LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
La gioventù TENACE
Quanti giovani, pur a fronte di un serio percorso di fede, si lasciano sopraffare dallo scoraggiamento e, dinanzi agli ostacoli che la vita adulta frappone sul nostro percorso, tra responsabilità opprimenti e dolorose disillusioni, smettono di credere?
Quanto è tenace la nostra fede? Fino a che punto siamo disposti a credere, anche a dispetto delle difficoltà e dei tanti inciampi che incontriamo sul nostro cammino? E quanto può essere faticoso continuare a tenere lo sguardo fisso verso l’orizzonte della trascendenza quando tutto, intorno a noi, sembra farci sprofondare nell’abisso di una contingenza che frustra anche le speranze più risolute?
Di fronte alle delusioni più cocenti, ai fallimenti che appesantiscono le relazioni, al dolore insensato della malattia o di un lutto improvviso, persino le nostre più solide certezze paiono, a volte, vacillare, schiacciate dal peso di una sofferenza che non fa sconti e che rimette in discussione ogni valore. Non è facile, infatti, mantenere fermo il timone della propria vita quando tutto sembra andare alla deriva, quando il buio ci inghiotte e la disperazione ci divora dentro. E questi momenti di totale disorientamento risultano ancora più corrosivi in quella particolare fase della vita che coincide con il cammino verso l’adultità, in cui siamo maggiormente esposti al cambiamento e alla precarietà e in cui più alto è il rischio di smarrire la rotta.
Quanti giovani, pur a fronte di un serio percorso di fede, si lasciano sopraffare dallo scoraggiamento e, dinanzi agli ostacoli che la vita adulta frappone sul nostro percorso, tra responsabilità opprimenti e dolorose disillusioni, smettono di credere? Non solo in Dio, ma anche nell’esistenza di un disegno più grande in cui gli affanni della vita possano trovare un significato, nella possibilità di realizzare i propri progetti, nel futuro e persino in se stessi. Ciò che sperimentano tanti giovani adulti – oggi più che nel passato – non è soltanto una perdita della fede, ma una ben più radicale crisi di senso, il venir meno della speranza come valore trasformativo in grado di proiettarci verso il domani, oltre la spessa coltre di nubi che offusca il nostro cielo. Una condizione esistenziale che porta con sé la rinuncia a dare cittadinanza ai propri sogni, nella convinzione – amara quanto inveterata – che non valga la pena investire energie in qualcosa che, fatalmente, non è destinato a durare.
È, dunque, più che mai necessario rilanciare, soprattutto tra coloro che stanno affrontando la sfida di diventare adulti, il valore della “perseveranza”. Un valore esigente che, come implicito nell’etimologia stessa del termine, ci chiama a “passare severamente attraverso” le difficoltà della vita, ovvero a insistere con rigore e costanza nel nostro cammino, senza mai arrenderci o perdere la fiducia e, anzi, facendo appello a tutte le nostre risorse interiori.
La perseveranza nasce dalla capacità di essere fedeli a un progetto o a un’idea perché li riteniamo veri e degni di tutti i nostri sforzi, dalla volontà di tener stretta la vita, per evitare che ci sfugga di mano e possa frantumarsi in mille rivoli inconsistenti. Essa è l’indicatore della disponibilità ad amare il nostro futuro e ad orientare il presente verso tutto ciò che di buono sogniamo e desideriamo, pur mettendo in conto che questo impegno possa comportare fatica, fallimenti o delusioni. Ma soprattutto implica la tenacia nel portare avanti con piena responsabilità la nostra vocazione, nella consapevolezza che nessuno possiede per intero la propria esistenza, ma siamo chiamati a metterci generosamente al servizio di un progetto che non ci apparterrà mai del tutto. Del resto, è in questo “affidarsi” completamente e con convinzione al disegno che Qualcuno di più grande ha sognato per noi che risiede la vera fede e che possiamo ritrovare la forza di «persistere nel ben operare», essendo grati per ogni nuovo giorno che ci viene dato in dono e sforzandoci di farne tesoro per avvicinarci, un passo alla volta, alla meta che ci siamo prefissati di raggiungere.
Che fai?
Smetti di credere
alla tua luna piccola
perché sorge il sole lassù?
Smetti, smetti, smetti,
smetti di credere
al sole e al cielo blu
solo per qualche nuvola?
Non arrendersi mai è una bella verità,
se ci penso, però, che fatica si fa!
Attaccati ad un filo sospeso nel cielo
a dare sempre il meglio che hai.
Ma guarda, guarda l’orizzonte:
il sole nasce e muore per te.
Festeggeremo il suo tramonto,
un altro giorno sulla Terra,
io e te…
Se vuoi,
ogni tuo ostacolo
si trasformerà
in voglia di vincere.
Se vuoi, se lo vuoi,
ogni tua lacrima
si trasformerà
in voglia di vivere.
Non arrendersi mai è una bella verità,
se ci penso, però, che fatica si fa!
Abbracciati ad un filo sospeso nel cielo
a dare sempre il meglio che hai.
Ma guarda, guarda l’orizzonte:
il sole nasce e muore per te.
Festeggeremo il suo tramonto,
un altro giorno sulla Terra,
io e te…
Sveglia, via da qui!
Scendo, via da qui!
Vieni con me,
ma guarda, guarda l’orizzonte:
il Sole nasce e muore per te.
Festeggeremo il suo tramonto,
un altro giorno sulla Terra,
io e te…
(Dolcenera, un altro giorno sulla Terra, 2018)

















