I FIORETTI DI DON BOSCO
B.F.
Quattro brutti ceffi e UN’AVE MARIA

Verso il 1847, un mattino don Bosco camminava fuori di Porta Nuova fra mucchi di rottami, fossi, terreni sterili, che poi scomparvero quando venne fabbricato il Borgo Nuovo. Ritornava dalla parrocchia della Crocetta. Ivi si incontrò con quattro giovani dai 22 ai 26 anni, dalle facce tutt’altro che piacevoli. Questi lo fermarono con finta affabilità e gli dissero: «Ascolti, di grazia, signor abate: costui dice che io ho torto ed io dico che ho ragione: decida dunque Lei chi ha torto e chi ha ragione». Don Bosco, dato uno sguardo attorno e non vedendo nessun altro in quel deserto, capì la minaccia di quella specie di agguato. Quindi si raccomandò a Dio, mentre or questo or quello, raccontando di strane fanfaluche, e senza mai esporre qual fosse la questione da giudicarsi, ripeteva insistendo: «Decida adunque chi ha ragione e chi ha torto».
Don Bosco, vedendo che cercavano solo un pretesto per attaccare briga, pensò a qualche astuzia per cavarsela liscia; e disse loro: «Sentano signori; qui su due piedi non posso decidere: andiamo tutti a prendere una tazza di caffè al San Carlo e colà io deciderò». Don Bosco pensava: se riesco ad entrare in Torino, non avrò più timore di nulla.
A quell’invito uno disse: «Lo paga Lei?»
«Certo che pago io, perché sono io che faccio l’invito».
«Bene, andiamo!» E si incamminarono verso le prime case della città, chiacchierando come se fossero vecchi amici. Giunti vicino alla chiesa di San Carlo, don Bosco prese a dire: «Sentano, signori: io promisi di pagar loro una tazza di caffè e sono di parola e la pago; ma io prete voglio pagarla da prete; entriamo perciò primi qui in chiesa a dire una sola Ave Maria».
«Ah cerca delle scuse Lei! per…»
«No, non cerco scuse; la pago, ma voglio prima che diciamo una sola Ave Maria».
«E poi tirerà fuori il rosario…»
«Ho detto una sola Ave Maria!»
«Va bene, andiamo».
Entrarono, s’inginocchiarono, e recitata quella preghiera, entrarono nel caffè e tutti bevettero la loro tazza arricchita di panna e cioccolata. Don Bosco pagò, e uscito dalla bottega fece loro un altro invito: «Giacché ebbi il piacere di far la conoscenza di loro signori, ora voglio che vengano a prendere un rinfresco in casa mia».
Accettarono e don Bosco li condusse in Valdocco, poi tranquillamente disse: «Mi dicano un po’ in confidenza: quanto tempo è che non vi confessate? E con la vita che fate, se la morte vi sorprendesse in questo stato, che ne sarebbe di voi?»
Si guardarono l’un l’altro in viso, e poi guardavano don Bosco che continuava sullo stesso tono. Uno di quelli finalmente esclamò: «Se trovassimo un prete come Lei, oh! sì che andremmo a confessarci, ma…»
«In quanto a questo io ci sono».
«Ma ora non siamo preparati».
«Ci penserò io a prepararvi».
E presone uno per mano, lo fece inginocchiare: «Non tante chiacchere cogli amici, e intanto voi tre preparatevi che io sono qui per tutti».
Così tre di loro si confessarono con sentimenti di vera compunzione, mentre il quarto non si piegò, dicendo che in quel momento non si sentiva disposto. Quando partirono promisero tutti e quattro a don Bosco che sarebbero ritornati a visitarlo. Un’Ave Maria recitata da don Bosco produceva sempre effetti sorprendenti.

















