LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
L’AMOR che move il SOLE e l’altre STELLE
Comunque andare, anche quando ti senti morire, per non restare a fare niente aspettando la fine. Andare, perché ferma non sai stare, ti ostinerai a cercare la luce sul fondo delle cose.
«Chi si ferma è perduto»! È quanto recita un vecchio detto popolare, condensando in poche, semplici parole la saggezza antica di una civiltà che aveva compreso molto bene l’importanza di mettere un piede davanti all’altro per poter procedere in modo spedito verso il futuro, rifuggendo dalla tentazione di un’inerzia che porta sempre con sé il rischio di trasformarsi in sterile immobilismo. Se è vero, infatti, che le soste e i momenti di riposo lungo il percorso si rivelano essenziali per prendere fiato, ricalibrare la rotta e radunare le energie necessarie ad affrontare il tratto di strada che ci aspetta, indugiare troppo a lungo nella stasi dell’ozio può farci perdere di vista la meta verso cui siamo diretti, facendoci smarrire il gusto stesso del viaggiare e fiaccando in noi il proposito di proseguire nel cammino.
È quanto avviene, a volte, anche ai giovani impegnati nel proprio itinerario di crescita, inevitabilmente segnato da momenti di stanchezza, di demotivazione, di scoraggiamento che, per quanto fisiologici in ogni percorso, se vissuti con passività e non come un’occasione per fare un bilancio delle scelte fatte e per risignificare o magari anche rimodulare il proprio progetto di vita, possono tradursi in una condizione permanente. Non è raro, infatti, che nel difficile cammino verso l’adultità ci si areni nelle secche di un’apatia che azzera ogni volontà di andare avanti. Una simile situazione di stallo può essere il frutto della paura di mettersi in gioco, delle tante delusioni sperimentate anche a fronte del proprio impegno e dei sacrifici fatti, dell’incapacità di trovare dentro di sé una ragione forte in grado di riaccendere l’entusiasmo e riattivare il dinamismo dell’andare…
Ma mai come in questi momenti è fondamentale ricordarsi che il segreto di ogni viaggio sta nel trovare il coraggio di fare il primo passo: spesso il più difficile da compiere, ma anche quello che ci permette di ridare slancio alla voglia di camminare! Non ha importanza che sia un piccolo passo, magari incerto e malsicuro. Non importa neppure che siamo convinti di aver imboccato la direzione giusta. Ciò che conta è andare avanti, anche lentamente, magari procedendo per tentativi ed errori, ma comunque accettando la sfida di riprendere la strada. E una volta che avremo ripreso il cammino, forse scopriremo con sorpresa che, passo dopo passo, il nostro procedere si è fatto più lesto, che le gambe si sono irrobustite e che anche il fiato è diventato meno corto, al punto che avvertiamo sempre meno la stanchezza dell’andare.
Affinché rinasca in noi la disponibilità a rimetterci in cammino spesso, però, non è sufficiente fare appello alle nostre energie interiori. Talvolta, abbiamo bisogno di una motivazione più forte, di qualcosa che ci sproni a superare le nostre paure, che guarisca le nostre ferite, che ci restituisca la speranza nella possibilità di dare un nuovo significato alla nostra esistenza. E questa motivazione non può che essere l’Amore! Quell’Amore che «move il sole e l’altre stelle» – come ha scritto Dante in un celebre verso della sua Commedia –, ma che è in grado di mettere in movimento anche noi, riconciliandoci con i nostri difetti e con le “spine” che ci portiamo dentro e spingendoci ad essere migliori.
È l’Amore, infatti, che ci dà il coraggio di rimetterci in gioco, che ci fa riconoscere la luce anche nelle situazioni più buie, che ci infonde la forza per affrontare ogni ostacolo e ci restituisce la voglia di andare avanti senza risparmiarci. Perché solo quando amiamo e ci sentiamo amati riusciamo a camminare con letizia ed è nella relazione che riscopriamo la bellezza del viaggio, spingendoci ogni giorno un po’ più in là.
Comunque andare,
anche quando ti senti morire,
per non restare a fare niente
aspettando la fine.
Andare, perché ferma non sai stare,
ti ostinerai a cercare la luce
sul fondo delle cose.
Comunque andare,
anche solo per capire
o per non capirci niente,
però all’amore poter dire:
“Ho vissuto nel tuo nome!”.
E ballare e sudare sotto il sole,
non mi importa se mi brucio la pelle,
se brucio i secondi, le ore;
mi importa se mi vedi e cosa vedi,
sono qui davanti a te,
coi miei bagagli
ho radunato paure e desideri…
Comunque andare,
anche quando ti senti svanire,
non saperti risparmiare,
ma giocartela fino alla fine.
E allora andare, che le spine si fanno sfilare,
e se chiudo gli occhi sono rose
e il profumo che mi rimane…
Comunque andare, perché ferma non so stare,
in piedi, a notte fonda, sai che mi farò trovare.
E voglio ballare e sudare sotto il sole,
non mi importa se mi brucio la pelle,
se brucio i secondi, le ore.
E voglio sperare quando non c’è
più niente da fare,
voglio essere migliore, finché ci sei tu
e perché ci sei tu da amare!
Dimmi se mi vedi e cosa vedi,
mentre ti sorrido,
io coi miei difetti
ho radunato paure e desideri…
(Alessandra Amoroso, Comunque andare, 2016)



















