BS Maggio
2024

LE CASE DI DON BOSCO

Marco Sanavio

MESTRE
Con vista sul futuro

«Ci siamo sempre occupati della crescita umana e cristiana dei nostri studenti e la soddisfazione più grande è vederli crescere, progredire e, qualche volta, tornare per raccontarci con riconoscenza la loro esperienza di vita e di realizzazione personale».

Immersa nel verde della zona “Gazzera” la Casa salesiana di Mestre ha avuto negli ultimi quattro anni un’importante evoluzione che ha portato al passaggio da tre a una sola comunità che coordina e gestisce cinque settori principali: la Scuola di formazione professionale (indirizzo grafico, meccanico ed elettrico), l’Istituto tecnico tecnologico (indirizzo grafico-comunicazione e meccatronico) l’Istituto universitario salesiano di Venezia IUSVE, aggregato all’UPS (Pedagogia, Psicologia, Comunicazione ed educazione, oltre a numerosi diplomi/master e corsi di alta formazione), l’Istituto superiore internazionale salesiano di ricerca educativa (ISRE) e l’ospitalità. L’Opera di Salesiani Don Bosco Mestre ha al suo interno anche la Formazione continua superiore e un Istituto tecnico superiore Digital academy con indirizzi meccatronico e digital, gestito in collaborazione con due fondazioni. «Il complesso percorso evolutivo che ha visto trasformarsi la nostra Casa – spiega don Silvio Zanchetta, direttore di Salesiani Don Bosco Mestre – è stato reso possibile dalla disponibilità di personale e collaboratori e ha consentito di offrire risorse potenziate e servizi migliori per gli studenti. La presenza di tanti giovani nelle nostre strutture ci offre l’occasione di sperimentare una presenza ecclesiale di frontiera che, attraverso l’opera di un nucleo animatore composto da credenti e collaboratori appassionati che impostano la formazione in modo coerente con il Vangelo, rende chiara testimonianza rimanendo disponibile all’accoglienza di tutti, qualsiasi sia il loro grado di appartenenza alla comunità cristiana».

L’ISSM

Un percorso pastorale, quello proposto da Salesiani Don Bosco Mestre, che necessita di ampi spazi di relazione, come il rinnovato giardino che unisce il polo universitario con gli istituti superiori offrendo occasioni di studio e incontro immerse nel verde e un padiglione coperto, ecosostenibile e tecnologicamente avanzato. «In questi anni abbiamo rinnovato molti ambienti della Casa per tornare a vivere insieme ai giovani la nostra vita religiosa e i momenti quotidiani – riferisce don Filippo Spinazzè, animatore pastorale della scuola secondaria – dedicandoci alla formazione ma, soprattutto, alla relazione che diventa occasione di crescita umana e spirituale. Cerchiamo di intessere legami umani che abbiano una tonalità vocazionale, per fare in modo che sempre più giovani possano respirare il carisma salesiano anche nella sua dimensione laicale. Nel nostro accompagnare i giovani ci aiuta anche la preziosa rete pastorale che abbiamo tessuto sul territorio».
Un’azione costante che va a beneficio dei 298 studenti dell’Istituto tecnico tecnologico (issm.it), dei 433 della Scuola di formazione professionale, seguiti complessivamente da una settantina di docenti, e dei 92 allievi del nuovo Istituto tecnico superiore sostenuto insieme ad altri partner ma che fa riferimento logistico alla Casa di Salesiani Don Bosco Mestre. «Grazie al nostro impegno e ai rapporti costanti con aziende, istituzioni e con la Regione Veneto – spiega Alberto Grillai, direttore della Scuola di formazione professionale – i nostri due percorsi scolastici possono contare su dotazioni tecnologiche all’avanguardia, intere classi fornite di tablet, stampanti 3D, dispositivi per la stampa digitale di ultima generazione, laboratori tecnicamente avanzati». Un apparato tecnico, tra l’altro, che ha consentito di non trovare impreparati docenti e studenti di fronte alla sfida pandemica della didattica a distanza. «Ci sono progetti comuni che ci consentono di connettere la scuola secondaria con l’Istituto universitario – riferisce Claudia Cellini, preside dell’Istituto tecnico tecnologico – come il percorso didattico “We&Here”, mirato a rilevare bisogni e stimolare la cittadinanza attiva dei giovani, realizzato in co-design con IUSVE e con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino».

Lo IUSVE

L’offerta formativa dello IUSVE (iusve.it), nelle due sedi di Mestre e Verona, ha attratto nel corso degli anni un numero sempre crescente di studenti, sino a giungere agli attuali 2600 iscritti, seguiti da 256 docenti, distribuiti nelle due sedi di Venezia Mestre e Verona. Il campus veneziano è inscritto all’interno della Casa di Salesiani Don Bosco Mestre, mentre quello di Verona occupa una zona molto suggestiva in riva all’Adige, all’interno della Casa salesiana che ospita l’Istituto Don Bosco. «La formazione che proponiamo – riferisce don Nicola Giacopini, direttore IUSVE – è caratterizzata da profondità culturale, ricchezza di esperienze pratiche di laboratorio e forte collegamento con realtà territoriali. Il tutto innervato dai valori propri del paradigma dell’Ecologia integrale che aiuta a considerare lo studio non solo come preparazione all’inserimento nel mondo del lavoro ma anche come un mandato per dare il proprio contributo alla costruzione di una società più giusta, inclusiva e sostenibile». Le tre Aree universitarie presidiate sono: Comunicazione ed educazione, Pedagogia e Psicologia, nell’ambito delle quali vengono rilasciati titoli di baccalaureato e licenza dall’Università Pontificia Salesiana di Roma, cui lo IUSVE è aggregato. L’offerta è completata da alcuni corsi di diploma (Food and wine, Counselling educativo, Criminologia, Comunicazione per le imprese e no profit) e di alta formazione (Il pedagogista a scuola, Digital communication, reputation and brand management, Psicologia dello sport) che registrano sempre un grande interesse grazie alla loro diretta connessione con aziende o istituzioni. Lo IUSVE, sin dalla sua nascita, ha attivato progetti di ricerca e collaborazioni che gli hanno consentito spesso la partecipazione a convegni ed eventi internazionali, tra i quali vale la pena ricordare la partecipazione, nel gennaio 2022, di sedici studenti e tre docenti a Expo 2020 di Dubai nell’ambito della Global Goals Week in partnership con la Rete delle università per lo sviluppo sostenibile della quale lo IUSVE è parte attiva. Il paradigma formativo scaturito dal progetto triennale “Ecologia integrale e nuovi stili di vita” è alla base anche del neonato Osservatorio IUSVE “Giovani e futuro” che monitorerà il ruolo delle coorti giovani, da sempre al centro del carisma salesiano, nell’ambito degli attuali processi di transizione ecologica e sociale.

GRAZIANO CERVESATO E STORIA

Graziano Cervesato, salesiano di 80 anni di cui 60 trascorsi a servizio dei giovani dell’Istituto San Marco di Venezia, è la memoria storica delle evoluzioni e trasformazioni che hanno portato alla costruzione dell’imponente sede di Salesiani Don Bosco Mestre. Insignito del prestigioso premio “Amico del San Marco” nel 2024, racconta la sua presenza sin dal primo giorno dell’apertura del centro “Arti e mestieri”, con due allievi, nell’Isola veneziana di San Giorgio nel 1964: «era la “gabbia d’oro”, bellissima con l’affaccio sul bacino di San Marco ma difficilmente raggiungibile. Ci siamo spostati sia perché la struttura necessitava di una ristrutturazione troppo impegnativa, sia perché la Venezia centro storico non aveva più giovani». Al posto del San Giorgio, nell’isola, è iniziata la presenza dell’Istituto superiore internazionale salesiano di ricerca educativa che ha proposto corsi per docenti, seguiti da don Walter Cusinato, la matrice dalla quale si è poi sviluppato l’Istituto universitario IUSVE.
Graziano Cervesato ricorda bene il cognome della segretaria del sindaco che gli suggerì di progettare la presenza dei salesiani in terraferma: Barolo, un riferimento che lui ha subito collegato alla marchesa che aiutò e sostenne il santo di Valdocco. «Mi sono sempre ispirato all’opera di don Bosco anche nello stile delle relazioni umane – prosegue Cervesato – abbiamo iniziato a costruire nel 1988 e nel giugno del ’90, grazie alla preziosa opera del salesiano don Martino Ganassin, siamo entrati nella nuova struttura con la formazione professionale e nel ’92 abbiamo aperto l’Istituto tecnico. Ci siamo sempre occupati della crescita umana e cristiana dei nostri studenti e la soddisfazione più grande è vederli crescere, progredire e, qualche volta, tornare per raccontarci con riconoscenza la loro esperienza di vita e di realizzazione personale».

CASA DON BOSCO

L’esperienza di “Casa Don Bosco”, inserita all’interno delle strutture gestite da Salesiani Don Bosco Mestre, risponde al desiderio di rendere protagonisti i giovani, offrendo un contributo personale alle attività pastorali che vengono proposte nella scuola e condividendo la progettazione e la realizzazione di alcune iniziative.
Hanno aderito all’esperienza una decina di giovani della scuola secondaria e dell’Istituto universitario, che hanno scelto di camminare insieme per un anno, aiutandosi a vicenda nel crescere in alcune dimensioni di vita: la condivisione fraterna a contatto con la comunità salesiana; il servizio verso i più giovani rendendosi disponibili ad alcuni lavori legati alla pastorale; il cammino di crescita umana e spirituale, vivendo con la comunità salesiana alcuni momenti di formazione e preghiera. «La presenza di questi giovani dentro la nostra comunità è preziosa e profetica – spiega don Aldo Castenetto, responsabile del progetto “Casa Don Bosco” – da un lato smuove la nostra comunità salesiana dalle sue abitudini e risveglia in tutti i confratelli la gioia dello stare in mezzo ai giovani anche nei momenti più informali, dall’altro ci aiuta a prendere coscienza che molte attività pastorali della scuola sarebbero impossibili senza il loro contributo. I fronti pastorali da presidiare sono sempre più vasti e le forze in campo si sono ridotte negli anni. Il protagonismo di questi giovani non è solo di facciata ma si è rivelato molto concreto: senza di loro, infatti, non saremmo riusciti a mettere in atto alcune iniziative».

ISRE

Sempre nell’ambito della sede di Salesiani Don Bosco Mestre si trovano anche gli uffici dell’Istituto salesiano internazionale di ricerca educativa (isre.it). «La nostra mission – riferisce la presidente, Michela Possamai – consiste nel promuovere attività di studio, ricerca e documentazione, orientamento e sperimentazione di interventi educativi e formativi, per contribuire alla crescita culturale del territorio e al sostegno della solidarietà sociale secondo i valori cristiani». Un impegno reso concreto dall’attività di formazione e disseminazione messa in opera quotidianamente da sei dipendenti, in costante relazione con agenzie formative e aziende del territorio. Ente precursore dello IUSVE, oggi l’ISRE si trova a sostenere progetti consistenti di ricerca educativa, inclusione, inserimento nel mondo lavorativo con particolare attenzione al mondo dei giovani e a quanti si occupano della loro formazione.

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