INIZIATIVE
Antonio Labanca di Missioni don Bosco
La CORSA della SPERANZA
Per dare maggiore visibilità ai ragazzi di Howrath e Calcutta, l’annuale Corsa dei Santi – che si svolge a Roma il 1° novembre – parlerà di loro.

Calcutta conta 4,5 milioni di abitanti, ai quali – per comprendere dimensione e complessità della situazione – si deve sommare il milione di residenti di Howrath, la città che sta a dirimpetto. Insieme costituiscono una megalopoli unita da un massiccio ponte in metallo che ne è diventato il simbolo.
“In questa zona del paese la povertà è molto diffusa” spiega l’ispettore salesiano P. Joseph Pauria. “A causa della mancanza di opportunità di sostentamento nelle aree rurali – aggiunge – si assiste ad un consistente fenomeno migratorio verso queste due città, dove numerose famiglie arrivano in cerca di lavoro”. Sono sorti così quartieri popolati da un’umanità senza diritti, prostrata dalla miseria, che, giorno dopo giorno, aumenta. Le persone vivono in baraccopoli e lungo i binari ferroviari in condizioni antigieniche e pericolose.
Opportunità educative
La locale ispettoria San Giovanni Bosco (che comprende circa 40 sedi) sta cercando di dare una risposta a questa situazione, offrendo opportunità educative ai minori svantaggiati che vivono nelle strade e nelle baraccopoli di Howrath e Calcutta. Per loro hanno avviato un programma chiamato “Educazione per tutti” che prevede la gestione di una ventina di scuole di strada, grazie alle quali trovano conforto e istruzione più di 760 bambini, mentre altri 2500 circa beneficiano di attività di orientamento, sensibilizzazione, sviluppo delle capacità individuali, supporto psicologico e iniziative sanitarie essenziali.
I missionari indiani si sono rivolti in Italia a Missioni Don Bosco per portare avanti questo progetto educativo, in particolare in 6 scuole di strada che accolgono 240 bambini e ne supportano altri 1000 circa attraverso il programma di coinvolgimento delle comunità locali. Grazie ai nuovi aiuti, verranno organizzate sessioni didattiche giornaliere, incentrate su materie fondamentali quali matematica, lingua e scienze per colmare le lacune didattiche; gli allievi verranno aiutati a iscriversi alle scuole pubbliche più vicine alla loro abitazione alla fine dell’anno scolastico: a questo scopo verranno fornite le uniformi e il materiale didattico necessari ai bambini che accedono alla scuola tradizionale. Il curriculum scolastico verrà integrato con attività sportive, artistiche e programmi culturali.
Nel cuore di Roma
Per il progetto, che è già avviato e si sviluppa su tre anni, Missioni Don Bosco si è impegnata a dare un contributo annuale di oltre 28mila Euro e a sua volta fa appello ai benefattori. Per dare maggiore visibilità ai ragazzi di Howrath e Calcutta, l’annuale Corsa dei Santi – che si svolge a Roma il 1° novembre – parlerà di loro ai corridori e agli spettatori. Grazie anche all’attenzione mediatica, sarà possibile seguire la manifestazione e partecipare da casa alla raccolta fondi collegandosi al sito www.missionidonbosco.org che riporta le varie modalità possibili, compreso l’sms solidale.
Essendo nell’anno giubilare, il tracciato della corsa è stato reso molto significativo con la fissazione di quattro tappe per una staffetta che coprirà il percorso dei professionisti (19.5 km, mentre la competizione per i i concorrenti amatoriali è limitata a 10 km). “Si tratta di un vero e proprio viaggio nel cuore della Roma cristiana” spiegano gli organizzatori della Corsa dei Santi: “si parte (e si arriva) a San Pietro, si raggiunge San Paolo Fuori le Mura attorno al km 7, si passa per San Giovanni in Laterano e, poco prima del km 14, si tocca anche Santa Maria Maggiore”.
Quattro tappe simboliche per una Corsa che propone l’impegno per la pace. “Il Giubileo anzitutto vuole proporre lo stop ai conflitti armati” ricorda Missioni Don Bosco: “si vorrebbe fermare ogni guerra in corso per consentire a ciascuno – nella Grazia che Dio dona a tutti – di mettere in primo piano il suo rapporto con la vita. Invece, questa viene negata alla radice: in Ucraina come a Gaza, in Sudan come in Myanmar e purtroppo in numerosissimi altri Paesi”.
Come far stare assieme l’allegria di un grande raduno in una domenica romana (lo stesso giorno si concluderà il Giubileo del mondo educativo!), la competizione sportiva, l’attenzione a una particolare condizione di povertà per la quale stendere la mano per una richiesta di aiuto?
“Possiamo provare a esprimere pubblicamente il nostro desiderio di pace per le vittime dirette e indirette” propone Missioni Don Bosco, “possiamo affermare ciò che si contrappone alla guerra: la capacità di relazione senza barriere, il piacere di una sana esperienza collettiva, la soddisfazione per un risultato personale che non deruba nessuno di qualcosa”. Sorrisi scambiati con tutti, libertà di movimento in una città restituita (almeno in parte) alla gente, rumori e parole che non aggrediscono, traguardi raggiunti a prezzo di vera fatica, un po’ di confusione. E poi accompagnare ad ogni tappa un pensiero legato alle quattro basiliche: a San Pietro, per chi opera per la giustizia sociale e fra i popoli; a San Paolo fuori le mura, per chi opera per l’educazione scolastica; a San Giovanni in Laterano, per i diritti dei diseredati, a Santa Maria Maggiore, per chi si occupa dei più piccoli fra noi.

















