BS Aprile
2026

LE CASE DI DON BOSCO

Chiara Biavati

LOMBRIASCO
Tra radici e cielo

Viaggio nel cuore dell’eccellenza agraria salesiana, dove la tradizione del 1894 si sposa con l’innovazione tecnologica e la missione salesiana.

C’è un luogo speciale, adagiato nella pianura torinese, dove la terra e il cielo sembrano dialogare costantemente, in un intreccio di sudore e preghiera, di tecnologia e di fede. È l’opera salesiana di Lombriasco, un’istituzione che dal lontano 1894 rappresenta molto più di un semplice complesso di edifici: è un presidio educativo fondamentale, un polmone spirituale e il cuore pulsante di un intero territorio che ha saputo crescere, evolversi e prosperare all’ombra del carisma di san Giovanni Bosco. A guidare oggi questa realtà complessa, affascinante e in continua trasformazione è don Eligio Caprioglio, un direttore che incarna perfettamente l’energia vitale e la dedizione dei figli del Santo dei giovani vivendo la missione salesiana con la profonda consapevolezza di chi sa che la tradizione non è un reperto da museo da custodire sotto una teca polverosa, ma un fuoco vivo che deve essere alimentato costantemente e rapidamente, con lo sguardo rivolto con decisione e coraggio verso il futuro.

Una storia che affonda le radici nel castello.

Per comprendere l’anima di Lombriasco, bisogna fare un passo indietro nel tempo, alle origini di questa avventura educativa. Tutto ebbe inizio alla fine dell’Ottocento, quando i salesiani rilevarono l’antico castello del paese per trasformarlo in un centro di formazione. Quello che un tempo era un simbolo di potere feudale divenne, grazie alla lungimiranza dei successori di don Bosco, un laboratorio di riscatto sociale. Entrare oggi nel cortile della casa salesiana di Lombriasco significa immergersi in questa storia di sinergia profonda, un legame viscerale tra la missione educativa e la vocazione agricola di queste terre. Sin dalle sue origini, l’opera ha reso celebre il nome del paese in tutta Italia e oltre, diventando un marchio di garanzia assoluta per la formazione tecnica e professionale.

Qui sono passate generazioni di periti agrari e geo­metri che hanno letteralmente costruito il paesaggio agrario italiano, portando ovunque non solo competenze tecniche d’avanguardia, ma soprattutto un bagaglio di valori umani incrollabili. Il Direttore lo sottolinea con vigore durante il nostro incontro: non si tratta semplicemente di collezionare titoli di studio, crediti formativi o diplomi da appendere con orgoglio al muro. L’obiettivo primario, oggi esattamente come nel xix secolo, è quello di aiutare i giovani a costruirsi una vita dignitosa, piena e felice. È il concetto di successo personale che si sposa armoniosamente con l’integrità morale, formando quegli “onesti cittadini e buoni cristiani” che erano il sogno costante e il chiodo fisso di don Bosco. In queste aule e in questi campi, la lezione non finisce mai con il suono della campanella, perché l’educazione riguarda la persona nella sua interezza, preparandola a stare al mondo con schiena dritta, competenza professionale e cuore aperto al prossimo.

L’ecosistema formativo: dalle medie all’università.

Per rispondere ai bisogni concreti, complessi e spesso contraddittori dei ragazzi di oggi, l’offerta formativa di Lombriasco si è strutturata nel tempo come un ecosistema completo, integrato e dinamico. Il cuore didattico batte con regolarità tra i banchi della Scuola Media, dove si gettano le basi della crescita, e le aule dell’Istituto Tecnico Agrario, fiore all’occhiello dell’opera. Ma la presenza salesiana a Lombriasco si espande e si diffonde ben oltre i confini della didattica formale e del calendario scolastico. La parrocchia e l’oratorio sono i pilastri robusti su cui poggia l’intero edificio comunitario.

In particolare, l’oratorio interparrocchiale sta vivendo oggi una nuova, entusiasmante stagione di rilancio e di riscoperta. Dopo alcuni anni in cui il centro di gravità della socialità giovanile sembrava essersi pericolosamente spostato altrove, verso forme di aggregazione più virtuali o frammentate, l’opera sta tornando a essere il punto di riferimento fondamentale per la vita locale. È un luogo dove il cortile torna a essere lo spazio sacro dell’incontro gratuito, del gioco che educa e della confidenza che salva. I ragazzi che un tempo affollavano questi spazi stanno ritrovando la strada di casa, richiamati da una proposta educativa che sa parlare il linguaggio della contemporaneità, che usa i social e le nuove tecnologie, ma che non tradisce mai il calore dell’accoglienza personale.

Eccellenza agraria e visione manageriale.

Oggi, Lombriasco non è solo una scuola, ma un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, una vera e propria capofila delle scuole agrarie del Piemonte. La natura stessa del carisma salesiano, che per definizione è “intraprendente”, impedisce di sedersi sugli allori dei successi passati; il cuore salesiano è il motore di questa continua spinta al miglioramento. La scuola si è proiettata con decisione verso collaborazioni di alto profilo scientifico, tecnico e istituzionale.

Il dialogo costante e proficuo con l’its Academy (Istituto Tecnico Superiore) e con l’Università degli Studi di Torino, l’Università di Bari e la Cattolica di Milano, testimonia la volontà ferrea di posizionarsi sulla frontiera dell’innovazione globale. L’obiettivo è estremamente ambizioso e risponde alle necessità del mercato del lavoro moderno: formare una nuova classe di imprenditori agricoli capaci di fare la differenza, dotati di solide competenze manageriali e pronti ad affrontare un mondo agricolo che sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti, la cosiddetta “Agricoltura 4.0”. Tra droni, analisi dei suoli, sensori IoT per il risparmio idrico e analisi dei Big Data per la previsione dei raccolti, lo studente di Lombriasco impara che la terra oggi richiede molta competenza, visione strategica e studio continuo, oltre alla tradizionale dedizione e fatica fisica.

Il simbolo dell’ippocastano: tra radici e cielo.

Questa spinta impetuosa verso l’avvenire non dimentica però le radici, che a Lombriasco hanno una consistenza fisica, tattile e simbolica molto forte. Il ritorno dell’ippocastano nel cuore del cortile ne è l’esempio più poetico e toccante. Per decenni, un maestoso albero secolare aveva dominato lo spazio dove i ragazzi giocano e si incontrano, diventando un punto di riferimento visivo, un rifugio all’ombra e una parte integrante dell’identità visiva della scuola, comparendo persino nel logo ufficiale. Quando, più di trent’anni fa, quell’albero maestoso dovette essere abbattuto a causa di una malattia incurabile, si aprì un vuoto che non era solo estetico, ma profondamente emotivo e identitario.

Quest’anno, finalmente, con un gesto fortemente voluto dalla comunità educativa, quel vuoto è stato colmato: un nuovo ippocastano è stato piantato con una cerimonia che ha coinvolto allievi di ieri e di oggi. Non è solo un albero che torna a far ombra sui giochi dei ragazzi, è un profondo gesto simbolico che parla di un vigore ritrovato, di una linfa vitale che riprende a scorrere con forza e di un’identità che sa rinnovarsi senza mai rinnegare le proprie origini. È la testimonianza vivente che a Lombriasco la storia continua e che ogni fine, anche la più dolorosa, è in realtà solo il preludio di una nuova rigogliosa crescita.

Una missione senza confini: l’Africa nel cuore.

Il vigore di Lombriasco non si esaurisce entro i confini della pur vasta pianura torinese. Il carisma salesiano è per sua natura missionario e universale, e l’opera di Lombriasco nuovamente varca oggi con coraggio le frontiere nazionali. Grazie a una collaborazione strategica con il vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) e diverse realtà universitarie impegnate nella cooperazione allo sviluppo, Lombriasco punta a diventare un centro di formazione internazionale di riferimento.

Il progetto è straordinario: accogliere e specializzare nelle proprie strutture i confratelli salesiani provenienti dalle diverse Ispettorie dell’Africa. Qui, in Piemonte, questi religiosi potranno apprendere le migliori tecniche agricole d’avanguardia, la gestione delle risorse idriche in climi difficili e i segreti della meccanizzazione moderna. Una volta completata la loro formazione, potranno riportare nelle loro terre d’origine un sapere prezioso e pratico capace di adattarsi alle loro situazioni reali, fondando a loro volta scuole agrarie capaci di riscattare intere popolazioni dalla piaga della fame e della povertà. Insegnare a coltivare meglio significa dare dignità, creare lavoro e permettere ai giovani di restare nelle proprie terre con una prospettiva di futuro. È la carità che si fa scienza applicata, il dono che si trasforma in sviluppo sostenibile e duraturo.

Le sfide del futuro: motivazione e resilienza.

Naturalmente, in un progetto così vasto e articolato, le sfide quotidiane sono all’ordine del giorno e richiedono una resilienza fuori dal comune. In un’epoca segnata spesso dal disorientamento e dalla fragilità dei progetti di vita, la sfida è anche quella di mantenere alta la motivazione degli studenti. È necessario trasmettere l’idea che la fatica dello studio e dell’aggiornamento costante è l’unica chiave per diventare competitivi e preparati in un mercato del lavoro globale che non ammette approssimazione o pigrizia. Il Direttore ama definire Lombriasco come “una casa che accoglie”, definizione che rimanda direttamente al cuore del Sistema Preventivo di don Bosco, un luogo dove ogni ragazzo, indipendentemente dalla sua provenienza o dal suo profitto, si sente amato, ascoltato, protetto e valorizzato nella sua irripetibile unicità. 

Con il suo tipico tocco di fantasia, tramite una metafora automobilistica, il direttore paragona l’opera a una Ferrari: una macchina straordinaria, potente, invidiata e tecnologicamente raffinata, che per qualche tempo è rimasta ferma ai box per una necessaria manutenzione… ma ora i box si sono riaperti, il motore romba con potenza e la pista è pronta: “E adesso vedrete come correremo”, assicura don Eligio con un sorriso che brilla di una determinazione contagiosa.

Un amore che si fa storia.

Questa corsa verso l’eccellenza non è fine a se stessa, è una corsa alimentata da una vocazione profonda che don Eligio riassume nel suo motto personale: “Per amore mi hai chiamato, per amore ho risposto” che è diventato la bussola di tutta la sua vita consacrata e del suo servizio. È l’amore per i giovani, la passione per la terra e la fedeltà al Vangelo di tutta la comunità che trasformano ogni ora di lezione in un atto d’amore e ogni solco tracciato nei campi in una preghiera di speranza.

È questo l’olio prezioso che permette ai motori di questa «Ferrari dell’educazione» di girare senza sosta, giorno dopo giorno, superando le fatiche e gli ostacoli. A Lombriasco, tra i banchi di scuola dove si progetta con coraggio il domani e i campi sperimentali dove si attende con pazienza il raccolto, il sogno di don Bosco continua a germogliare ogni giorno, più verde e rigoglioso che mai, come le foglie che presto spunteranno sul nuovo ippocastano che, con le sue radici ben piantate nella tradizione, è tornato a toccare il cielo e a guardare lontano.

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