BS Gennaio
2025

LUOGHI SALESIANI

Ezhanikattu Saimi

Le nostre CATACOMBE

Nessun cimitero cristiano dell’antichità può giustamente vantare, come il Cimitero di San Callisto, di essere stato il cimitero papale dei primi tempi della Chiesa. Ed è affidato alla cura di una comunità salesiana per un indimenticabile pellegrinaggio di fede.

Roma, anno 200 circa dell’era cristiana. Il vescovo Zefirino raccoglie l’esigenza della comunità cristiana del tempo di avere un luogo proprio, cristiano, per la sepoltura dei defunti. Callisto, diacono, è uno dei primi amministratori di questo luogo, che, pur molto rovinato, è arrivato fino a noi, regalandoci una testimonianza viva della fede in Cristo delle prime generazioni cristiane.

Le Catacombe di San Callisto costituiscono il nucleo cimiteriale più antico, e meglio conservato, della Via Appia. Sorte verso la fine del secolo II da una grande area sepolcrale comunitaria della Chiesa, gestita autonomamente dall’autorità ecclesiastica, prendono nome dal diacono Callisto che fu preposto all’amministrazione del cimitero da papa san Zefirino. Divenuto a sua volta pontefice, Callisto ingrandì il complesso funerario e questo fu il luogo dove trovarono sepoltura sedici pontefici romani del III secolo (Cripta dei Papi).

La nostra visita

Subito entriamo nella cripta “dei Papi” che ha custodito i vescovi di Roma di quel tempo. Le poche le lapidi sopravvissute, in frammenti, ci riportano all’epoca delle persecuzioni, riprese intorno al 250. Basta la piccola sigla greca “mtr” incisa di fianco ai nomi, per evocare in noi la testimonianza dei martiri antichi e di ogni epoca.

Cecilia non riposa più in San Callisto, ora è in città, nella sua basilica. La statua posta nel luogo ove era il suo sarcofago evoca la sua gioventù, la sua forza, la sua fede. Un taglio sul collo le impedisce di parlare con voce umana, ma ecco che sentiamo quasi innalzarsi il suo canto a Dio: lei che muore sgozzata, canta a Dio le sue lodi e ora, patrona della musica, ispira la musica sacra di ogni tempo.

Percorriamo le lunghe gallerie vuote. Le guide, raccontandoci con sapienza le tecniche di scavo e di sepoltura, ci portano a gustare il nome di questo luogo, un coemiterium, un dormitorio: queste tombe sono vuote come sarà vuota ogni tomba. “Lazzaro, vieni fuori”, il comando del Signore risuona muto e solenne nei lunghi filari di loculi polverosi.

Ed ecco comparire i frammenti di lapidi, le incisioni e gli affreschi che parlano di un mondo che non ha paura della morte, dolorosa sì, ma semplice passaggio alla vita con Dio. Allora “Aquilina dorme in pace”, “Ciriaco vive con lo Spirito Santo”, il buon Pastore guida il suo gregge, Giona esce dal ventre del pesce, il banchetto evoca la festa del paradiso, l’ancora ci avvisa che siamo arrivati nel porto sicuro di Dio, la colomba parla di anima in pace…

Percorriamo solo una piccolissima parte del cimitero, quella più significativa che contiene il ricordo dei papi, di Cecilia e antichissimi affreschi. Le Catacombe si allungano per una ventina di chilometri di gallerie, sono stimati circa 500 000 loculi, una immensa città della speranza che ha custodito i pastori di Roma e un centinaio di martiri, fra cui Tarcisio, il giovane martire per la custodia dell’Eucaristia, ancora meta di innumerevoli pellegrinaggi.

Una vera emozione

Nel 1930 Pio XI, che da giovane aveva conosciuto don Bosco, affidò le Catacombe di San Callisto ai Salesiani, esprimendo il desiderio che questi luoghi non fossero considerati “musei” ma “santuari” cioè luoghi sacri.

Una ventina di confratelli, provenienti letteralmente da tutto il mondo, aiutati da competenti guide laiche, accolgono visitatori da ogni dove e in una breve visita di una quarantina di minuti cercano non solo di introdurre nella storia, ma soprattutto nella spiritualità di questo posto.

Vengono pellegrini, studenti, croceristi, famiglie, giovani e adulti, gruppi organizzati e singoli visitatori. Alcuni restano delusi per non aver visto ossa (rimosse e posate altrove in rispetto dei defunti), come se le catacombe fossero un museo del macabro. Pochi cercano la polemica e ci accusano di fare proselitismo, quando semplicemente non è possibile capire questo posto se non si comprende che l’incisione di un pesce sull’intonaco, per i cristiani di quel tempo e di ogni epoca, non è solo un graffito sul muro, ma è la certezza che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, il Salvatore, per cui posso dormire nella pace, posso rispondere all’imperatore e accettare un verdetto di morte, il buon Pastore mi porterà con sé. La maggior parte, credente o non credente, esce emozionata e con un pensiero in più sulla vita e sulla morte, sui martiri e la testimonianza della fede, sull’inutile arroganza dei potenti.

La benedizione di Paolo VI

San Paolo VI, visitando le Catacombe di San Callisto il 12 settembre 1965, benedisse le guide e in poche frasi descrisse come presentare e come visitare questo sacro luogo:

Alle guide che accompagnano i Visitatori nelle catacombe, diamo di cuore l’implorata Benedizione, rilevando il carattere spirituale dell’ufficio loro affidato.

Esercitatelo con fede, con devozione, con cortesia, ricordando che il Visitatore è sensibile, non meno che alle vostre parole, all’animo e al contegno con cui le pronunciate.

Aiutatelo a vedere bene codesti santi luoghi, affinché egli vi possa intravedere l’umile splendore della primitiva testimonianza cristiana.

“Pellegrini di Speranza” è il motto del Giubileo 2025. Le Catacombe sono il santuario che custodisce la Speranza Cristiana. Se state pianificando un pellegrinaggio nella Città Eterna, non trascurate questo luogo così unico e significativo. Gli ampi prati che custodiscono la catacomba, le cappelle sotterranee e le chiesette di superficie, la chiesa che custodisce le reliquie di san Tarcisio sono luoghi privilegiati per rinnovare la nostra professione di fede.

Le gallerie

Vanno sfatati alcuni luoghi comuni che dipingono le catacombe, utilizzate dai Cristiani dei primi secoli, come teatro di cruente azioni persecutorie e come estremo rifugio dei fedeli in fuga.

Questa oscura visione delle catacombe non corrisponde certamente allo spirito che aveva animato i primi Cristiani.

Le catacombe non erano altro che cimiteri comunitari e non luoghi di rifugio anche perché questi siti erano ben conosciuti dalle autorità romane. E anzi ne veniva ammessa e riconosciuta la funzione funeraria.

Lapide papa Damaso

Papa Damaso, nella seconda metà del 300, abbellendo e risistemando le Catacombe per onorare i martiri e favorire i pellegrinaggi, fece incidere una lapide, sopravvissuta in frammenti quasi completa, in cui descrive al pellegrino di ogni epoca che cosa cercare nella Catacomba:

Se lo cerchi, sappi che qui riposa unita una schiera di Beati.

I sepolcri venerandi conservano i corpi dei Santi,

ma la reggia del cielo ha rapito per sé le anime elette.

Qui i compagni di Sisto che innalzano i trofei vinti al nemico.

Qui il gruppo degli anziani che custodisce gli altari di Cristo.

Qui il Vescovo che visse nella lunga pace;

qui i santi confessori inviati dalla Grecia; qui giovani e ragazzi e i vecchi con i loro casti discendenti, che preferirono conservare la loro purezza verginale.

Qui, anch’io, Damaso, lo confesso, avrei voluto essere sepolto, ma ebbi timore di disturbare le ceneri sante dei Beati.

Santa Cecilia

La liturgia di santa Cecilia, il 22 novembre, iniziava con l’antifona in latino: “Cantantibus organis, Cecilia virgo in corde suo soli Domino decantabat dicens: fiat Domine cor meum et corpus meum inmaculatum ut non confundar”. Potremmo tradurla: “mentre si cantava accompagnandosi con gli strumenti musicali la Vergine Cecilia cantava nel suo cuore dicendo: – O Signore fa il mio cuore il mio corpo immacolati in modo che io non sia confusa. –”

Possiamo pensare questo canto nell’ambito del suo banchetto di nozze, in cui lei canta interiormente le lodi a Dio mentre altri intonano canti profani. In tarde raffigurazioni è Cecilia stessa raffigurata al suono dell’organo.

Questo suo cantare nel cuore ha reso Cecilia la patrona della musica.

LA VISITA DI DON BOSCO

Nelle feste pasquali del 1858, don Bosco è a Roma. Le Memorie ricordano una delle sue giornate: «Passò quindi alle catacombe di S. Callisto. Quivi attendevalo probabilmente il Cavaliere G.B. De Rossi, che aveva scoperte quelle catacombe, ed al quale avevalo presentato Mons. di San Marzano. Chi entra in quei luoghi prova una tale commozione, che rimane indimenticabile per tutta la vita; e D. Bosco era assorto in santi dolcissimi pensieri nel percorrere quei sotterranei, ove i primi cristiani, coll’assistere al S. Sacrificio, colle preghiere in comune, col canto dei salmi e delle profezie, colla santissima Comunione, coll’ascoltare la parola dei Vescovi e dei Papi, avevano trovato la forza necessaria per il martirio che li aspettava. È impossibile mirare ad occhi asciutti que’ loculi che aveano rinchiuso i corpi sanguinosi o arsi di tanti eroi della fede, le tombe di ben quattordici Papi che avevano data la vita per testificare ciò che insegnavano, e la cripta di S. Cecilia. D. Bosco era incantato dal sentimento che splende in queste immagini, nelle quali l’arte cristiana primitiva aveva saputo riprodurre la bellezza incomparabile dell’anima e l’ideale altissimo della perfezione morale che si deve attribuire alla Vergine Divina.

Bosco usciva dalle catacombe alle 6 della sera e vi era entrato alle 8 del mattino. Aveva preso un po’ di refezione presso i religiosi che le hanno in custodia» (Memorie Biografiche V, 919-920).

Forse don Bosco presentiva che la custodia di quel luogo santo sarebbe stata affidata ai suoi figli.

Le informazioni più dettagliate e in diverse lingue si possono trovare sul sito web www.catacombe.roma.it oppure contattando direttamente le catacombe di San Callisto: scallisto@catacombe.roma.it

ANGELIIIII
I fioretti di Don Bosco

Le CAMPANE di Maria Ausiliatrice

04_Immagine_1
Il messaggio del Vicario

Che dono, IL TEMPO!

06_I
In Prima Linea

AREQUIPA

Happy,Little,Brothers,Enjoying,Time,Together,And,Having,Fun
Tempo dello Spirito

Le dieci qualità di UN VERO AMICO

15_49659166052_e0623309ca_o
invitato

IL REGOLATORE

16_316414020_3373173062918475_5343650677689937421_n
La nostra gloria

Suor MARIA TRONCATTI dalla selva al cielo

23_Immagine119765
Le case di Don Bosco

BARCELLONA POZZO DI GOTTO

24_Immagine120270
Salesiani

Il mitico PADRE PEPPE

28_4B27CF53-B9C0-4982-AF3A-E9817F8D3A6E_1_105_c
Luoghi salesiani

Le nostre CATACOMBE

30_201403 (2)-2
La nostra Storia

IL VERO VOLTO di don Bosco

35_shutterstock_2477138327
Come Don Bosco

I verbi dell'educazione 12 - Uno studente in PIENA FORMA

37_shutterstock_525081319
La linea d’ombra

La parola alle EMOZIONI

39_Immagine124279
La storia sconosciuta di Don Bosco

La benedetta AVVENTURA

40_Vendrame
I nostri santi

Il Santo del mese - Vendrame Costantino, presbitero, Servo di Dio

41_Immagine124664
Il loro ricordo è benedizione

DON SANDRO FERRAROLI

42_RELAX gennaio 2025 Schema
Il crucipuzzle

Scoprendo Don Bosco

43_Più felice copia
La buonanotte

Cosa l’ha resa PIÙ FELICE nella vita?