LA NOSTRA FAMIGLIA
Paola Cuccioli
NIZZA MONFERRATO
Visita alla Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
“Siamo tanto contente di questo cambiamento da Mornese a Nizza. Dunque, mie buone Sorelle, quando desiderate di venire a farmi una visita, non andate più a Mornese, ma qui a Nizza”, così scrive nel 1879 Maria Domenica Mazzarello, la cofondatrice con don Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alle suore missionarie, partite un paio d’anni prima per la lontanissima America. Pochi mesi dopo, nell’aprile del 1881, la Casa di Mornese sarà definitivamente chiusa e venduta perché troppo lontana dalla ferrovia e da centri idonei allo sviluppo del collegio per le studentesse e per le numerose vocazioni.
Quale tipo di casa si delinea a Nizza Monferrato per il giovane Istituto? Che cosa visitare oggi?
Nel 1877, in una delle sue visite a Nizza Monferrato, don Bosco viene sollecitato ad acquistare l’ormai ex convento e chiesa appartenuta ai frati francescani. Soppresse le congregazioni religiose ritenute “inutili”, i loro beni sono incamerati dallo Stato e rivenduti. Passano di mano in mano fino ad una società enologica di Savigliano, che trasforma la chiesa in cantina. Inorridito per tale scempio, don Bosco, al fallimento della ditta, decide di riaprire al culto il luogo sacro e di trasferire le fma nei vicini locali che farà ristrutturare.
All’arrivo delle prime suore a Nizza nel 1878 vi sono solo 2 edifici: la chiesa, dedicata a Nostra Signora delle Grazie, e l’ex convento, circondati da terreni coltivabili e una collina con vigna. Nel tempo, aumentando le ragazze che frequentavano la scuola, l’oratorio e il laboratorio, e crescendo le vocazioni la casa deve diventare idonea e pronta ad aprire le porte alle continue e nuove richieste educative.
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Il cortile don Bosco
Il cortile, luogo educativo per eccellenza, diventa vivace e chiassoso durante i giochi e le ricreazioni, per farsi quasi cattedrale, durante i momenti di preghiera e le giornate di ritiro. Ad esso si affacciano gli edifici più antichi della casa, la scuola e i corsi professionali. Da qui si scorge la finestrella di Madre Mazzarello, dalla quale, affacciandosi, scorge le ragazze giocare in cortile. La Madonna, posta in cima al campanile, ci porta alla memoria l’ultima visita di don Bosco nel 1885, in cui incoraggia e sollecita le suore ad avere confidenza in Maria, perché “la Madonna è veramente qui, qui in mezzo di voi! La Madonna passeggia in questa casa e la copre con il suo manto”. La presenza di Maria non è solo un ricordo del passato, ma è un’esperienza viva e tangibile ancora oggi. Molte persone qui si sentono circondate dal suo abbraccio materno e dalla sua concreta protezione.
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Il santuario dei frati francescani
La Chiesa è la parte più antica della struttura. Un sito mariano, precedente alla costruzione del santuario, sembra risalire addirittura al 1200. L’amore per Maria è talmente forte che ancora oggi i nicesi chiamano questo luogo “la Madonna”. Si viene a pregare, a studiare, a giocare, ad allenarsi, a suonare alla “Madonna”.
Numerosi sono gli avvenimenti della storia dell’istituto che si realizzano nel santuario: dalla rielezione di Madre Mazzarello e della sua prima successora, alla consegna delle Costituzioni a stampa da parte di don Bosco, dal primo capitolo generale alla professione di tantissime consorelle, tra cui suor Teresa Valsè Pantellini, oggi venerabile e alla partenza di tante missionarie…
Ma sono avvenuti anche miracoli e fenomeni mistici che attestano la santità, non solo di don Bosco, ma di tante “sante della porta accanto”. Qui don Bosco, infatti, presta la sua voce a Natalino, un ragazzo dell’Oratorio molto intonato, che a causa di una raucedine, è impossibilitato di cantare… Famoso è anche l’episodio di madre Clelia Genghini, segretaria generale e archivista dell’Istituto: un pomeriggio si avvicina alla porta del Tabernacolo e, dopo aver bussato per chiedere una “parola che rassicuri il cuore”, si sente rispondere per due volte da una voce chiara e limpida: “Vivi il momento presente e vivilo in amore!”.
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Sacro Cuore
La chiesa è voluta da madre Elisa Roncallo, Consigliera generale, agli inizi del ’900 per le ragazze esterne (exallieve, oratoriane e studentesse). Le ragazze interne, infatti, pregano nel santuario, mentre le altre si devono accontentare del laboratorio. La proposta viene accettata con entusiasmo. Unica perplessità la raccolta dei soldi necessari. Madre Elisa è molto inserita nel territorio nicese, non solo nella scuola, nell’oratorio e tra le exallieve dell’istituto, ma collabora fattivamente anche con le istituzioni, in particolar modo con il sindaco, Filippo Fabiani, per le persone che si trovano in ristrettezze economiche, sociali e culturali. Nella chiesa c’è anche una cappella, dedicata a Nostra Signora delle Grazie, con un bellissimo e dolcissimo quadro che ritrae la Madonna con il Bambino che dorme tra le sue braccia, del pittore Enrico Reffo.
Oggi l’ambiente ha perso la sua caratteristica specifica di chiesa, ma si continua a pregare presso le tombe di suor Teresa Valsè Pantellini e di madre Elisa Roncallo, qui sepolte. È diventato anche luogo di memoria: in esso spesso si allestiscono mostre sulla vita dell’Istituto o su singole fma.
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Scuola e l’oratorio
Le prime opere delle fma al loro arrivo a Nizza sono l’Oratorio festivo e il Laboratorio, subito frequentati da ragazze entusiaste, tra cui sorgono vocazioni religiose. Si istituiscono numerosi corsi di scuola, ma la “Madonna” è famosa per la formazione di maestre dell’infanzia e della scuola elementare. Oltre alle materie di studio le alunne possono maturare le proprie predisposizioni artistiche: musica, belle arti, filodrammatica… Non mancano certo le animate ricreazioni in cui dare libero sfogo alla rumorosa vivacità. Nel 1900 la scuola, grazie al lavoro del salesiano don Francesco Cerruti e di madre Emilia Mosca, ottiene il “pareggiamento”. Bisogna allora preparare insegnati laureate. In un tempo in cui la presenza delle donne alle Università è rara, l’Istituto vi iscrive alcune suore. Qualcuna tra esse ha l’onore di avere come insegnanti Luigi Capuana e Luigi Pirandello.
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Il piano delle Madri e la Cameretta di Madre Mazzarello
Nell’ex convento dei frati francescani, al primo piano, risiedono le Madri del Consiglio generale delle fma. Ancora oggi sulle porte si leggono i nomi delle superiore che qui hanno abitato fino al 1929. In fondo al corridoio c’è la reliquia, forse più preziosa: la cameretta di Madre Mazzarello. Qui ha risieduto dal suo arrivo a Nizza Monferrato, il 4 febbraio 1879, fino alla sua morte, il 14 maggio 1881. In questa cameretta, sullo scrittoio, ha scritto la maggior parte delle sue lettere. Lei, semi analfabeta, impara a scrivere da adulta anche per raggiungere le suore lontane, partite missionarie oltre oceano. Qui si conserva anche una sua reliquia e il quadro più antico che, a detta delle prime fma, è il più somigliante alla santa.
Il piano è attualmente la sede dell’Archivio storico delle fma del Piemonte, qui è raccolta la preziosissima memoria storica: attraverso documenti, diapositive, dischi in vinile, filmine, bauli misteriosi… si può scoprire come le fma si siano formate e come abbiano educato giovani generazioni.
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La vigna
Uscendo dal corridoio della Madri, ci si affaccia sulla vigna, un tempo coltivata a buonissimo vino moscato. Oggi si può ammirare la prima statua di Maria Ausiliatrice donata da don Bosco alle fma a Mornese, che dall’alto protegge la casa e la città di Nizza Monferrato. Da qui infatti si può godere un bellissimo spettacolo collinare. Si identificano la torre civica della città e i campanili delle chiese. Tra i suoi vialetti si può passeggiare e pregare, per rinfrancare corpo e spirito.
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L’osservatorio meteorologico
Con le suore a Nizza Monferrato arrivano anche i salesiani, che oltre ad occuparsi dell’aspetto religioso, spesso insegnano, soprattutto materie scientifiche. Don Clemente Bretto desidera far costruire un osservatorio meteorologico nell’antico campanile della chiesa quale utile complemento agli studi delle ragazze. Iniziato nel 1891, nel giro di un anno non solo è pienamente funzionante, ma è munito di strumenti all’avanguardia, tanto da ricevere pochi anni dopo un “attestato di benemerenza” dalla Società meteorologica italiana. I dati raccolti vengono spediti periodicamente, fino agli anni ’70, al “Regio ufficio centrale di Meteorologia e Geofisica” di Roma e al “Regio Ufficio Idrografico del Po” di Torino.
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La sala della memoria
Custode di oggetti e cimeli, la sala della memoria racconta attraverso numerosi e preziosi oggetti la vita quotidiana delle fma e delle ragazze: dalla statua dell’Immacolata segno della gratitudine delle ragazze, che con piccole e grandi rinunce, hanno fatto arrivare direttamente dalla Francia, anche con il generoso aiuto di don Cagliero; al fucile da caccia del cugino di Madre Mazzarello, ex voto, per essere uscito incolume da un brutto incidente di caccia; alle marionette manovrate dalle suore per allietare i pomeriggi delle ragazze.
Casa-madre va visitata, scoperta e ammirata come luogo di storia, di preghiera, di memoria, d’istruzione e di divertimento, per toccare con mano che ogni spiritualità si intreccia con la storia di un’epoca…
















