BS Dicembre
2025

LE CASE DI DON BOSCO

Vincenzo Nicosiano

MARSALA

La casa disegnata da don Bosco.

Gli inizi

Il canonico Salvatore Piazza, abbonato sin dal 1877 alle “Letture cattoliche” e al “Bollettino salesiano” era in relazione con don Bosco, che il 9 gennaio 1878 lo annoverò tra i suoi cooperatori. Il canonico marsalese passava le letture cattoliche e il Bollettino Salesiano al canonico Ignazio De Maria, al canonico Sebastiano Alagna e al barone Antonio Spanò, i quali, vinti dall’esempio di don Bosco, stabilirono di venire in aiuto agli orfanelli della Città. Essi decisero allora di radunare alcuni ragazzi orfani e bisognosi nella chiesa del Purgatorio e di intrattenerli, con il metodo di don Bosco.

Il 1° maggio 1880 essi diedero vita ad un primo «ricovero» con i primi orfanelli.

Per il crescente numero degli orfani si scrisse a don Bosco, chiedendogli un “disegno” per la nuova casa.

Don Bosco, che allora aveva in costruzione la casa di Mogliano Veneto, mandò una copia della pianta usata per quella e suggerì che la casa degli amici di Marsala prendesse la denominazione di «Casa Divina Provvidenza». Il 9 agosto del 1882, monsignor Alagna vi si stabilì con gli orfanelli.

Morto intanto don Bosco, monsignor Alagna ed i suoi collaboratori si rivolsero al suo successore don Michele Rua che il 2 febbraio 1891 venne a Marsala.

Egli fu accolto nella chiesa Salesiana dedicata a Maria Ausiliatrice deliberando l’apertura di un convitto per gli studenti. L’opera ufficialmente ebbe inizio nell’ottobre 1892, quando vennero, a Marsala, i primi salesiani.

La chiusura temporanea

Dal 1898 al 1900 (per due anni) la Casa rimase chiusa e monsignor Alagna non intendeva accettare di provvedere alla donazione promessa «se non a condizione che fosse, sempre, conservata la sezione dell’internato per gli orfanelli». Solo dopo la stipula della convenzione con il beato don Rua, i salesiani fecero ritorno a Marsala. Il nuovo Direttore fu don Barraco, a cui seguirono don Salini e don Pastorino, il quale istituì anche una sezione per studenti esterni non convittori e ricostruì la Scuola professionale per gli artigiani, creò la banda musicale che ebbe come direttori anche don Chiesa, Francesco Parlavecchio e Gianni Galfano. La Casa tornò a essere chiusa dopo il terremoto del 1908 di Messina. E ancora dal 1916 al 1919 per mancanza di mezzi; in quel periodo la Casa venne ceduta al Governo per il ricovero dei profughi della I guerra mondiale. Nel dicembre 1919 i sacerdoti salesiani tornarono a Marsala.

Il nuovo direttore don Corrado Pepe si trovò ad affrontare una situazione veramente disastrosa, peraltro costretto ad operare osteggiato sistematicamente dalla consistente e diffusa realtà massonica. Don Pepe superò al meglio i diversi ostacoli e diede notevole impulso alla ripresa attività. Nel 1923 venne a Marsala il Beato don Filippo Rinaldi, terzo successore di don Bosco. Nel 1925 fu direttore don Di Francesco e gli orfanelli assistiti erano ben 106. Il successivo direttore, nel 1928, istituì il laboratorio artigianale di sartoria e, con l’aiuto dell’arciprete Chiaramonte, organizzò i festeggiamenti per la beatificazione di don Bosco; fu in tale occasione (marzo 1930) che al canonico monsignor Alagna (morto nel 1932) fu consegnata la nomina a cameriere segreto di Sua Santità e l’Amministrazione Comunale del tempo dedicò a don Bosco una via.

Il bombardamento degli americani

Dal 1931 al 1945 furono direttori della Casa don Scravaglieri, don Scelsi, don Giacomarra e di nuovo don Pepe. La Casa subì il bombardamento degli americani in occasione dell’ultima guerra, nel quale morirono tre salesiani e due orfanelli. Finita la guerra fu direttore don Francesco Papa, che diede inizio alla ricostruzione richiamando gli orfanelli. Dal 1948 al 1953, sotto la direzione di don Paolo Puglisi, l’iniziata ricostruzione ebbe notevole impulso e fiorirono sempre più: l’internato, l’oratorio, l’Unione degli Exallievi e dei cooperatori. Dal 1953 al 1959 direttore fu don Antonino Fallica e si ebbe, allora, l’istituzione della parrocchia Maria Ausiliatrice, il cui primo parroco fu don Giorgio Spitaleri.

L’accoglienza dei ragazzi “difficili”

Dal 1959 al 1965 è stato direttore don Domenico La Porta: durante questo periodo fu stipulata una convenzione con il Ministero di Grazia e Giustizia per accogliere e seguire i ragazzi difficili, che provenivano dall’Istituto di rieducazione minorile del Malaspina di Palermo.

Il 1964 è stato l’anno più triste della Casa salesiana di Marsala. Durante una gita in barca nella laguna dello Stagnone morirono 16 ragazzi e un chierico e un sacerdote salesiano fu addirittura arrestato.

I giorni nostri

Nell’ultimo decennio, è doveroso evidenziare particolarmente, la data del 19 novembre 2013 in cui l’urna contenente le reliquie di don Bosco ha fatto sosta nella Casa Divina Provvidenza di Marsala, facendo registrare una grandissima partecipazione anche di cittadini marsalesi. L’Unione Exallievi don Bosco della Casa di Marsala ha rappresentato e rappresenta una realtà associativa e sociale nel contesto dell’Ispettoria in Sicilia e della Città di Marsala, ammirata e rispettata. Oggi buona parte dell’Istituto è destinata a finalità scolastiche esterne. Tutti siamo ben consapevoli che, pur nel positivo e utile attuale progresso (forse troppo), viviamo un periodo storico difficile e contraddittorio. La vera solidarietà, l’amore fraterno, l’aiuto reciproco sono espressioni usate frequentemente, forse abusate e poco praticate.

A molti, e particolarmente ai giovani, manca un lavoro adeguato, mentre sono pieni oltremisura gli istituti di pena e i riformatori. La droga nella nostra realtà giovanile, la fa da padrona; ancora oggi vi sono ragazzi poveri, non solo in senso economico perché privi anche di una giusta istruzione, abbandonati, disadattati, dediti a delinquere in quanto privi degli affetti familiari e, purtroppo, vi sono anche ragazzi che, di fatto, sono in parte sostanzialmente orfani pur avendo i genitori viventi, a causa del contesto familiare disgregato in cui sono costretti a vivere. La nostra parrocchia, il nostro oratorio siano sempre, come don Bosco ha voluto, luoghi ove incontrandosi in un’atmosfera di gioiosa spensieratezza, possano continuare a formarsi buoni cristiani e onesti cittadini.

TRE DOMANDE AL DIRETTORE

Quali sono le sue più belle soddisfazioni?

Mi trovo in questa casa dall’ottobre 2021 e quello che ho potuto notare sono due cose: la prima è la presenza di tanti laici ben formati secondo il cuore di don Bosco e che sono realmente i pilastri che sostengono corresponsabilmente la missione di questa casa. La seconda è il crescere della presenza di tante famiglie e ragazzi che, per via delle attività proposte dalla nostra comunità, scoprono quel “sentirsi a casa”, così come voleva don Bosco.

Come sono i giovani marsalesi?

La realtà giovanile è molto complessa e per certi tratti comune a tutta l’Italia: le nuove generazioni sono multietniche, presentano diverse realtà di povertà, ma in genere sono caratterizzate da disponibilità al confronto e simpatia per l’opera educativa salesiana, specialmente nel contesto oratoriano.

Come vede il futuro dell’opera?

C’è davvero tanto potenziale umano e cristiano, che necessita sempre di costante purificazione ed evangelizzazione: questa è la sfida che riguarda ogni comunità cristiana che vuole crescere intorno a Gesù Eucaristia e Maria Ausiliatrice.

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