BS luglio/Agosto
2022

IL TEMPO DELLO SPIRITO

CARMEN LAVAL

La piena consapevolezza

La “mindfulness” è un concetto che sta rapidamente conquistando la formazione umana. Può essere un ottimo aiuto alla “meditazione” cristiana.

1. Immergiti nel momento presente

Accetta questo momento come un dono di Dio. Connettiti con la tua vita “adesso”. Fa la tua dichiarazione di autostima: «Io sono io. In tutto il mondo, non c’è nessun altro esattamente come me. Possiedo tutto di me: il mio corpo e tutto ciò che fa; la mia mente, i miei pensieri e le mie idee; i miei occhi e le immagini che essi vedono; i miei sentimenti, qualunque essi siano: rabbia, gioia, frustrazione, amore, delusione, eccitazione; la mia bocca e tutte le parole che ne escono: gentili, dolci o rudi, giuste o sbagliate; la mia voce: forte o sommessa; e tutte le mie azioni, sia che siano rivolte verso me stessa o verso altri. Possiedo tutte le mie fantasie, i miei sogni, le mie speranze e le mie paure. Possiedo tutti i miei trionfi e i miei successi, tutti i miei fallimenti e i miei errori».

Matteo 6:34: Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

2. Concentrati sul tuo respiro

Ci si può calmare mediante il respiro. Non controllandolo, bensì collegandosi con umiltà e accompagnandolo piano. Una lezione di consapevolezza: il respiro è invisibile, al punto che ci dimentichiamo continuamente della sua presenza. Ma il suo ruolo è vitale, noi abbiamo un bisogno assoluto di respirare. Così come nella vita ci sono tante cose che ci sostengono e di cui non abbiamo consapevolezza.

Una lezione di dipendenza e fragilità: il bisogno di respirare è ancora più netto e immediato di quello di mangiare, di bere, di amare o di essere amati, i nostri altri nutrimenti. Il respiro ci insegna che siamo sostenuti da numerose dipendenze: si tratta di legami, però, che ci costruiscono e ci nutrono.

3. Nota come si sente il tuo corpo

Siediti comodamente e chiudi gli occhi. Prima porta la tua attenzione sui tuoi piedi, poi sulle tue gambe, busto, schiena, braccia, collo, viso e testa. Nota le sensazioni che provi in ogni parte del tuo corpo. Ringrazia Dio per come ti ha creato.

Scrivi una lettera al tuo corpo: «Buongiorno corpo mio, oggi voglio dirti il mio grazie per avermi accompagnato per così tanto tempo sulle strade della mia vita. Oggi, a metà cammino della mia vita, un po’ commosso, ti riscopro con le tue cicatrici segrete, la tua stanchezza, i tuoi stupori. Ho scoperto che tu mi amavi corpo mio, che ti occupavi del mio benessere, che rispettavi la mia presenza. Quante violenze hai affrontato per lasciarmi nascere, per lasciarmi essere, per lasciarmi crescere con te. Quante malattie mi hai evitato, quanti incidenti hai superato per salvarmi la vita! Andremo fino in fondo alla nostra vita comune… e qualunque cosa succeda invecchieremo insieme».

4. Guarda

Vivere in piena consapevolezza significa prendersi il tempo di contemplare. Di essere toccati dagli oggetti. Quelli che incrociamo ogni giorno e che dimentichiamo perché, a furia di vederli, non li vediamo più. Gli oggetti comuni non sono ordinari: sono meravigliosi. L’acqua, il bicchiere, la caffettiera, il tavolo, il muro, la sedia: meravigliosi. Bere, mangiare, fabbricare, appartenere a una specie intelligente, curiosa e industriosa: meraviglioso.

5. Ascolta attentamente le persone con cui parli

Sii presente con tutto te stesso agli altri. Presta attenzione a quello che dicono in modo da non farti distrarre dai tuoi pensieri. Valutali come persone create a immagine di Dio.

C’è attorno a te una folla di esseri umani che ti hanno amato, aiutato, sorriso, dato… E continuano a farlo, lo faranno anche domani. Avere coscienza di questo debito, e rallegrarsene, ed esprimerlo: ecco che cos’è la gratitudine. Portare regolarmente la consapevolezza a questo pensiero, fino a provarlo fisicamente: ecco le meditazioni di gratitudine. In fondo ci sono tre passi da compiere, in materia di gratitudine; riconoscerne l’importanza: fermarsi un istante per fare qualcosa di più che pensarci, lasciare che si diffonda nel nostro corpo, come un’emozione e non solo come un pensiero; poi esprimerla, ovvio, a coloro che ci hanno amato e aiutato.

6. Fai una pausa per la meditazione biblica

Leggi un breve versetto o passo della Bibbia. Nota che cosa ti colpisce. Rifletti su ciò che il Signore ti sta dicendo. Ringrazialo per questo e termina con una preghiera. Esempi: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi ». (Vangelo di Giovanni 14, 1-3).

«Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!» (Deuteronomio 31,8) «Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza» (Timoteo 1,7).

«Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio» (Isaia 41,10).

«Tu vedi l’affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani» (Salmo 9).

7. Di’ una preghiera di benedizione per gli altri

Estendi amore e compassione verso gli altri pronunciando una preghiera di benedizione su di loro. Ricorda qualcuno e sii consapevole della presenza di Dio in tutti. Di’ una preghiera biblica di benedizione per loro o prega con parole tue. “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace” (Numeri 6, 24-26).  

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