Certo, non è facile trovare la giusta ispirazione di fronte al foglio bianco, e talvolta un po’ stropicciato, della propria vita. Un suggerimento utile allo scopo può essere, allora, quello di partire – o meglio ri-partire – dai desideri. Come ci rammenta la stessa etimologia del termine, la dimensione del desiderio allude, infatti, alla capacità di avvertire la “mancanza delle stelle” (in latino, sidera), una nostalgia ineffabile ma acuta e, a tratti, lacerante che ci aiuta a mettere a fuoco quello che manca nella nostra esistenza quotidiana, ciò di cui abbiamo bisogno e che può renderci felici, spronandoci a scrollarci di dosso ogni inerzia e titubanza per assecondare le nostre aspirazioni più profonde e tendere a qualcosa di più.

Anche a costo di rischiare qualche ferita e bruciatura. Anche al prezzo di “cambiare pelle” per poter riportare alla luce quel diamante grezzo che si cela in ognuno di noi, ma che talvolta è troppo offuscato dalle delusioni, dalla tristezza e dalla rassegnazione per riuscire a manifestare appieno la sua brillantezza.

Forse può essere questa – insieme a un duro e giornaliero “allenamento a tollerare i fallimenti” – la via maestra per riattivare in noi la voglia di camminare, per restituire motivazioni e dinamismo alla nostra esistenza, per riuscire ad operare una “salutare rivoluzione” nella nostra grigia quotidianità, nella consapevolezza che la nostra vita è troppo preziosa per sprecarla o buttarla via prima ancora che entri nel vivo la partita che ciascuno di noi è chiamato a giocare in prima persona.          

 

È un secolo che piove

in questo buco di città,

gonfia di rimpianti

e di arroganza stupida.

Anche tu in ostaggio

di una lunga redenzione,

ti offro il mio coraggio,

ma questo viaggio tocca a te…

È un biglietto per le stelle

quello lì davanti a te;

cambierai la pelle,

ma resta speciale,

non ti buttare via!

In questo inferno

di ombre piatte,

in questo vecchio luna park,

resta ribelle, non ti buttare via…

Prendi una chitarra e

qualche dose di follia,

come una mitraglia

sputa fuoco e poesia.

L’arma è a doppio taglio,

ti potrai ferire un po’,

non avrai un appiglio,

ma stai sveglio, tocca a te!

È il tuo biglietto per le stelle

quello lì davanti a te;

ne vedrai di belle,

ma resta speciale,

non ti buttare via!

Avrai clessidre senza sabbia

e reti per le acrobazie,

resta ribelle,

non ti buttare via!

Volerai lontano, lontano…

Tutto è in movimento,

tra pause e mutamento,

crisi e rivoluzione:

sarà la tua canzone,

la tua canzone…

(Negrita, La tua canzone, 2013)

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