EVENTI
Agnese La Bella
L’inno ufficiale del
SINODO SALESIANo
dei giovani 2024
La canzone In the shape of your dream è il risultato di una comunione di talenti ed è stata scelta da una Commissione di giovani provenienti da tutto il mondo.
Il nuovo singolo del gruppo musicale dei DBsons è stato scelto come inno ufficiale del Sinodo Salesiano dei Giovani 2024, arrivando vincitore nella classifica dei partecipanti al contest per la selezione dell’inno a livello mondiale. È stato scelto dal Core Group, o Commissione centrale, composto da giovani provenienti da tutto il mondo.
I DBsons, gruppo musicale dell’Ispettoria Salesiana Sicula, composto da don Emanuele Geraci (sdb) e don Giuseppe Priolo (sdb), nasce dal sogno di questi due giovani talentuosi salesiani di parlare di Dio e renderLo presente in mezzo ai giovani, trovando nella musica quella forza comunicativa capace di rendere questo sogno realtà.
La canzone In the shape of your dream è il risultato di una comunione di talenti: il testo è stato composto dal pianista, nonché cooperatore, Angelo Di Chiara, musicato e cantato dai DBsons, insieme alle voci di Chiara Raneri, una studentessa del Conservatorio, don Walter Paolo Riggio, sdb del Don Bosco Ranchibile di Palermo, e Agnese La Bella, studentessa liceale. Il video ufficiale è stato realizzato grazie alla collaborazione di don Orazio Moschetti, regista e ideatore del progetto, insieme ad Agnese La Bella.
DBsons… come si è formato questo gruppo?
– Ciò che si è voluto creare nel tempo, – ci dice don Emanuele – più che un gruppo, lo definirei “una realtà”: una realtà nata dalla voglia di mettere a frutto un talento ricevuto da Dio, dalla voglia di mettere anche questo dono della musica a servizio dei giovani. Ho trovato fin da subito un compagno in questa avventura, il buon don Giuseppe.
L’intento è quello di scrivere delle canzoni che parlino di Dio, senza nominarlo esplicitamente, con il preciso obiettivo di poter raggiungere anche quei ragazzi che sono intrisi di pregiudizi, frutto di luoghi comuni, su Dio e la Chiesa. Con il passare del tempo, siamo stati poi coinvolti direttamente dall’incaricato della Pastorale Giovanile Ispettoriale nella realizzazione di anno in anno di un inno sulla tematica pastorale.
Il filo rosso delle varie canzoni ed esperienze fatte negli anni è sicuramente uno, ovvero offrire non solo un prodotto musicale ai giovani, ma farlo con loro: vivere un’esperienza con dei ragazzi (non sempre gli stessi), che suonano, che cantano, che scrivono arrangiamenti, che collaborano nella redazione del testo, che fanno da attori nella registrazione del videoclip.
Una delle cose in cui crediamo fermamente è che la musica e tutto ciò che le gira intorno sia occasione, per questi ragazzi che vengono coinvolti, di prendere consapevolezza di quel dono che il Signore ha fatto loro, di infonder loro il coraggio di osare per metterlo a servizio degli altri, di educare al Bello, di sognare e far sognare gli altri.
Come nasce questa canzone?
La canzone – afferma Angelo – nasce dalla voglia di raccontare e testimoniare come il sogno dei nove anni di don Bosco, a distanza di duecento anni, sia ancora vivo e tangibile nel cuore di tutti i giovani del mondo; anche di quelli che magari non hanno conosciuto o non conoscono don Bosco, perché per loro, allo stesso modo, può sempre essere possibile una vita “nella forma del sogno” del santo dei giovani.
Nasce, inoltre, da un continuo ricordarci che siamo figli di quel sogno e che ne siamo anche promotori. Un sogno che cantiamo e testimoniamo con le nostre vite, perché possiamo cambiare quelle di chi ci sta attorno, in particolare dei giovani che ci sono affidati in quanto educatori/formatori.
Che valore ha la musica per voi e come si sposa con la scelta di educare i giovani?
Nel corso della storia – spiega Chiara – la musica è stata veicolo di emozioni e di idee, unendo generazioni e persone diverse. Nel mondo della spiritualità, essa è un mezzo che avvicina il cuore dei fedeli a Dio.
In un momento storico come il nostro, dove spesso i giovani vengono attirati e sedotti dal mondo profano, che ha a che fare con tutto tranne che con Dio, oggi più che mai, la musica, attraverso anche l’utilizzo dei social, può essere un mezzo per portare i giovani a Dio.
In the shape of your dream nasce dall’esigenza di parlare di don Bosco con uno stile moderno, utilizzando delle sonorità e degli arrangiamenti vicini a quelli che i giovani ascoltano. Essi possono identificarsi in questo tipo di musica, utilizzando essa stessa, inconsciamente, come mezzo di avvicinamento alla storia e al carisma di don Bosco che porta direttamente a Dio.
Che messaggio volete dare ai giovani che stanno ascoltando la vostra nuova canzone?
Il messaggio che vogliamo dare – afferma don Emanuele – è che il sogno di don Bosco è qualcosa di grande, dove c’è spazio per tutti, per ogni stato di vita, per ogni tipologia di impegno nella Chiesa. L’unico requisito richiesto è la disponibilità del proprio cuore a sognare, a rischiare per amore, a offrire il meglio di noi. Solo così daremo, con la nostra vita, forma ad un sogno che continua.


















