BS Ottobre
2026

FMA

Emilia Di Massimo

La RICCHEZZA è la DIVERSITÀ

In Belgio, tre Figlie di Maria Ausiliatrice svolgono principalmente la loro missione educativa nella residenza universitaria, dove condividono la vita quotidiana con 20 studenti.

Un solo sorriso

«Un grande internato ospita bambini e ragazzi dai 5 ai 19 anni; svolgere la missione con loro è imparare a diventare adulti, a vivere esperienze significative, cariche di umanità. Lavorare nella scuola dell’infanzia e nella primaria, in oratorio, è accorgersi che stare con loro è ricevere gratuitamente una linfa vitale, una gioia profonda. Indipendentemente dalla provenienza geografica, dalla diversità delle culture, bambini e giovani sorridono allo stesso modo e riempiono il cuore!» Sono un solo sorriso. Suor Isabelle Batantou asserisce quanto espresso con stupore e gratitudine, regalandoci un tassello della sua vita di missionaria. Nata a Congo-Brazzaville, oggi è responsabile della comunità di Lovanio, in Belgio, dove vive con suor Anny Thomas e suor Michèle Decoster. Afferma con convinzione che la missione educativa dà esiti positivi verso la fine dell’anno sia perché i bambini e i giovani raggiungono un buon successo scolastico, sia perché effettivamente maturano gradualmente come persone. «I giovani, ci dice ancora suor Isabelle, affrontano numerose sfide e gli insuccessi possono talvolta minare l’autostima personale; spesso osserviamo vulnerabilità psicologiche legate a tali esperienze, a problemi familiari e sociali. La loro delicata realtà è un incentivo per intensificare ulteriormente l’impegno educativo, soprattutto perché ciascuno sia riconosciuto ed amato per quello che è, a prescindere dalle difficoltà personali ed esterne».

Arco completo: 24 ore

Suor Isabelle incontra anche i bambini più piccoli della scuola comunale di Croix, dove lavora come “animatrice del tempo libero” per gli allievi sia della scuola dell’infanzia sia della primaria. «È un’esperienza unica ed arricchente, è un’opportunità per condividere il messaggio della “buona novella” declinando i pilastri del Sistema preventivo: ragione, religione, amorevolezza».

«Ogni venerdì, ci dice suor Michèle, dalle 17:00 alle 21:00, accogliamo in oratorio un fantastico ed attivo gruppo di ragazzi dagli 11 ai 14 anni con il quale recentemente siamo stati in pellegrinaggio a Roma e ad Assisi. Iniziamo con il benvenuto, in seguito svolgiamo svariate attività e giochi; ceniamo insieme per conoscerci di più e condividere un tratto del cammino che stiamo percorrendo. Dopo il riordino, andiamo in cappella per il catechismo e la preghiera. Sono momenti meravigliosi di condivisione nei quali insieme è l’esperienza prioritaria vissuta nel rispetto delle differenze, nella ricchezza della diversità, perché «quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi» (Charles Evans Hughes).

Le tre Figlie di Maria Ausiliatrice svolgono principalmente la loro missione educativa nella residenza universitaria, dove con 20 studenti condividono il quotidiano; nello spirito di famiglia, donano una presenza sicura, un sostegno spirituale e psicologico, incoraggiamento e vicinanza. Molti giovani provengono da varie parti del mondo, eppure formano una meravigliosa famiglia, che testimonia che «La diversità non è un problema, anzi, è un miracolo» (Fabio Manuel Mulas) e nella comunità salesiana accade ogni giorno, oltre le normali difficoltà. Ana ci narra la sua esperienza: «Ho 22 anni, frequento la facoltà di studio scienze umane e sociali all’università di Lovanio. Incontrando suor Isabelle, le suore salesiane, ho scoperto la mia passione: lavorare con i giovani. Loro mi hanno aiutata a uscire dalla mia zona di comfort, ad avere più sicurezza in vari campi; mi hanno insegnato ad apprezzare e valorizzare ogni istante della vita, dandomi più di quanto dono. Ho imparato ad amare la spiritualità salesiana, il valore dell’amorevolezza che fa sentire i giovani amati ed intesse autentici legami. È per questo che ho deciso di guidare gruppi giovanili, di collaborare con le suore. Il loro stile di vita e relazionale mi ha fatto sentire subito a casa, così, quando ho iniziato l’università, ho scelto di vivere nella loro residenza universitaria, dove la vita è serena e semplice, fa stare bene, l’atmosfera è sempre molto accogliente. La condivisione della missione è un valore aggiunto per noi giovani: ognuna di noi si impegna in un piccolo compito: aiutare i bambini a fare i compiti, essere presente all’oratorio, organizzare un laboratorio di ecologia. Vivo qui da tre anni. Mi sento davvero a casa e sono grata per il bene che le suore fanno, per la loro vicinanza e la loro preghiera».

Suor Anny ci indica alcune iniziative che si svolgono con le studentesse. «Ogni lunedì, dalle 19:00 alle 22:00, trascorriamo momenti di vera fraternità: cuciniamo insieme, facciamo delle attività organizzate a turno da due giovani, così come la preghiera guidata. Incontriamo anche alcuni ragazzi del quartiere, della parrocchia, di gruppi giovanili e del catechismo, cerchiamo di “essere” dove sono loro». Perché donare la propria presenza è il più bel dono di se stessi.

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