BS Giugno
2022

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

LE MALATTIE DELL’EDUCAZIONE 6 - Senza parole

Nella graduatoria delle malattie dell’educazione l’afasia va collocata ai primissimi posti! L’afasia, cioè la difficoltà o addirittura l’incapacità di parlare, taglia alla radice la possibilità stessa dell’educazione.

La parola è essenziale nell’educazione per tre motivi.

Primo: perché la parola costruisce la prima immagine che il bambino ha di sé. Continuate a dire al piccolo che è cattivo e brutto e si convincerà d’essere tale; al contrario ditegli: “Sei uno splendido bambino, farai qualcosa di meraviglioso!”; il piccolo si convincerà d’avere molte possibilità e partirà con il piede giusto per la vita!

Secondo: la parola è essenziale perché trasmette pensieri, sentimenti, valori. La parola è il più ricco allattamento psicologico! Vi è una differenza enorme tra un ragazzo che sente sempre e solo “mangiare, bere, vestire” e quello che sente anche parole come “dovere, pace, giustizia, rispetto, impegno, Dio”. Il primo penserà che nella vita basta diventare “grosso”; il secondo sarà invitato a diventare “grande”. Potenza delle parole!

Terzo: le parole hanno un’importanza determinante perché possono “convincere”. Le armi vincono, le parole convincono! Ebbene, la convinzione è il cuore dell’educazione! Un ragazzo davvero convinto che drogarsi è come autodistruggersi, si guarderà bene dal cadere nella trappola della sostanza mortale! Insomma, a conti fatti, l’educazione non è che parola condivisa!

La cura di questa malattia inizia dai cinque punti cardini dell’arte del parlare.

1. Parlare subito

Nella religione musulmana vi è questa bella ed originale norma: non appena la levatrice ha terminato il suo lavoro, il bambino viene preso in braccio dal papà che lo solleva fino alla bocca; poi, con tono dolce e tenero, gli sussurra nell’orecchio destro la formula di invito alla preghiera: “Dio è grande! Confesso che non c’è Dio se non Dio!”.

Parlare subito al bambino, appena nasce! Chi insisteva molto su questo dovere era la famosa psicanalista francese Françoise Dolto: “Ciò che i genitori non sanno è che fin dalla nascita il piccolo dell’uomo è un essere di linguaggio. Perciò, appena il bambino nasce, diamogli il benvenuto. Diciamogli: Ti aspettavamo! Aspettavamo proprio te! Siamo contenti che sia arrivato. Ti ameremo sempre. Vivi!”.

Parlare positivo

L’educatore patentato non usa mai parole invalidanti: “Sei un disastro! Ma che figlio abbiamo! Bisognerebbe pestarti!”… Queste son parole-pallottole, da sostituire, oggi stesso con parole-carezze: “Ci sei simpatico! Siamo orgogliosi di te! Sei speciale per noi! Tifiamo per te!”….

Parole balsamiche, queste. Parole che hanno un potenziale psichico enorme! Ha tutte le ragioni la psicologa Simona Gaia a sostenere che “la parola rimane l’unica oasi, l’unico controveleno al diluvio di immagini che minacciano di pietrificarci. La parola buona è la vitamina C indispensabile per i nostri figli ed il nostro domani”.

Parlare a tutto campo

Il bambino vuole il mare, non cucchiaini d’acqua. Per questo l’arte del parlare invita a non procedere a base di “Okay!” ma a costruire la frase intera; per questo ci invita a tirare fuori dal vocabolario tutte le parole anche quelle “scomode” come ad esempio “sacrificio, impegno, sofferenza, rinuncia, dolore…”.

Parlare nel modo giusto

Al riguardo la sensibilità dei ragazzi è altissima! Non si trova un ragazzo al mondo che non si ribelli a questi quattro modi sbagliati di parlare:

il modo urlato: “È così e basta! È così perché è così! Qui comando io…”.

il modo dispregiativo: “Possibile che abbia sempre la testa tra le nuvole!? Ti comporti come un bebè!”.

il modo definitivo: “Sei il solito pasticcione, sei solo capace a fare disastri! Non ne combini mai una buona…!”.

Le prediche: Un altro principio importante da tenere presente quando si parla con gli adolescenti è insegnare invece di fare prediche. Se un genitore alza la voce e si atteggia a pose teatrali, in genere l’adolescente cerca consigli altrove. I genitori che, invece, imparano a comunicare le proprie idee con calma e ragionevolezza spesso si sentono chiedere consigli dai loro figli.

Non intendo dire che i genitori non possano essere intransigenti su alcune profonde convinzioni. Intendo invece dire che devono temperare questo atteggiamento con l’apertura verso le opinioni degli altri, in particolare quelle dei loro figli. «Permettimi di dirti ciò in cui ho sempre creduto a questo proposito e il motivo per cui credo che questa sia la scelta migliore e poi comunicami la tua impressione. Mi interesserebbe conoscere le tue osservazioni». Questo modo di parlare consente al genitore di esprimere le sue profonde convinzioni, ma permette anche all’adolescente di esprimere con facilità i suoi pensieri, anche se sono diversi da quelli del genitore. Il genitore deve cercare di creare un clima di questo genere.

Parlare ascoltando

Saper ascoltare è il primo dovere dell’amore. Ascoltare non è solo un diritto dei genitori, bensì anche un «dovere». Ci si accorgerebbe che i figli sanno dire cose interessanti. Ecco alcuni esempi.

Gli adulti vivono in piena contraddizione. Dicono: «Non mettere le dita nel naso». Ma poi loro lo fanno. Dicono: «Non fumare». Ma loro fumano. Dicono: «Non bere alcolici!» Ma poi loro bevono come delle spugne. Dicono: «Vai sempre a letto presto!» Ma poi loro sono come le civette. Ci vietano di guardare dei film gialli o polizieschi alla televisione. Ma poi loro rimangono alzati a vederli fino a notte fonda. Più invecchiano e più dicono cose che non fanno (Anna, 12 anni). L’esempio non è la cosa principale per educare i figli: è l’unica. I figli amano e ammirano i genitori. E se li vedono sempre stanchi, sempre di corsa, insofferenti o villani senza dubbio si comporteranno, a scuola o nella vita, in maniera simile. I genitori preoccupati del modo in cui si comportano ì loro figli, farebbero bene a dare un’occhiata alla loro vita. Il modo migliore di curare i figli è curare se stessi.

Se manifestate sincero interesse per le opinioni che vostro figlio esprime, può darsi che vi sia chiesto di esprimere le vostre opinioni.           

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