LE CASE DI DON BOSCO

La Comunità

I Salesiani sono arrivati cento anni fa e hanno lasciato un segno profondo nella città. «Qui mi hanno trattato come un principe» esclamò don Bosco dopo la visita a Rimini. Qui trovò benefattori, tanta gente affezionata, i Salesiani fondarono una scuola, oggi Casa per ferie, una parrocchia e un oratorio, in cui crebbe il beato Alberto Marvelli.

Ciao ma’, a vag di Salisièn”, ciao mamma vado dai Salesiani, diceva il bambino che scappava da casa appena poteva per andare all’Oratorio, quello di piazza Tripoli, per tanti anni il più grande di Rimini. Quello dove era cresciuto anche Alberto Marvelli, il Beato che ora dà nome alla piazza.

All’Oratorio certo si pregava; ma si giocava a calcio (sulla terra battuta, poi sul duro asfalto) e poi anche a basket, pallamano e pallavolo, nelle squadre dell’Osar, dell’Orsa e dell’Omar. C’erano il coro e la musica del grande organo, il teatro e il cinema e in estate i film si proiettavano all’aperto nell’Arena del Fanciullo. Tutti maschi, beninteso, int’l’Uratorie, perché le femmine stavano al di là del muro, dalle suore salesiane.

“Ho studiè di Salesièn”, ho studiato dai Salesiani: e poi c’era la scuola, che avrebbe anzi dovuto essere il cuore della parrocchia di Maria Ausiliatrice affidata appunto ai Salesiani, la cui prima missione era ed è l’educazione dei fanciulli.

Parrocchia che fu assunta dai sacerdoti di don Bosco nel 1919, insediandosi nella nuovissima chiesa consacrata 6 anni prima pur non ancora terminata.

La chiesa in realtà era stata affidata ai Salesiani già dal 1913 ma, a causa della guerra, avevano dovuto attendere. Era stato don Maccolini a sostenere l’arrivo dei Salesiani, anche per l’ammirazione suscitata in lui da don Bosco, che visitò Rimini nel maggio del 1882.

I lavori sarebbero andati avanti fino al 1941, come si legge sul segnavento del campanile. Ben presto fu attiva una casa per gli Orfani. Le Figlie di Maria Ausiliatrice giunsero nel 1923, occupando un’area adiacente con il loro grande edificio in via Tripoli. E poi fu aperta una scuola media tenuta dai sacerdoti-insegnanti, che sarà in seguito scuola d’arte, succursale (in affitto) di scuola pubblica e ora Casa per ferie.

La scuola salesiana aprì il 18 ottobre 1948, preside don Gualtiero Bondi. Non ebbe vita facile. Dopo una partenza ostacolata anche dal momento di contrapposizione ideologica del dopoguerra, il decollo avvenne nel 1953 con il riconoscimento legale dell’intero corso di studi da parte del ministero della pubblica istruzione. Nel 1958 la scuola aveva 200 iscritti e tanti all’incirca resteranno per quasi un decennio.

Ma già a metà degli anni ’60, al culmine delle attività – anche per ragioni demografiche: si era al picco della natalità in Italia, raggiunto nel 1964 – si mostravano i primi segni di crisi. E a soffrirne subito fu proprio la scuola, dove le iscrizioni subirono un declino inarrestabile: nell’anno scolastico 1970-71 erano rimasti solo 64 alunni e l’anno successivo risultò impossibile formare una nuova prima classe. La scuola salesiana chiuse e gli ambienti furono affittati alla scuola pubblica, come sede succur-sale della media n. 4 allora precariamente sistemata al Grattacielo.

A Rimini avvenne anche il miracolo richiesto nel processo di canonizzazione che fece salire agli altari don Bosco. La signora Anna Macolini, nel 1933, si era gravemente ammalata di una forma di flebite che i medici non riu-scivano in nessun modo a curare, e quando ormai sembrava che ogni speranza fosse perduta, dopo aver pregato e chiesto la grazia a don Bosco, guarì completamente in modo inspiegabile.

La Parrocchia e l’oratorio

La chiesa affidata ai Salesiani era inizialmente in una zona abitata da gente povera: soprattutto ortolani, contadini, operai. Ma erano gli anni del grande sviluppo balneare di Rimini, allora detta «l’Ostenda d’Italia». La fascia costiera vedeva l’edificazione di villini, di ville e di alberghi; ma il suo sviluppo non aveva mai considerato la necessità di un edificio per il servizio religioso. Solo nel 1910 la Curia diocesana riuscì a convincere la diffidente giunta comunale a destinare un lotto di terreno per la costruzione di una chiesa al mare.

Naturalmente la località per la nuova chiesa venne scelta con cura dai maggiorenti comunali: verso il mare, appunto come era stato richiesto e come era opportuno, ma il più lontano possibile dal centro balneare con il nuovissimo Grand Hotel, per non “turbare” la vita spensierata della colonia dei bagnanti, ormai cosmopolita e folta di ricchi vacanzieri.

Quello che allora era un piccolo “dispetto” si è tramutato in un grande vantaggio. Oggi la bellissima chiesa è un gentile invito spirituale per la folla di turisti che invade l’ambitissima spiaggia che si distende proprio davanti al suo portale.

«Pur in un posto di svago e divertimento la Chiesa sa creare al suo interno un’oasi di pace e amore. I padri salesiani sono attenti alle esigenze del popolo ed hanno una facilità di comunicazione rara al tempo d’oggi» testimonia un visitatore.

Con lo stesso spirito va apprezzata nel suo complesso tutta la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella cui atmosfera è bello immergersi sottraendosi al traffico della riviera e all’abbacinante sole estivo: per trovare penombre serene alternate a dolci zone chiare e colorate per le stupende vetrate in cui diventa facile riflettere e avvertire la protezione della Vergine «ausiliatrice», la cui immagine domina con naturalezza e autorevolezza la preghiera, senza dubbio favorita dallo spazio goticheggiante della chiesa.

L’oratorio salesiano di Rimini è un luogo importante di aggregazione giovanile. Molti riminesi hanno conosciuto i salesiani e don Bosco proprio frequentando l’oratorio che è stato un luogo indubbiamente ricco di proposte e di formazione umana e cristiana.

Qui il beato Alberto Marvelli è cresciuto come ragazzo e poi come animatore. In seguito alla ristrutturazione della canonica l’oratorio è stato completamente rinnovato nei suoi ambienti e spazi sportivi e si presenta moderno e attraente.

La casa per ferie

Rimini è una delle capitali del turismo internazionale. La comunità salesiana ha realizzato una speciale casa di ospitalità per le vacanze familiari con un taglio di forte spiritualità. Dal 2016 il precedente edificio scolastico, a causa della sospensione dell’attività, è stato trasformato in Casa per Ferie per l’accoglienza di gruppi e di famiglie. Tutta la struttura è stata rinnovata secondo gli ultimi dettami della logistica: camere a 2 o 4 letti per oltre 100 posti; un ampio salone per la ristorazione supportata da una cucina “casalinga e familiare” ambienti per riunioni e incontri. Il vicino cortile e i campi da gioco dell’oratorio e la chiesa di Maria Ausiliatrice completano l’offerta di un servizio ricreativo e religioso in stile salesiano. Una presenza salesiana riconosciuta e stimata per la molteplicità di servizi e proposte in sintonia con il territorio, fortemente marcato di identità turistica di accoglienza, nello stile ricettivo del clima familiare della Romagna.

Non è per nulla indifferente il fatto che qui risieda stabilmente una comunità religiosa, formata da cinque confratelli sacerdoti. Ecco dunque da dove proviene la grande possibilità di realizzare l’obiettivo proposto: nel contributo specifico di ciascuno di loro nell’offrire un accompagnamento spirituale (S. Messe, confessioni, preghiera, direzione spirituale), di accoglienza (attenzione alle esigenze di ciascuno, appoggio in caso di necessità), organizzativo (con animazioni, suggerimenti, proposte).

Per questo sono programmati tempi adeguati a Incontri, Ritiri ed Esercizi Spirituali, per giovani e adulti, da realizzarsi in autunno, inverno e primavera, con apertura a livello nazionale, guidati da persone competenti, capaci di fare assaporare le dolcezze della miniera spirituale che è appunto il beato Alberto Marvelli, miniera generosamente imbevuta dalla concretezza della spiritualità salesiana. 

Ulteriori informazioni:
www.salesianirimini.it

TRE DOMANDE AL DIRETTORE DON MAURO SORU

Qual è la sua soddisfazione più bella?

Aver potuto conoscere e lavorare in una casa in cui l’aspetto della santità salesiana, grazie alla figura di Alberto Marvelli, è alla base di tutta l’Opera.

Come sono i giovani riminesi oggi?

I giovani riminesi non sono molto diversi dagli altri giovani. Anche se qualche differenza spicca soprattutto quando a livello di incontri ispettoriali si condividono i cammini delle varie Case. I riminesi hanno un innato e forte spirito di accoglienza e l’aspetto religioso e di servizio più marcato.

Quali sono le preoccupazioni e i sogni?

I desideri e le prospettive sono diversi:

Valorizzare la figura di Alberto Marvelli: cominciando dal collocare in chiesa in modo “appariscente” la reliquia del Beato, per dare anche una forte valenza alla santità giovanile salesiana e riminese.

Sviluppare in modo più marcato una pastorale che valorizzi l’Opera Salesiana, soprattutto nei mesi estivi, con iniziative che coinvolgono i molti turisti che affollano Rimini.

Dare sempre più rilevanza all’Oratorio che, dopo aver rinnovato gli spazi, deve “decollare”.

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