BS Aprile
2022

FMA

Emilia Di Massimo

La memoria della gratitudine

Da sessant’anni le Figlie di Maria Ausiliatrice operano in Vietnam​

“Ciò che di più prezioso voglio regalare alle suore è la gratitudine. Grazie per gli insegnamenti che, donati con il cuore, aiutano i giovani a diventare persone umane e cristiane” (Thoại).

Si impegnano attualmente per lavorare insieme, per affrontare con rinnovato slancio le sfide future, d’altronde non hanno mai avuto grandi difficoltà per inserirsi tra la gente con la loro presenza cordiale; così da ben 60 anni, da quando si sono poste a servizio dei giovani, il 28 maggio 1961.

Sono le prime Figlie di Maria Ausiliatrice missionarie ed arrivano a Binh Tay-Cho Lon, nel Vietnam del Sud, dando vita ad una comunità composta da tre suore: un’italiana, una cinese ed una filippina, ma anche da sei aspiranti vietnamite. Alcuni mesi dopo, con altre missionarie provenienti dalla Germania e dall’Italia, la prima Comunità si costituisce ufficialmente ed inizia a svolgere le attività scolastiche, l’oratorio, il catechismo in parrocchia.

Radici forti

Nell’ottobre del 1966 le suore ricevono la gestione della Scuola materna Lina a Tam Ha, un dono del governo italiano per i bambini poveri e per le vittime della guerra in Vietnam. La presenza delle suore è richiesta per offrire un apporto significativo alla Chiesa e alla società.

Suor Maria Pham ci dice che, “oltre all’impegno nello studio della lingua vietnamita per poter comunicare, le missionarie si concentrano sulla formazione delle vocazioni locali e sull’integrazione del carisma salesiano nella cultura vietnamita: l’Istituto in Vietnam mette solide radici destinate a fiorire. La fiducia nella Provvidenza è l’atteggiamento che guida le prime Figlie di Maria Ausiliatrice nel portare avanti la missione educativa con speranza, soprattutto nelle situazioni difficili. In comunione con la Chiesa ed in risposta alle necessità della società, le Figlie di Maria Ausiliatrice aprono i centri professionali, l’orientamento al lavoro, i pensionati universitari e gli internati per ragazze indigene o studentesse. La rete educativa è declinata mediante le scuole di diverso odine e grado, dal doposcuola, dal Movimento Giovanile Salesiano, dal Vides (Volontariato Internazionale Donne Educazione e Sviluppo) dalle exallieve, dai Salesiani Cooperatori”.

Si mettono così quelle radici robuste che oggi continuano a fiorire.

Il cuore della missione

“In preparazione all’evento del 60° della presenza delle suore”, ci spiega suor Nga Nguyen Thi “le sorelle hanno cercato di intensificare la comunione riflettendo sulle parole del Padre Nostro, vivendo maggiormente la carità. Hanno fatto memoria della storia dell’Istituto in Vietnam alimentando la gratitudine per le prime missionarie e per quanto si è realizzato nel campo educativo. Ogni pagina della storia evoca memorie vivide di persone ed eventi, risveglia il desiderio di continuare a donarsi completamente a Dio mediante l’educazione giovanile. L’evento del 60° è un incoraggiamento a rinnovare la propria vocazione nella gioia, vivendo il carisma in profondità. “A te le affido”: ha indicato a Maria Mazzarello il cuore della missione educativa ed oggi continua con le suore che camminano nella fede e nella speranza con e per i giovani, specialmente con i più poveri”, come si deduce dalle seguenti testimonianze, di cui alcune firmate altre anonime.

“Quando vengo dalle suore mi sento amata ed apprezzata, si prendono sempre cura di me, mi ascoltano e mi aiutano a superare le difficoltà che vivo. Mi hanno aiutato ad avere una visione più profonda della vita e mi hanno insegnato ad essere una persona utile per la società” (Ba’o).

Con il progetto “Speranza”, il quale è stato portato avanti anche durante il tempo della pandemia, le suore ci hanno invitate ad impegnarci in opere di carità. Con loro abbiamo visitato i poveri e consegnato pacchi alimentari. Nel mio cuore resterà sempre l’immagine di noi sorridenti, entusiasti, audaci, oltre ogni fatica; abbiamo cercato di donare gioia, felicità e speranza, ciò che sento ricordando l’esperienza” (Tép).

“Ciò che di più prezioso voglio regalare alle suore è la gratitudine. Grazie per gli insegnamenti che, donati con il cuore, aiutano i giovani a diventare persone umane e cristiane” (Thoa∙i).

“Le attività apostoliche che le suore ci propongono ci aiutano a formarci gradualmente crescendo nella capacità di servire, di donarci gratuitamente sentendo che così la nostra vita ha un significato”.

“Durante i miei anni trascorsi nel pensionato universitario delle suore ho imparato i valori della libertà e della pace. Ho compreso che sono libera quando sono me stessa, e l’ho imparato perché le Figlie di Maria Ausiliatrice mi hanno accolta così come ero, sia con i miei pregi sia con i miei limiti, mi hanno corretta con la tipica amorevolezza salesiana”.

“Avevo vissuto alcune esperienze negative, in seguito ho incontrato le suore; la loro presenza ed il loro aiuto mi hanno resa più forte, in grado di superare le difficoltà. Ho scoperto in me sentimenti positivi e belli sui quali investire la mia vita”.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice e i giovani che hanno fatto memoria della gratitudine hanno regalato pagine tratte dal diario interiore che custodiscono in sé, insegnando così che saper ringraziare rende in grado di superare il passato, di aprirsi con speranza e gioia al futuro.         

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