LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
Questione di PUNTI DI VISTA
Quello che ti fa paura, alla fine, è sempre solo un punto di vista. E quando saremo in alto, mentre vedremo tutto, le macchine che si rincorrono, le persone che si camminano addosso, e sarà bello rendersi conto che siamo soltanto qui di passaggio e ha più senso fidarsi del vento.

È tutta una questione di punti di vista! Il modo in cui percepiamo la realtà che ci circonda, la prospettiva da cui osserviamo il mondo, ciò che ci stupisce e ciò che ci fa paura dipende dalle lenti che indossiamo in un dato momento della nostra vita, dalla particolare angolazione che – in maniera più o meno consapevole – scegliamo di adottare per guardare ciò che ci circonda. Talvolta si tratta di lenti temporanee la cui messa a fuoco è influenzata dal nostro stato d’animo, dalle emozioni che proviamo, dalle esperienze soggettive che ci ritroviamo a vivere e che, inevitabilmente, condizionano la nostra capacità di giudizio – o pre-giudizio – nei confronti degli eventi di cui siamo protagonisti. Ma spesso accade che queste lenti attraverso le quali filtriamo la nostra percezione del reale si cristallizzino come qualcosa di statico e permanente, al punto che ci convinciamo che esse rappresentino l’unica prospettiva possibile sul mondo, la sola modalità vera e legittima per interpretare le cose: il nostro punto di vista, che non ammette altre visioni alternative.
Diventiamo, così, schiavi di quelle lenti, quasi ci nascondiamo dietro di esse, e rinunciamo – un po’ per pigrizia, un po’ per paura – a sperimentare nuovi modi di guardarci intorno, ad adottare angoli visuali inediti che potrebbero magari regalarci panorami inaspettati e sconosciuti.
È, questa, una difficoltà che, pur essendo sempre in agguato, sembra acutizzarsi in corrispondenza di alcuni snodi decisivi del nostro percorso di vita, ad esempio nella delicata transizione verso l’adultità, quando – più che in altri momenti della nostra esistenza – sentiamo forte il bisogno di ancorarci a qualcosa di certo, di identificare dei punti di riferimento stabili e sicuri cui aggrapparci nel disorientamento generale che ogni cambiamento importante porta con sé. È allora che facciamo più fatica a sbarazzarci del nostro punto di vista soggettivo sul mondo che, per quanto ancora legato ad abitudini, atteggiamenti, aspirazioni e desideri appartenenti ad una fase ormai superata del nostro cammino di crescita, ci appare la sola via conosciuta per affrontare l’incertezza di una condizione che, mai come ora, si svela in tutta la sua complessità.
Cambiare prospettiva, infatti, non è mai semplice e comporta una capacità di relativizzazione e di decentramento del proprio sguardo sulla realtà tutt’altro che scontata.
Ma, talvolta, si rivela una scoperta preziosa che ci consegna la chiave d’accesso a un modo differente di interpretare le sfide quotidiane, le novità che ci fanno paura, le relazioni con gli altri, abbandonando quelle ferree convinzioni e quegli schemi mentali che troppo spesso ci trasciniamo dietro e che ci condannano a una visione stereotipata dei nostri limiti e delle nostre potenzialità.
Questo non significa che dobbiamo stravolgere completamente i nostri punti di riferimento, ma che possiamo provare a modificare abitudini e automatismi per cercare di guardare le cose sotto un’altra luce, con un paio di lenti diverse da quelle che indossiamo di solito, arrischiandoci a uscire da quel binario diritto e rettilineo sul quale a volte scegliamo di vivere – pur al prezzo della rinuncia a sperimentare nuove possibilità – per non perderci nel vuoto che vediamo intorno a noi. Una scommessa, questa, che può trovare preziose occasioni di arricchimento nel confronto reciproco con gli altri, nello sforzo di metterci nei loro panni e di osservare la realtà con i loro occhi, per imparare «un’altra visione del mondo, del tempo e dell’amore» e provare a stupirci delle infinite angolazioni e prospettive che ciò ci dischiude.
Costruirò il tuo letto in aria
per farti vedere le cose dall’alto,
quello che ti fa paura,
alla fine, è sempre solo
un punto di vista.
E quando saremo in alto,
mentre vedremo tutto,
le macchine che si rincorrono,
le persone che si camminano addosso,
e sarà bello rendersi conto
che siamo soltanto
qui di passaggio e ha più senso
fidarsi del vento.
Senti che bello
per una volta sentirsi un granello di sabbia
e non doversi più, più nascondere!
Io non voglio più, più nascondermi…
Vedi, io vivo come su un binario
e lo so che sembra una rinuncia,
ma è solo un modo per restare in piedi e
non perdermi nel vuoto.
È il giudizio del mio tribunale
che mi ammanetta e non mi fa rischiare,
la presunzione di essere arrivato
nel punto dove tutto è già fissato e stabilito.
Ma io non voglio più, più nascondermi!
Non dobbiamo più, più nasconderci!
Smontiamoci e facciamoci a pezzi,
scambiamoci gli occhi e scambiamoci i sensi,
scambiamoci ogni cosa che ci faccia stupire,
cambiamo angolazioni e modi di percepire:
qualsiasi cosa che ci faccia imparare
un’altra visione del mondo, del tempo e dell’amore…
(Emma Nolde feat. Niccolò Fabi, Punto di vista, 2024)
















