BS Settembre
2024

LA NOSTRA FAMIGLIA

B.S.

Istituto delle SUORE CATECHISTE di Maria Immacolata Ausiliatrice

Il fondatore è un vescovo salesiano sorridente e pieno di coraggio, venuto dal Texas, che trasformò una diocesi e continua ad operare nella Chiesa attraverso le sue Figlie.

Tutto cominciò con Louis LaRavoire Morrow, arrivato nella diocesi di Krishnagar nel 1940 passando per il Texas, il Messico e le Filippine. In Texas, dove è nato, ha raccolto un’eredità franco-irlandese e una tradizione pionieristica. In Messico, dove è diventato sacerdote, ha acquisito un morbido accento spagnolo e un duro apprendistato su come affrontare i problemi. Dalle Filippine, dove è stato segretario di un dignitario della Chiesa, è emerso come vescovo e anche come scrittore di libri cattolici che si vendono a milioni.

Suo padre, Joseph LaRavoire, era arrivato negli Stati Uniti come emigrante dalla cittadina di Rumilly, ai piedi delle Alpi francesi. Un piccolo villaggio nelle vicinanze porta il nome degli antenati del Vescovo, “LaRavoire”. Le sue radici sono savoiarde, come san Francesco di Sales e come don Bosco.

Sua madre si convertì al cattolicesimo nel 1905 e, come uno dei suoi primi atti cattolici, mandò l’undicenne Louis in un collegio gestito dai Salesiani a Santa Julia, alla periferia di Città del Messico. Questa fu la decisione che fece di Louis LaRavoire Morrow un sacerdote e un vescovo. Louis decise di diventare salesiano. Lo spirito di don Bosco divenne il suo.

Era in missione a Manila, come segretario dell’arcivescovo, quando, una sera del giugno 1939, mentre era a cena, arrivò un telegramma da Roma. Il delegato apostolico, l’arcivescovo Piani, aprì la lettera, sorrise e disse che, essendo cifrata, avrebbe dovuto lavorarci l’indomani. Dopo la Messa del giorno successivo, quando il suo segretario aveva dormito bene, l’arcivescovo Piani consegnò a Morrow il cablogramma, non cifrato. Diceva: “LaRavoire Morrow nominato vescovo di Krishnagar. Congratulazioni”.

“Pensavo fosse uno scherzo”, ha detto poi Morrow. “Non avevo mai sentito parlare di un posto chiamato Krishnagar”.

Dopo averlo individuato sulla mappa, decise di dare una rapida occhiata a Krishnagar mentre tornava a Roma e negli Stati Uniti. Il 5 settembre 1939, proprio mentre la guerra iniziava in Europa, Morrow salpò da Manila per Singapore sulla nave di linea americana President Harrison, poi volò a Calcutta, dove arrivò verso la fine della stagione delle piogge, appiccicosa e vaporosa. Prese il treno locale che sferragliava dalla stazione di Sealdah per Krishnagar, a due ore di distanza, e rimase sconvolto da ciò che trovò lì. La diocesi era rimasta senza vescovo dal 1928 al 1934; il prelato nominato nel 1934 aveva potuto rimanere in carica solo per un anno, e dal 1935 al 1939 la diocesi era rimasta nuovamente senza vescovo. Non c’erano soldi per pagare l’elettricità e l’acqua disponibili in città. Pochi bambini frequentavano le due scuole. Gli edifici avevano urgente bisogno di riparazioni. Il dormitorio dei ragazzi non aveva né porte né finestre; tra il piano terra e il secondo piano c’era solo una scala traballante, perché mancavano i soldi per una scala.

La prima decisione del Vescovo fu quella di far arrivare subito l’acqua potabile dalla città.

Monsignor Morrow sottovalutava ostinatamente la propria influenza nel Bengala Occidentale e il rispetto e l’affetto che i funzionari e la gente della zona di Krishnagar provavano per lui. Non superò mai lo stupore per quello che è stato probabilmente l’evento più straordinario dei suoi sessantacinque faticosi anni: la sua elezione da parte della popolazione di Krishnagar a commissario municipale della città.

Gli fecero anche notare che doveva avere un qualche tipo di simbolo, come gli altri candidati, in modo che coloro che non erano in grado di leggere il suo nome sapessero dove segnare le schede elettorali. Il Vescovo accettò di girare per la città in bicicletta, come era solito fare, per farsi vedere dagli elettori. E alla fine decise di scegliere un orologio come simbolo, perché l’unico orologio pubblico di Krishnagar era quello familiare sul campanile della chiesa della sua missione.

Intraprese lunghi viaggi e cicli di conferenze negli Stati Uniti. Ovunque andasse a raccontare il lavoro della sua missione e i bisogni dei suoi figli, trovava persone disposte ad ascoltare e a dare dai penny ai torni, da una banconota da un dollaro a un trattore da mille dollari.

Il primo venerdì di ogni mese, immancabilmente, celebrava una funzione nella cattedrale per tutti i suoi figli. In queste occasioni scriveva il suo sermone e lo faceva tradurre in bengalese da padre Austin Guarneri, uno dei suoi sacerdoti specializzati in questa lingua. Il Vescovo parlava poco il bengalese, ma lo capiva abbastanza bene da leggere i suoi sermoni con accento e intonazione corretti. In una frase, il Vescovo si sentiva a casa in bengalese, la frase con cui iniziava tutti i suoi discorsi ai figli: “Amar prio sontangon, ami tomadigoke bhalobasi”. (“Miei cari figli, vi voglio bene”). Nessuna parola è mai uscita più diretta dal cuore di un texano.

Una nuova Congregazione

Monsignor Louis LaRavoire Morrow, dopo aver preso in carico la diocesi di Krishnagar nel 1939, con profonda fiducia in Dio, formulò insieme ai suoi sacerdoti il suo piano pastorale. Da qui la necessità di suore, come lui stesso afferma: “Ora, come siete entrate in gioco voi, Suore Catechiste di Maria Immacolata Ausiliatrice? Ebbene, quando il 25 maggio 1939 fui nominato vescovo di Krishnagar e arrivai qui, i miei sacerdoti mi dissero: «Vescovo, la nostra difficoltà è raggiungere le donne. Semplicemente non possiamo incontrarle». Abbiamo visto chiaramente la necessità che le religiose istruite lavorino tra le donne della nostra diocesi. Abbiamo parlato e pregato, lavorato, sognato e sperato che le suore visitassero le case nelle città e nei villaggi qua e là”.

Domenica 20 aprile 1952 le prime otto novizie ricevettero l’abito religioso. Consisteva in un sari bianco bordato con tre fasce blu, disegnato dal Fondatore dopo lunghe consultazioni con il piccolo gruppo e molti altri. È interessante notare che nella sua generosità e magnanimità, quando Santa Teresa di Calcutta, fondatrice delle Missionarie della Carità, si avvicinò a lui chiedendogli se anche la sua congregazione potesse usare lo stesso tipo di sari a tre strisce blu per il proprio saio, il nostro fondatore acconsentì prontamente.

Nel corso degli anni, la nostra Congregazione è progredita ben oltre le aspettative del nostro Fondatore, e ha cominciato a servire anche in altre diocesi. Nel 1966 le fu concesso il Diritto Pontificio. Nel 1990 siamo andati in provincia. Il 10 giugno 1992 siamo diventati membri ufficiali della Famiglia Salesiana. Oggi serviamo in India, Germania, Italia, Tanzania, Kenya, Uganda e Stati Uniti.

La missione

Lo scopo del nostro Istituto è lo sviluppo integrale della famiglia: il suo benessere spirituale, morale, sociale e materiale, soprattutto delle donne, delle ragazze e dei bambini, rendendoli consapevoli dell’amore incondizionato e della tenera cura di Dio per loro. Ciò si realizza condividendo con loro la nostra profonda intimità e l’esperienza personale di Dio, attraverso i nostri diversi ministeri, a imitazione di Gesù che è passato facendo del bene a tutti: guarendo, insegnando e annunciando sempre la Buona Novella che è venuto per condurre tutti a Dio, nostro Padre. Così viviamo e condividiamo il nostro motto: amare Dio e aiutare gli altri ad amare Dio.
Morrow, che chiamiamo affettuosamente padre vescovo, quando prese in carico la sua diocesi di Krishnagar nel 1939, si rese conto del grande bisogno delle religiose istruite di raggiungere le famiglie per elevarle e avvicinarle al vero Dio. «Non aspetteremo solo che la gente venga da noi, ma andremo dalla gente, nei villaggi, nelle città e nelle loro case», ha detto. Questa visione è diventata realtà quando ha fondato il nostro istituto. Svolgiamo il suo mandato attraverso il nostro apostolato principale della visita domiciliare nelle città e nei villaggi, nonché attraverso le attività pastorali, mediche, educative, culturali e industriali e altre attività proprie del nostro istituto.
Il carisma della nostra Congregazione è l’esperienza Abbà di Gesù – vedere Dio come il nostro Padre amorosissimo e tenero e fare tutto solo per compiacerlo – secondo la Piccola Via dell’Infanzia Spirituale di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Visite alle famiglie. Nella nostra missione andiamo di casa in casa visitando le famiglie, i malati e coloro che sono costretti a casa, pregando con loro e per loro. Ascoltiamo i loro problemi, insegniamo loro semplici questioni di fede e di morale e li indirizziamo in molti ambiti della vita per i quali hanno bisogno di guida e consulenza. Cerchiamo anche di portare la pace alle famiglie in difficoltà e distrutte unendo coloro che sono separati.

Apostolato nei villaggi. Durante la visita ai villaggi rimaniamo tra la gente, condividiamo le loro gioie e i loro dolori, li aiutiamo a migliorare il loro tenore di vita e a realizzare la dignità e la libertà dei figli di Dio.

Ministero pastorale. Contribuiamo all’edificazione della Chiesa particolare partecipando attivamente alle opere pastorali e ministeriali affidate alle religiose. Con essi incoraggiamo tutti ad una partecipazione piena, consapevole e attiva al culto liturgico, a incontrare Cristo nei sacramenti e a condurli alla comunione con Dio e ad essere testimoni di Cristo risorto.

Media catechetici. Le pubblicazioni catechetiche del nostro Padre Fondatore vengono da noi aggiornate e diffuse a beneficio di tutti, soprattutto dei giovani. Così proclamiamo la Buona Novella che Gesù è il nostro Salvatore e aiutiamo ad approfondire la fede dei credenti.

Ministero di guarigione. Come Gesù andava curando e guarendo ogni tipo di malattia e infermità come segno che il regno di Dio era venuto, anche noi, spinti da questa carità e compassione, lo vediamo in ogni persona sofferente e gli prestiamo cura cristiana del suo corpo fisico, dei bisogni mentali e spirituali. Questo servizio viene svolto principalmente attraverso i nostri dispensari, ospedali e case per anziani.

Scuole ministeriali, convitti, centri professionali e culturali. Gestiamo scuole a vari livelli, in particolare collegi per ragazze dei villaggi, che provengono da famiglie povere e lavoreranno nei campi agricoli per sostenere le loro famiglie. Li aiutiamo attraverso le nostre istituzioni a completare almeno la loro istruzione di base. Con la nostra presenza amorevole e premurosa con loro creiamo un’atmosfera favorevole a sviluppare riverenza e amore per Dio, per i genitori e gli insegnanti, per le autorità civili e religiose, per i compagni e per il prossimo. Imparano ad essere compassionevoli e generosi verso tutti, specialmente verso i poveri, gli anziani, i bisognosi e i sofferenti. Inoltre instilliamo in loro l’amore e il rispetto per tutta la creazione di Dio e affinché siano cittadini responsabili nel nostro mondo.

Emancipazione delle donne. Rendiamo consapevoli le donne della loro dignità e del loro giusto posto nella famiglia e nella società, e diamo loro potere con i valori del Vangelo per liberarsi dai mali che le rendono schiave.

L’APOSTOLATO DEL SORRISO

Il nostro Fondatore ci insegna: “Devi mantenere un aspetto allegro tutto il tempo, tutti i giorni dell’anno, con il volto sorridente, modesto. Questo è il vostro Apostolato del Sorridere, che io qui vi do. Non possiamo pensare ad una Suora di Maria Immacolata che sia curva e abbia il viso lungo. Il nome ‘Sorella di Maria Immacolata’ dovrebbe essere sinonimo di una sorella dal corpo eretto e dal volto sorridente”.

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