LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO
FRANCESCO MOTTO
Le sue lettere un’AUTOBIOGRAFIA
a sua insaputa
“Scrivendo a Lei mi è di sollievo in mezzo alle mie 500 lettere cui vado in questo momento a cominciare la risposta”.
Non è una boutade, un paradosso, o una fake news, ma è un dato di fatto che con una lettera scritta da don Bosco ogni tre giorni nei 43 anni trascorsi a Valdocco (1846-1888) non è difficile ricostruire ex novo la sua storia, la sua azione, il suo pensiero. Ci sarà chi lo farà, ma intanto pensiamo che i nostri lettori possano essere interessati a saperne di più sulle migliaia di lettere – in parte edite per la prima volta in questa rubrica – che sono appena state raccolte in dieci volumoni. Soddisfacciamo rapidamente la loro legittima “curiosità”.
Quante lettere ha scritto don Bosco?
Impossibile saperlo. Ne abbiamo recuperate esattamente 4682, ma si può presumere che ne abbia scritte 8/10 mila. Per lo più sono andate smarrite quelle più antiche, quelle cioè scritte quando don Bosco non era ancora riconosciuto come il grande educatore, l’ammirevole imprenditore del sacro, il santo taumaturgo di Torino. Difatti del decennio 1838-1847 se ne conservano solo una trentina; oltre 300 invece sono quelle del decennio 1848-1857; tre volte di più dal 1858 al 1867; poco meno del doppio (1550) dal 1868 al 1877 e infine quasi 1900 dal 1878 al 1887. Dunque una costante crescita; oltre 300 lettere nel solo anno 1878.
Tutte scritte da lui?
Di certo oltre una metà (2400) sono scritte da lui; 410 sono quelle con la sola firma, in quanto messe in bella copia dal segretario o da altro amanuense; 380 le minute, 190 quelle autenticate da un’autorità, altrettante sono a stampa e infine 60 sono le minute altrui da lui corrette: per un totale di circa 3600. Il migliaio mancante si suddivide all’incirca in questo modo: 400 le copie semplici, 250 le circolari e lettere collettive a stampa, 130 le lettere senza firma o con firma altrui, 60 le copie dattiloscritte, una cinquantina le minute di altra mano; le rimanenti sono edite nelle Memorie Biografiche, nei Bollettini salesiani, nelle Letture cattoliche, nei suoi libri, su vari giornali.
Circa 350 sono le lettere scritte in lingua francese, moltissime delle quali autografe; una decina sono quelle in spagnolo e due in inglese, tutte semplicemente firmate da don Bosco, che invece redige di sua mano quelle poche decine in latino, non rare volte con mille correzioni, necessariamente messe in bella copia dal segretario don Berto, l’unico o quasi che sapeva decifrare la calligrafia [= bella scrittura: si fa per dire!] di don Bosco.
A chi ha scritto più lettere?
I singoli destinatari delle lettere di don Bosco sono circa 1350, appartenenti a tutte le classi sociali (dal principe… all’orfanello) e a tutti i ruoli sia civili (dal re… al semplice popolano) sia ecclesiastici (dal papa… al semplice fedele).
Raccolte in categorie sono circa oltre mille quelle inviate ai Salesiani, di cui un terzo a chierici e giovani (una decina le giovani); poco meno di un migliaio sono indirizzate a uomini, oltre 800 quelle indirizzate a donne (76 suore). Quasi 900 sono quelle ad autorità religiose e 531 a quelle civili.
Quanto ai singoli corrispondenti, la persona cui don Bosco ha fatto pervenire il maggior numero di lettere (ben 190) è don Michele Rua, che ha vissuto al suo fianco 35 anni come braccio destro. Al secondo posto si colloca con 133 lettere papa Pio IX, seguito con 84 lettere da papa Leone XIII. Vengono poi la contessa Carlotta Callori con 81 lettere, l’arcivescovo di Torino, monsignor Lorenzo Gastaldi con 65 lettere, tallonato dal conte francese Louis-Antoine Colle con 63 lettere personali e 7 assieme alla moglie Marie-Sophie (pure destinataria di 22 lettere). Leggermente inferiore (60) risulta il numero delle lettere indirizzate al redattore del Bollettino Salesiano, don Giovanni Bonetti e alla devotissima benefattrice francese Claire Louvet.
Dove ha scritto tali lettere?
Per la gran parte, ovviamente, nella sua cameretta di Torino, di pomeriggio e di sera al lume di candela: un lavoro semplicemente massacrante, tanto che talora gli indirizzi li scriveva un segretario. Almeno un migliaio poi sono scritte in altre località: a Roma anzitutto, dove ha soggiornato complessivamente 24 mesi, ma poi a Genova, Firenze, Pisa, Bologna, Modena, Milano, Marsiglia, Nizza Marittima, Lione, Parigi, Barcellona… e altrove.
Dove si trovano oggi tali lettere?
Circa 2850 sono raccolte nel fondo don Bosco dell’Archivio Salesiano Centrale di Roma, che conserva anche copie di tutti gli altri originali sparsi un po’ ovunque nel mondo: soprattutto in paesi europei (Spagna, Portogallo, Polonia, Inghilterra, Belgio…) e sudamericani (Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Colombia, Venezuela…). Una è addirittura conservata negli edifici reali del Madagascar.
Decine di lettere sono invece gelosamente custodite nei vari fondi dell’Archivio Apostolico Vaticano, degli altri archivi della Santa Sede, dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, dell’Archivio di Stato e Archivio Storico Comunale di Torino. Altre ancora sono custodite in archivi di varie diocesi soprattutto italiane e di numerose case salesiane. Ovviamente alcune centinaia di lettere sono tuttora nelle mani dei legittimi eredi dei corrispondenti di don Bosco.
Se ne troveranno ancora?
Sicuramente, ma poche. Potranno ancora affiorare da qualche archivio ecclesiastico e civile, da qualche vecchia cassapanca di famiglia nobile, da qualche antiquario, da qualche sito online. Ci si augura che le facciano pervenire in originale o almeno in copia all’Archivio Salesiano Centrale di Roma, che sarà sempre ben lieto di metterle a disposizione di tutti.
La corrispondenza privata e pubblica di don Bosco, anche se spesso scritta in tutta fretta – o forse proprio per questo – costituisce un ricchissimo patrimonio culturale, atto non solo a conoscere la sua persona ed il movimento che da lui è sorto, ma anche per saperne di più sulla storia civile ed ecclesiastica del Risorgimento non solo italiano.


















