COME DON BOSCO
PINO PELLEGRINO
PEDAGOGIA CONTROCORRENTE 8 - Il rilancio delle relazioni
Il clima culturale porta a riempire le case di cose, cose e ancora cose. I genitori controcorrente preferiscono riempirle di relazioni: sono convinti che la vera povertà non è la mancanza di cose, ma la mancanza di rapporti umani.
Oggi la vita è diventata uno shopping e il mondo un grande supermercato. Abbiamo “le cose alla gola” e non ci accorgiamo più delle persone. E piccoli e grandi soffrono della peggiore delle malattie: la solitudine. Ci sono almeno sei valori da ricuperare:
Rilanciamo il saluto
Il saluto è una piccola fiamma che accende una relazione. Il saluto rompe la solitudine: ecco perché ‘salutare’ non è solo un verbo, ma è anche un aggettivo: ‘salutare’ è ‘salutare’: fa bene!
Il saluto innalza l’altro da anonimo a prossimo. Sta qui il motivo per cui in un mondo nel quale il saluto sta scomparendo, vogliamo rilanciarlo. Un saluto sincero: Buongiorno! sia un vero Buongiorno! Un saluto spontaneo: chi saluta per primo ha sempre ragione. Un saluto largo che arriva a tutti, anche al nemico. Un saluto cordiale, caldo. Il saluto può rendere meno grigia una giornata intera! Il saluto non costa nulla, ma produce molto.
Mangiamo insieme
Oltre al saluto, anche i pasti, consumati insieme, sono un momento privilegiato per nutrire le relazioni. A tavola si è tutti ‘compagni’ (‘si mangia lo stesso pane’).
A tavola si è di fronte (non ‘contro’) l’uno all’altro; gli occhi si incontrano, si incrociano. Dai latini il pasto era chiamato ‘convivio’, parola che rimanda a vivere insieme. È appunto l’insieme che fa del pasto un momento forte di relazione.
‘Insieme’ e non ‘accanto’ come le sedie. I genitori controcorrente fanno di tutto per salvare l’insieme.
Per questo, nelle loro case, quando si mangia non si guarda la televisione; padre e madre non fanno ‘prediche’, né interrogatori di sesto grado sul come è andata la scuola; a tavola tutti possono parlare, anche il bambino della Scuola dell’Infanzia. Nessuno dice: «Qui comando io! Sta’ zitto! Tu non capisci niente…».
A tavola si ride; a tavola si ascolta: ascoltare è sempre comunicare al massimo grado.
I genitori contro corrente trasformano la tavola nella più simpatica scuola di relazioni umane.
Mettiamo in circolazione parole gentili
La parola è il ponte che maggiormente ci unisce. Finché si parla, il ponte regge; è quando non si parla più che il distacco è totale!
Forse non vi abbiamo mai pensato, eppure la parola è il più grande strumento di cui possa disporre la persona. Uno strumento così variegato, così duttile che può piegarsi ad ogni uso.
Vi sono parole che possono essere usate per accarezzare, altre per infangare; parole che risuscitano e parole che seppelliscono.
I genitori controcorrente sanno bene tutto ciò, per questo mettono in circolazione solo parole gentili, parole di seta, come queste: ‘Grazie!’. ‘Scusa’. ‘Per favore’. ‘Perdono’. ‘Arrivederci’.
Quando si dicono e si sentono parole gentili, avviene qualcosa di straordinario: le anime si abbracciano.
Difendiamo la domenica
Quando l’imperatore Costantino il 7 Marzo 321 stabiliva che il primo giorno della settimana (la domenica) doveva essere dedicato al riposo, emanava una legge decisamente terapeutica.
Non solo, ma una legge che presuppone un grande principio sapienziale: si lavora per vivere, non si vive per lavorare. In altri termini: il lavoro è un valore relativo, non assoluto.
Più in alto del lavoro stanno le relazioni umane. La domenica dovrebbe essere, appunto, il giorno privilegiato per entrare in rete con gli altri, a cominciare dai famigliari e parenti.
La scampagnata, la visita ai nonni, la partecipazione alla Messa, il pranzo consumato insieme, il gelato gustato in compagnia (alla domenica i compiti sono tassativamente proibiti!), la pizza gustata tutti insieme… Ecco altrettante straordinarie occasioni di relazioni umanizzanti!
Moltiplichiamo gli incontri
Oggi la tecnologia elettronica ci permette incontri che un tempo erano impensabili.
Pensiamo agli innumerevoli contatti che ci permette Internet. Tutto bene, però con un enorme limite: la vicinanza elettronica è puramente virtuale!
Dunque una vicinanza povera e fredda! Lo psicanalista Luigi Zoja ha intitolato un suo studio “Morte del prossimo”: morte della relazione orizzontale, da aggiungersi alla morte della relazione verticale con Dio. E così diventiamo sempre più soli. “Bisogna riprendere il coraggio di guardare i volti dei vicini per sentirsi circondati dagli altri e meno soli” esorta un altro studioso. Appunto ciò che cercano di fare i genitori controcorrente. Queste alcune loro strategie: tutte le volte che possono vanno a piedi: hanno la possibilità di incontrare più persone; invece di mandare un sms, vanno di persona dagli amici; organizzano feste condominiali, ‘rimpatriate’ dei compagni di scuola, incontri delle famiglie che hanno lo stesso cognome… Insomma i genitori controcorrente cercano la vicinanza fisica, sempre infinitamente più ricca di quella puramente virtuale.
È diventata famosa la battuta di un film: «Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico!».
Rifiutiamo l’aggressività verbale
Un tempo solo gli asini si parlavano tirandosi calci, oggi sta diventando costume comunicare a calci tra gli umani. L’aggressione verbale dilaga sempre più. Soprattutto i talk show televisivi hanno fatto scuola. Il loro stile aggressivo e feroce che non ascolta l’altro, ma lo aggredisce a base di urla e gestacci, sta contagiando tutti: basta un piccolo incidente stradale, basta uno sguardo di troppo, un sorriso ambiguo, per scatenare la rissa. Che dire, poi, di tanti incontri condominiali e di riunioni scolastiche che dopo pochi minuti di pace, subito si trasformano in guerra tra genitori ed insegnanti? L’urlo è elevato a prova della verità e l’arroganza prende il posto della vecchia saggia logica!
















