I FIORETTI DI DON BOSCO
B.F.
La QUERCIA e il PERO
C’erano dei peri nel prato dei Becchi. Tra due di questi, la domenica pomeriggio, Giovannino Bosco annodava una fune, e davanti posava una sedia. I compaesani, grandi e piccoli, si accomodavano sul prato. Il ragazzo invitava tutti a recitare il Rosario e a cantare una lode sacra. Finito questo montava sopra la sedia, faceva la predica, o meglio ripeteva quanto si ricordava della spiegazione del vangelo udita al mattino in chiesa; oppure raccontava fatti od esempi uditi o letti in qualche libro. Poi il piccolo predicatore si trasformava in un giocoliere di professione. Sulla corda camminava come per un sentiero; saltava, danzava, si appendeva ora per un piede, ora per due; talora con ambe le mani, talora con una sola. Eseguiva giochi di prestigio e capriole. Gli applausi scrosciavano sinceri.
Come tutti i ragazzini dei Becchi, Giovannino Bosco andava a caccia di nidi per catturare i piccoli, destinati a diventare una deliziosa pietanza. Un giorno, vide un grosso nido sopra una vecchia, alta e grossa quercia, in mezzo a un piccolo boschetto poco lontano dalla casa. I suoi compagni provarono a salire, ma nessuno vi poté riuscire. Giovanni in un batter d’occhio fu in alto. Ma altro era salire sul tronco, e di qui guardar la nidiata, altro andarla a prendere: il nido si trovava sopra l’estremità di un grosso e lungo ramo quasi parallelo al suolo e che ad un quarto della sua lunghezza si piegava in giù. Giovanni, avvezzo a passeggiare sulle corde, non si lasciò sgomentare, ma adagio adagio, giunse ove era la nidiata, e se la infilò nella camicia. Ma il ritorno dalla punta del ramo si rivelò subito difficoltoso. Dopo aver lottato per un quarto d’ora circa, sfinito, si lasciò cadere. I suoi compagni spaventati gli corsero subito attorno, credendolo morto.
Giovanni si rialzò, regalò il nido e si avviò verso casa; ma fatti alcuni passi, più non poté camminare. Lo stomaco e la schiena gli dolevano; le membra tutte gli tremavano. Finalmente giunse a casa, e si pose a letto. La madre corse subito e fece chiamare il medico. Giovanni attese che la mamma fosse lontana e rivelò al dottore la causa del suo male. «Perché non me lo hai detto subito?» Chiese il dottore. «Avevo paura che mia madre mi conciasse per le feste!» rispose Giovannino. Guarì dopo tre mesi e ricominciò con le sue acrobazie. Tuttavia da quel giorno ogni volta che passava vicino alla quercia tremava di paura.



















