La Buonanotte
B.F. Disegno di Fabrizio Zubani
«Per favore VIVI A LUNGO»
Mia madre ha 70 anni. Mi porge pere e mele, scusandosi e dicendo: “Non sono granché belle, ma sono davvero buone. Non sono trattate, sono del nostro giardino. Prendile, so che ti piacciono…”. E io le prendo. Prendo anche il formaggio, perché adoro il formaggio di mia madre. Me ne vado, salgo in macchina e parto. E di nuovo, sono via, sempre di corsa. Cambiando città e fusi orari. La vado a trovare quando posso, dopo tutti gli altri impegni – dopo il caffè con gli amici e una manicure al salone.
Le porto qualcosa di buono, chiedo velocemente come sta, cosa c’è di nuovo. Ascolto con impazienza (cosa mai potrebbe esserci di nuovo con lei e papà?), ignoro con superficialità i suoi piccoli problemi e preoccupazioni, e poi vado via di nuovo – di ritorno alla mia vita frenetica.
Mi dice sempre che non sono abbastanza coperta, ed è per questo che la tosse non mi passa. Dice che lavoro troppo, e che è ora di rallentare. Mi dà ragione sul fatto che la vita sia complicata, e che va bene se non riesco a visitarla spesso.
Eppure, viviamo a soli 20 chilometri di distanza. La chiamo regolarmente, ascoltando le sue storie dettagliate sul mercato, su sua sorella che fatica da sola in paese, su come quest’anno i pomodori non sono cresciuti, nemmeno quelli verdi – a causa della siccità. Mi racconta di come il nostro gatto sia stato morso dal cane del vicino…
Non è qualcosa che mi interessa davvero. Mi sembra che nella sua vita non succeda nulla di significativo. Mi infastidisco un po’ quando si lamenta dei suoi dolori, e la prego di andare dal medico. Ma lei liquida la questione. Cosa ne so io delle sue medicine? Non sono mica un medico.
Poi, all’improvviso, dice con tristezza: “Ma con chi altro mi lamento, se non con te?”
Rimango in silenzio, con il telefono in mano, rendendomi conto di quanto sono stata ingiusta. La sua voce, le sue parole, tutte le nostre infinite discussioni su chi ha ragione, le sue lamentele, le mie scuse – tutto questo è la nostra vita. La vita che sta accadendo qui e ora.
Mi alzo di scatto, salgo in macchina e vado da lei “senza preavviso”. Lei si affretta a prepararmi delle focacce fresche, papà mi offre un bicchiere del nostro vino fatto in casa. Non posso bere, sto guidando. Lui beve da solo, orgoglioso del suo vino. Ridiamo…
Mi avvolgo nel foulard di mia madre, fa fresco. Lei getta rapidamente altra legna nella stufa. E improvvisamente, mi sento di nuovo una bambina spensierata e felice. Tutto ha un sapore così buono. E caldo. Non ci sono problemi…
Mamma, mamma, per favore vivi a lungo, perché non so cosa significhi non sentire la tua voce, vivere senza la tua cucina e il calore della casa che crei. Non so che cosa significhi vivere senza di te.

















