BS Luglio/Agosto
2022

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

P.M.

Padre Mario Pani Mulas

Secondo le persone del quartiere La Floresta, nei primi anni ’70 arrivò a Montero un ‘prete’ che rivoluzionò uno dei quartieri più popolosi e umili di Montero, in Bolivia.

“È arrivato al momento giusto. Dio ce lo ha mandato” dicevano gli abitanti del quartiere che divennero fedeli frequentatori delle messe di quel giovane prete straniero, con un castigliano strano, amichevole e simpatico, che aveva permesso a loro di non dover più andare a piedi o in mototaxi per partecipare all’Eucaristia mattutina presso la chiesa nella piazza principale, che distava una ventina di isolati.

Quel prete è andato in Paradiso l’11 luglio 2020 all’età di 93 anni. È stato uno dei personaggi più amati di Montero: si chiamava Mario Pani Mulas, sacerdote salesiano, che ha dedicato cinque decenni della sua vita al servizio di quella che oggi è una delle zone più popolate del capoluogo settentrionale. La sua partenza per il Cielo ha provocato profondo dolore negli abitanti di quella città e soprattutto negli abitanti di La Floresta, dove fu costruita la parrocchia di San José Obrero, con una capienza di 900 persone, una delle grandi opere che questo religioso italiano realizzò durante la sua vita.

Padre Pani, nato a Tortolì, in Sardegna, dopo la formazione salesiana, arrivò in Bolivia, appena ordinato sacerdote, nel 1953, ma pochi anni prima era stato in questa terra benedetta come chierico. Il suo primo lavoro è stato il seminario di San Luis di Cochabamba. Nel 1958 fu mandato all’aspirantato salesiano, noto come Istituto Domenico Savio di Calacoto, alla periferia di La Paz, dove è stato direttore per 8 anni.

Nel 1971 è venuto a Montero (regione di Santa Cruz, zona tropicale) dove da qualche anno i salesiani si erano presi carico della scuola agricola detta “Muyurina”, con l’incarico di insegnante di inglese e matematica, educatore, con spirito salesiano di tanti allievi che, ancor oggi, lo ricordano e lo ringraziano. La scuola agricola, con tutti i campi e le strutture connesse, si trova a un km da Montero.

In quegli anni, padre Mario incominciò ad interessarsi del quartiere periferico di Montero, più vicino alla scuola, forse il più povero, detto “la Floresta (perché c’erano ancora molti alberi, oggi non più), con la collaborazione delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice. Abbondavano miseria, case–baracche, malattie, parecchi bambini presentavano segni di denutrizione. Famiglie povere materialmente e spiritualmente…

Di quel quartiere, il padre Mario ha fatto la sua missione, realizzando varie opere che hanno contribuito allo sviluppo del quartiere ed alla crescita di Montero. La messa, celebrata alla sera della domenica in un piccolo ambiente, è stato il primo punto di incontro con gli abitanti della zona. Con la gente di buona volontà di quella zona, cercò di sviluppare il senso della solidarietà e cooperazione nel quartiere. Da queste iniziative sono poi partite le varie opere a cui il Padre ha messo mano.

Fu deciso di creare la cooperativa edilizia “La Floresta”, con la finalità di dare una casa di mattoni a chi viveva in baracca.

La salute era un’altra questione in sospeso. Fu così costruito un moderno edificio a due piani con uffici, laboratori, farmacia. Nel 1982 il padre, cercando aiuti da tutte le parti, costruì la Scuola materna “Santa Maria Mazzarello”. Ottenne poi dalla comunità salesiana della vicina scuola agricola “Muyurina” (dove lui continuava ad essere educatore ed insegnante) la cessione di alcuni vecchi magazzini. Con l’aiuto di benefattori, questi furono adattati, (due ogni anno per 5 anni consecutivi), per realizzare la scuola elementare “Santa Maria Mazzarello”. A fine anni ’80 il ciclo di insegnamento fu completato con la costruzione anche della scuola media.

Circa dieci anni fa, la crescita della popolazione in un momento di recessione, ha fatto aumentare i bambini denutriti. Venivano a scuola con segni evidenti di fame. Allora il Padre ha fatto costruire con la cooperazione di vari benefattori, un refettorio per dare da mangiare ai bambini. Agli stessi venivano assicurate le cure dentistiche e mediche, ad alcuni il doposcuola. Per le mamme di quei bambini sono stati istituiti dei corsi di economia domestica, gestione e conduzione familiare, piccole attività imprenditoriali ecc. Un anno dopo circa è stato costrui­to un altro refettorio, che porta il nome di Madre Teresa di Calcutta, costruito in una zona periferica della parrocchia, dove stanno sorgendo nuovi quartieri abitati da gente poverissima. L’ultima opera di padre Pani è il centro per anziani La Floresta, iniziato 5 anni fa. Vi si riuniscono anziani del quartiere e della città con due o più incontri settimanali. Lì trovano dei volontari che organizzano per loro il tempo che passano in compagnia. Gli anziani vengono poi seguiti anche a domicilio dove ci sia la necessità.

Il padre Pani ha ricevuto più volte riconoscimenti pubblici. Le autorità municipali lo hanno definito “figlio prediletto Montero”. Due anni fa in occasione della festa del dipartimento di Santa Cruz – (una regione grande come tutta l’Italia, prima per potenziale economico agrario ed industriale nella Nazione) – è stata conferita al padre Mario Pani “La Croce d’oro”: il più alto riconoscimento assegnato dal governo del Dipartimento di Santa Cruz.

Padre Pani dice semplicemente: “Io non ho fatto niente, sono testimone di ciò che Dio ha fatto per tutti noi.”

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