BS Luglio/Agosto
2022

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

LE MALATTIE DELL’EDUCAZIONE 7 - La sindrome del pappagallo

È la malattia di coloro che dicono quello che dicono gli altri, fanno ciò che fanno gli altri… Il motto preferito dagli ammalati di questa sindrome è “Così fan tutti…”.

La moda comanda: e tutti ci si veste allo stesso modo. La televisione parla: e tutti ridono, sgambettano, gesticolano, litigano allo stesso modo. L’aria che tira impone che il primo giorno di scuola sia una passerella per i piccoli, e tutti si adeguano. L’essere al passo con i tempi prescrive che il compleanno del bambino sia la prova generale delle nozze e tutti ripetono, come i pappagalli, appunto!

È la frase che i genitori sentono più spesso: «Lo fanno tutti, perché io non posso?». Una frase che i figli istintivamente usano con calcolata crudeltà. Provoca un fastidioso senso di insicurezza ai genitori, che si sentono sbattuti nell’arena della concorrenza. I figli esprimono con questa protesta un istinto positivo; i genitori vi sentono la minaccia di un conformismo pericoloso.

I bambini crescendo devono imparare ad entrare in rapporto con gli altri, e i coetanei sono il loro specchio, a tutte le età. È difficile imparare a volersi bene se non si è accettati dai propri simili. Proprio per questo, una delle tappe principali nell’evoluzione dei piccoli è imparare ad essere come gli altri bambini della loro età. Imparare a far parte attivamente di un gruppo è molto importante perché il bambino sviluppi un’immagine positiva di sé. Un bimbo potrà osare di essere diverso soltanto dopo che ha avuto la certezza di essere alla pari con gli altri.

Gli aspetti positivi di questa voglia di essere come gli altri possono però facilmente trasformarsi in una forza negativa, che possiamo chiamare «l’imitazione a tutti i costi». In questo senso vanno comprese le pressanti raccomandazioni di don Bosco ai suoi ragazzi perché facessero attenzione ai «cattivi compagni» e al «rispetto umano».

In che modo dobbiamo reagire? Intanto irrobustendo il nostro “io”, la nostra personalità.

◆ La sindrome del pappagallo si combatte uscendo dal gregge. Si combatte diventando “egregi” (alla lettera: “fuori del gregge”). Oggi l’onda porta ad accelerare i figli soffocandoli con mille impegni, con mille “corsi”. I genitori fuori coro reagiscono con forza: “Basta con i figli spremuti!”. Oggi i genitori che sono sul carro del “Così fan tutti” lasciano che il figlio cresca nella bambagia.

I genitori vecchio stile si oppongono a tutto tondo: “Viziare è sempre ingannare! La vita non è una scatola di cioccolatini!”

Il rischio da evitare è che inizi in famiglia una continua guerriglia: «Tutti gli altri tornano a casa quando vogliono, perché io devo rientrare alle dieci?», «Non vi fidate di me!», «La mamma di Gloria glielo compra, perché tu no?».

Se Vostro figlio dice: “Le altre mamme permettono ai figli di guardare la TV dopo la scuola”, non replicate: “Io non sono la mamma degli altri bambini. Fino a quando vivrai in questa casa dovrai ubbidire alle mie regole», rispondete: “In casa nostra la TV rimane spenta fino a quando non avrai completato i compiti”.

◆ Riconoscete l’unicità di vostro figlio. È facile dimenticare che vostro figlio non è solo un vostro riflesso, un «ramo del vecchio tronco». Ogni figlio o figlia è un individuo unico la cui personalità, il cui carattere, i cui interessi e le cui capacità possono essere molto diversi dai vostri oltre che da quelli dei fratelli. In momenti particolari di vicinanza e di serenità, i genitori devono ricordare ai figli che essere «unici» premia molto di più che essere «come gli altri».

◆ Investite sul suo cervello. Possiamo, ad esempio, proporgli, dal momento in cui è in grado di comprenderla, questa riflessione: “Quando nasce un bambino, tutti dicono: ‘Assomiglia tutto al padre’; oppure: ‘È intelligente come lo zio’… perché non domandarci: ‘In che cosa è diverso da tutti?’”. Possiamo aggiungere: “Gli uomini non sono come le tegole che si danno da bere l’una all’altra!”. “Dio è scarso in matematica e non usa lo stampino! Difatti sa contare solo fino ad uno, poi ricomincia da capo: infatti non fa doppioni!”. “Piuttosto d’essere clonato, ribellati!”.

◆ Occorre inviare ai figli due messaggi diversi. Primo: approviamo il tuo bisogno di essere come gli altri. Secondo: ti vogliamo abbastanza bene da aiutarti a capire che cosa è giusto e buono e che cosa non lo è. I figli devono capire che i genitori sostengono il loro sforzo di diventare autonomi, ma che come genitori hanno il dovere di proteggerli dai pericoli.

◆ La cosa più utile è distinguere tra questioni importanti e irritazioni da poco. Si può anche essere elastici sul modo di vestire, sui gusti musicali, sugli hobby… È vitale essere fermi quando si tratta di rientri a casa, di andare alle feste senza essere accompagnati, di alcol ecc.

◆ Parlarne apertamente. I ragazzi devono essere aiutati a distinguere le pressioni utili da quelle dannose. Un papà può tranquillamente dire al figlio: «Non mi importa niente se tutti sul pullman si comportano in modo volgare e maleducato. Tu porti il mio cognome, e io ho diritto al mio buon nome…».

Pino Pellegrino

I NONNI “CUSTODI DELLA VITA”

Edizioni Sanpino

Presentazione di LINO BANFI, il “nonno d’Italia”

«Ho letto con gusto questo bellissimo libro come se fosse la sceneggiatura di una puntata del “Medico in famiglia”. I consigli, i suggerimenti e le riflessioni di questo simpatico autore sono tante pillole di saggezza che spaziano dall’arte di raccontare le favole a come giostrarsi nel mondo digitale»

Queste pagine hanno la loro importanza perché vogliono far conoscere quella che oggi ci sembra l’ultima ala di riserva che ancora ci resta per arginare la «catastrofe educativa» di cui parla papa Francesco.

I nonni ci salvano dalla catastrofe perché salvano gli anni delle radici della vita di ogni uomo nuovo che approda sul pianeta.

I nonni ci proteggono dalla catastrofe perché mostrano in diretta che ancor oggi è possibile e gratificante essere uomini e donne maturi.

Tutto questo confermano queste pagine abbellite dalle parole dei nipoti e arricchite da tanti stimoli pedagogici e da un capitolo riservato ai pensieri del Papa che è sempre dalla parte dei nonni!

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Il messaggio del Rettor Maggiore

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