La Buonanotte
B.F. Disegno di Fabrizio Zubani
La PECORA DIVERSA

C’era una volta un pastore molto soddisfatto: le sue pecore lo seguivano ovunque andasse. Eccetto una. Era una pecora diversa da tutte le altre. Aveva una folta lana nera, mentre le altre erano tutte bianche.
La pecora nera si allontanava continuamente dalle altre e vagabondava per conto suo.
Venne il giorno della tosatura delle pecore. Ai piedi del pastore si accumulò un bel mucchio di lana bianca. Ultima rimase la pecora nera. Il pastore pensava di ricavare un buon prezzo dalla sua lana. Era nera, ma folta e soffice. La pecora nera però scappò via, lontano dal gregge.
Il pastore chiamò il cane. Partirono all’inseguimento della pecora nera. Ma all’improvviso non la videro più.
Dove si era cacciata? La cercarono a lungo, ma non la trovarono più. La pecora si era nascosta in una caverna rocciosa. Nel buio, nera com’era, divenne quasi invisibile. E quello divenne il suo ovile. Là voleva restare e vivere da sola. Di tanto in tanto usciva dalla caverna e correva tutta sola attraverso i prati deserti.
Arrivò l’autunno. Le tempeste di novembre spazzavano le colline di Giudea. Soffiava un vento freddo. La pecora solitaria aveva freddo nonostante il suo folto vello. Stava sola e triste nei campi vuoti. Poi iniziò a nevicare.
La neve cadeva sempre più fitta. La pecora nera non riuscì più a trovare la sua grotta. Si era persa? All’improvviso vide uno strano bagliore. Si diresse verso la luce e trovò la sua grotta.
L’interno era stranamente luminoso. Un uomo e una donna si erano rifugiati proprio là. La pecora nera voleva scappare, ma vide un bambino neonato, piccolo, piccolo. Era lui che emanava luce?
La donna lo stringeva al petto per dargli un po’ di calore. Ma il bambino iniziò a piangere.
La pecora nera non scappò. Pensò alla sua morbida e folta lana. Si avvicinò sempre di più al bambino, e si accoccolò accanto a lui. La donna intenerita adagiò il bambino nella lana. Lui smise di piangere. La pecora nera osava a malapena respirare.
Solo una volta sussultò: all’ingresso era arrivato il pastore. Dietro di lui c’erano le altre pecore. Il pastore vide la pecora nera e disse: «Così la mia pecora smarrita aveva conservato la sua lana per questo bambino. Può restare: sarà il mio dono». Coprì con cura il bambino e la pecora con il suo mantello da pastore. Poi proseguì soddisfatto per la sua strada e le altre pecore lo seguirono.


















