BS Luglio/Agosto
2023

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

PEDAGOGIA CONTROCORRENTE 7 - Compiti per le vacanze

I veri compiti delle vacanze sono piacevoli e necessari per crescere bene. Eccone alcuni.

Sono le cannonate più belle della Terra, quelle dei bambini e dei ragazzi sparati fuori dagli edifici scolastici quando cominciano le vacanze. Non deve essere un tempo vuoto, magari un po’ noioso, ma un tempo di deliziose scoperte. Per esempio:

L’entusiasmo

L’entusiasmo è il primo valore innestato sulla dimensione affettiva. Non è forse scontato che là dove non c’è vibratilità emotiva, manca l’humus per la nascita dell’entusiasmo? Aveva tutte le ragioni il filosofo e saggista statunitense R. Waldo Emerson a sostenere che «non si è mai fatto nulla di grande senza entusiasmo». La conoscenza è potere, ma è l’entusiasmo che fa scattare l’interruttore!

Tutto questo è la gioia di un’alta personalità raggiunta dall’entusiasmo. Se oggi troppo grigiore appesantisce il mondo, è perché continuiamo a dimenticarci che la vita non è una cerimonia, ma una fiamma.

La meraviglia

Anche questo è un valore che può nascere solo dalla dimensione emotiva la quale, ad un certo punto, si trasforma in “oh!” e si meraviglia. «Esisto per stupirmi!», con queste tre parole il noto scrittore tedesco Goethe sintetizzava il senso della sua vita. Il famoso scrittore aveva capito che lo stupore è un valore davvero particolare che non può mancare nell’Uomo riuscito. Goethe aveva tutte le ragioni. Lo stupore ingentilisce. Lo stupore è la porta del sapere. «Meravigliarsi di tutto è il primo passo verso la scoperta», diceva lo scienziato francese Louis Pasteur.

Lo stupore è giovinezza. «Forse oggi si nasce vecchi», notava, con finezza, lo scrittore Vittorio Rossi.

Perché vecchi? «Perché − rispondeva − fin da bambini si sta smarrendo la capacità di fare “oh!” con la bocca e con il cuore che scappano via come un uccello dalla gabbia». Insomma, senza stupore abbiamo una vita sciapa, vuota, vecchia fin dalla partenza.

L’immensità

«Spesso, la sera, in giardino, mio padre spiegava a noi bambini le stelle» racconta un professore dell’Università. «Nelle sue parole sentivo la sua meraviglia per la bellezza delle stelle e per la grandezza dell’universo. Non riuscivo a ricordarmi le singole costellazioni. Ma, ancora oggi, quando alzo lo sguardo al cielo notturno stellato, sono affascinato da quello che vedo. Grazie all’astronomia so quanto le stelle siano lontanissime dalla Terra e che possiamo vederne soltanto una piccola parte. Tanto maggiore è la mia reverenza di fronte al cielo stellato. Mi immagino quanto sia piccola la nostra Terra in confronto alle innumerevoli stelle che riusciamo a vedere e al numero ancora più grande di stelle che ci restano invisibili. Allora non sono colpito soltanto dalla bellezza, ma anche dalla grandezza del creato. E mi fermo. Allo stesso tempo lo sguardo rivolto al cielo stellato mi lega alle molte persone delle quali so che adesso, nel loro Paese, molto distanti da me, stanno osservando lo stesso cielo».

Nei mesi estivi incontriamo il sole, la luna, le stelle e i pianeti. Osservate il sole nelle sue diverse qualità, quando sorge la mattina e tramonta la sera. Il sorgere e il tramontare del sole sono spettacoli sublimi, sempre nuovi, che toccano profondamente il nostro cuore. Guardate la luna e le stelle e sentite il desiderio d’amore che affiora in voi. E ammirate il cielo stellato, guardate con stupore la grandezza di Dio che − ci dice la Genesi − ha adornato di stelle la volta celeste in modo così meraviglioso. Lo stupore non è soltanto l’inizio della riflessione e della filosofia. È anche una via di devozione e una via verso Dio.

L’amicizia

L’Estate è il tempo delle amicizie. I filosofi greci affermano che soltanto chi è buono può essere un vero amico. Altrimenti ci sono soltanto complici, ma non veri amici. Un amico è qualcuno che ascolta la melodia del tuo cuore e che la ricanta quando l’hai dimenticata.

Ma le vere amicizie si conquistano e l’unica strategia sicura è diventare amabili. Lo si può fare con una qualità unica che si chiama tenerezza.

È il valore più umano del quale siamo debitori alla nostra dimensione affettiva. La tenerezza dà fascino alla personalità. Chi è impregnato di tenerezza lascia il cellulare e passa alla stretta di mano, chiama per nome, ascolta senza guardare l’orologio, risponde con un sorriso, non alza la voce, sta “insieme” agli altri non solo “accanto”.

Un bosco

«Anch’io vado volentieri a passeggiare nel bosco» racconta Anselm Grün. «Riesco allora a farne l’esperienza con tutti i sensi. Lo annuso e sento profumi molto diversi. Un bosco di conifere ha un odore diverso dal bosco di latifoglie, oppure dai cespugli carichi di bacche e dalle radure cosparse di fiori. Osservo gli alberi, vedo come le chiome si cullano al vento, ammiro la luce che cade dall’alto attraverso gli alberi. Mi sento al sicuro in un mistero.

Mi fermo, osservo singoli alberi, quanto siano cresciuti oppure come le loro radici formino figure insolite. In tutto quello che vedo riconosco un simbolo di me stesso: come gli alberi, ho delle radici. E spero che le mie radici vadano più in profondità di quello che vedo superficialmente; che, in fondo, siano ben piantate in Dio. Attraverso il bosco e mi sento al sicuro in esso, avvolto dalla vitalità, dall’amore e da un mistero che è più grande di me stesso.

Di tanto in tanto le folte chiome degli alberi mi sembrano un tetto protettivo. E assaporo soprattutto la tranquillità. Il bosco è un simbolo del senso di protezione. Da sempre, però, è anche misterioso. Per l’interpretazione dei sogni il bosco rappresenta l’inconscio. Il bosco ci conduce in profondità nel mondo inconscio della nostra anima. Nel bosco − ci raccontano le fiabe − abitano fate malvagie, ma anche spiriti buoni. Gli animali ci vengono in aiuto. Da sempre l’essere umano ha vissuto il bosco come qualcosa di numinoso.

Gli indios peruviani sono convinti che l’amore di Dio si irradia su noi per mezzo di un albero. Se a volte mi fermo volutamente davanti a un albero e me lo immagino, mi sento davvero amato. Sento di far parte della natura. Non sono sotto pressione. Non vengo giudicato».

Serve un grande silenzio per sentire il canto del mondo. Anche la natura che tace canta la bellezza del mondo.   

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