La Buonanotte
B.F. Disegno di Fabrizio Zubani
L’ABBRACCIO che salva

Nel Massachusetts, negli Stati Uniti, nel 1995, le gemelle premature Brielle e Kyrie Jackson nacquero dodici settimane prima del previsto, a sei mesi. Pesavano solo un chilo ciascuna e furono messe in incubatrici separate per paura di infezioni. All’epoca, questa era la procedura standard per i gemelli prematuri negli Stati Uniti.
Rimasero separate per ventuno giorni, finché le condizioni di Brielle non peggiorarono improvvisamente e notevolmente. Il suo cuore batteva in modo irregolare. L’ossigeno nel suo sangue stava gradualmente diminuendo. La sua pelle stava diventando blu.
I medici fecero tutto il possibile, cercarono di tenerla in vita con tutti i mezzi, ma niente migliorò la sua salute.
Brielle stava morendo…
Gale Kasparian, un’infermiera dell’ospedale, ebbe all’improvviso un colpo di genio, guidata solo dall’istinto: mise le due gemelline nella stessa incubatrice. Immediatamente, Kyrie, la “più forte” dei due angeli, allungò incredibilmente il suo piccolo braccio per abbracciare la sua fragile sorella.
Brielle si strinse dolcemente a lei. Il suo respiro divenne improvvisamente stabile, il suo cuore tornò a un ritmo regolare, il colore della pelle si fece rosaceo.
Il “miracolo” sorprese quindi tutti gli assistenti indifesi e disperati. Questo momento incredibile, quasi storico, venne chiamato “l’abbraccio salvifico”.
Da allora, il contatto pelle a pelle tra gemelli prematuri è stato riconosciuto come uno strumento medico essenziale negli Stati Uniti.
Così, sfidando fili e cavi, un semplice abbraccio tra sorelle non solo ha salvato una vita: ha cambiato il corso della storia della medicina.
È probabile che Brielle si stesse lentamente consumando perché all’improvviso si era separata dalla sua dolce metà, quella con cui aveva condiviso il grembo materno per così tanto tempo.
E che la separazione totale dalla sua gemella, per una piccola neonata prematura che pesava solo un chilo, era psicologicamente devastante.
L’abbraccio della sorella la salvò.
















