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Jean-François Meurs
NIZZA, la prima
150 anni fa, Giovanni Bosco fondò la sua prima opera fuori dall’Italia e fu proprio a Nizza, in Francia.
Don Bosco prese molto a cuore la fondazione della casa di Nizza, attribuendovi una particolare importanza. Aveva già fondato una serie di opere in Italia, ma questa volta si trattava di un Paese straniero… Non così straniero, a dire il vero, dato che Nizza Marittima era diventata francese solo da una quindicina d’anni, regalo del Primo Ministro Cavour a Napoleone III per ringraziarlo del suo aiuto contro l’Austria.
Ma perché don Bosco teneva tanto a fondare a Nizza un’opera in cui mettere in pratica le sue idee e la sua pedagogia? La Francia godeva di grande prestigio in Italia. Rappresentava la cultura universale per un’Europa ancora fortemente frammentata e lui, che aveva letto molto, voleva far amare la cultura ai giovani. Nizza, città dove si parlava francese e italiano, gli sembrava favorevole per i suoi salesiani che non conoscevano la lingua. Era stato chiamato dai responsabili della Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli e il 9 novembre 1875, quattro salesiani arrivavano a Nizza e s’insediavano in un’antica filanda in via Victor.
Don Bosco fondava la sua legittimità sul fatto che i salesiani si erano recati in Francia su richiesta dei francesi, per occuparsi dei giovani abbandonati.
Solo allora don Bosco entrò in scena, in modo deciso, nel dicembre del 1874. E lui si era già avvicinato a Nizza attraverso diverse fondazioni sulla costa ligure, come quella di Sampierdarena. L’avvocato Michel, presidente della San Vincenzo de’ Paoli, gli fece però notare che per la nuova impresa le casse erano quasi vuote, ma da don Bosco ebbe questa sonora risposta: “Nelle opere di Dio bisogna solo guardare se sono necessarie o no. Se non sono necessarie, non bisogna occuparsene; ma se sono necessarie, bisogna farle senza paura, i mezzi materiali sono l’eccedenza che Dio ha promesso, e Lui mantiene le promesse”.
Una vecchia filanda
I primi salesiani arrivati a Nizza nel novembre del 1875 si stabilirono in un’antica filanda e il 28 novembre monsignor Sola vi celebrò una messa d’inaugurazione. Don Bosco non c’era: lasciava che a prendere la scena fossero il presule e i francesi.
I locali della filanda si rivelarono presto nettamente insufficienti. Don Bosco, pur senza un soldo, si impegnò audacemente nell’acquisto della Villa Gauthier, che offriva spazio per le macchine degli apprendisti e un giardino dove i ragazzi potevano muoversi: subito arrivarono dei benefattori che gli portarono la somma richiesta, e il patronato investì nella villa nel 1876. Da lì in avanti la storia salesiana a Nizza e in Francia prese il via.
Prima di concludere, un’ultima nota: a ulteriore riprova dell’importanza data da don Bosco a questa fondazione di Nizza fu la scelta come Direttore della comunità e dell’opera di don Giuseppe Ronchail, uno dei suoi giovani più importanti, nel quale intravedeva un religioso solido e in gamba. Veniva dalla valle di Laux-Sestrière, dove si parlava francese.

















